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19/01/2021 - AGEVOLAZIONI, IMPOSTE DIRETTE

Dal Fisco chiarimenti sul Superbonus negli interventi di riqualificazione energetica globale del fabbricato News

Il Superbonus non spetta in relazione alle spese per un intervento di riqualificazione energetica globale del fabbricato, ai sensi dell’art. 1, comma 344 , della Legge Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007), trattandosi di un intervento a sé stante: lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’istanza di interpello 18 gennaio 2021, n. 43 . Nella fattispecie sottoposta all’esame dell’Agenzia, in particolare, si trattava di un intervento - effettuato su un edificio unifamiliare funzionalmente indipendente dotato di impianto di riscaldamento autonomo - di riqualificazione energetica globale del fabbricato “con interventi sull’involucro dell’edificio riscaldato (pareti, finestre, tetti e pavimenti), così come definiti dal richiamato art. 1, comma 344 , della Legge 296/2006.

Relativamente agli interventi indicati nella disposizione da ultimo citata, infatti, con la Circolare n. 36/E/2007 fu precisato che - data l’assenza di specifiche indicazioni normative - la categoria degli “interventi di riqualificazione energetica” comprende qualsiasi intervento, o insieme sistematico di interventi, che incida sulla prestazione energetica dell’edificio, realizzando la maggior efficienza energetica richiesta dalla norma. Di conseguenza, l’intervento di cui al citato comma 344 , comprendendo qualsiasi intervento di efficienza energetica ed essendo inteso come un unicum, non distingue tra interventi trainanti e trainati come previsto dal Superbonus. Lo stesso può quindi essere ammesso esclusivamente come intervento a sé stante e non in combinazione con altri, come indicato anche nella Circolare 8 luglio 2020, n. 19/E , secondo cui la scelta di agevolare un intervento impedisce al contribuente di fruire, per il medesimo intervento o anche per parti di esso, delle altre agevolazioni.

Al riguardo si ricorda infine che:

  1. con il decreto “Asseverazioni” (D.M. 6 agosto 2020 ) il Ministero dello Sviluppo economico ha definito i contenuti, la modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione necessaria per poter usufruire del Superbonus del 110% previsto per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici dall’art. 119 del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77 ), nonché le modalità di verifica e accertamento delle attestazioni infedeli e le relative sanzioni;
  2. con il decreto “Requisiti tecnici” (D.M. 6 agosto 2020 ), invece, sono stati stabiliti i requisiti tecnici che gli interventi devono soddisfare per beneficiare delle agevolazioni Ecobonus, bonus facciate e Superbonus al 110%, nonché i massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento.

18/01/2021 - ACCERTAMENTO E RISCOSSIONE

Ulteriormente prorogati i termini di decadenza per la notifica delle cartelle News

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. 15 gennaio 2021, n. 3 che differisce dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021, i termini previsti per la notifica degli atti di accertamento, delle cartelle esattoriali, degli atti di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, nonché degli altri atti tributari elencati dall’art. 157 del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34 , convertito con modifiche dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77 ).

Gli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti d'imposta, di liquidazione e di rettifica e di liquidazione, relativi ad atti o imposte per i quali i termini di decadenza scadono tra l'8 marzo 2020 e il 31 dicembre 2020 dovranno essere notificati nel periodo compreso tra il 1° febbraio 2021 e il 31 gennaio 2022, salvo casi di indifferibilità e urgenza, o al fine del perfezionamento degli adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi.

È stato inoltre differito dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021 il termine finale di scadenza dei versamenti derivanti da cartelle di pagamento ed avvisi esecutivi, relativi alle entrate tributarie e non, sospesi dall’art. 68, comma 1 , del decreto “Cura Italia” (D.L. 17 marzo 2020, n. 18 , convertito con modifiche dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27 ). Per effetto del predetto art. 68, comma 1 , i versamenti oggetto di sospensione dovranno essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, e quindi entro la fine di febbraio.

Inoltre, i termini di decadenza per la notificazione delle cartelle di pagamento sono prorogati di 13 mesi relativamente:

  1. alle dichiarazioni presentate nel 2018, per le somme che risultano dovute a seguito dell'attività di liquidazione prevista dagli articoli 36-bis del D.P.R. 600/73 e 54-bis del D.P.R. n. 633/1972 ;
  2. alle dichiarazioni dei sostituti d'imposta presentate nel 2017, per le somme che risultano dovute ai sensi degli articoli 19 e 20  del Tuir;
  3. alle dichiarazioni presentate negli anni 2017 e 2018, per le somme che risultano dovute a seguito dell'attività di controllo formale ex art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973.

15/01/2021 - ACCERTAMENTO, RISCOSSIONE

Cartelle e avvisi di accertamento: stop fino al 31 gennaio News

Nella tarda serata di ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che dispone l’ulteriore differimento, dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021, dei termini previsti per la notifica degli atti di accertamento, delle cartelle esattoriali, degli atti di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, nonché degli altri atti tributari elencati dall’art. 157 del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34 , convertito con modifiche dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77 ). Pertanto, sono ricompresi nell'ambito applicativo della misura anche:

  1. le comunicazioni di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (controlli formali e automatizzati);
  2. le comunicazioni di cui all’art. 54-bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633;
  3. gli inviti all’adempimento di cui all’art. 21-bis del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modifiche dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122 ;
  4. gli atti di accertamento dell’addizionale erariale della tassa automobilistica, di cui all’art. 23, comma 21 , del D.L. 6 luglio 2011 n. 98;
  5. gli atti di accertamento delle tasse automobilistiche, limitatamente alle regioni Friuli Venezia Giulia e Sardegna;
  6. gli atti di accertamento per omesso o tardivo versamento della tassa sulle concessioni governative per l’utilizzo di telefoni cellulari di cui all'art. 21, Tariffa allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 641

Il provvedimento prevede inoltre:

  • il differimento dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021 del termine finale di scadenza dei versamenti derivanti da cartelle di pagamento ed avvisi esecutivi, relativi alle entrate tributarie e non, sospesi dall’art. 68, comma 1 , del decreto “Cura Italia” (D.L. 17 marzo 2020, n. 18 , convertito con modifiche dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27 ). Al riguardo si precisa che – fermo restando la salvezza delle attività compiute e degli effetti prodottisi nel periodo dal 1° gennaio 2021 alla data di entrata in vigore del decreto-legge appena approvato – la sospensione dei versamenti opera senza soluzione di continuità dalla data iniziale della stessa (21 febbraio 2020 per i debitori con residenza/sede operativa/sede legale nei comuni della prima “zona rossa”, 8 marzo 2020 per tutti gli altri) fino alla data del 31 gennaio 2021;

  • il differimento dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021 della scadenza della sospensione degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati dall’agente della riscossione (e da altri soggetti titolati) aventi ad oggetto le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza;

  • il rinvio del termine per i versamenti relativi all’imposta sui servizi digitali per il 2020 dal 16 febbraio al 16 marzo 2021 e il rinvio del termine per la presentazione della relativa dichiarazione dal 31 marzo 2021 al 30 aprile 2021.

È stata inoltre approvata la Relazione da presentare alle Camere ai fini dell’autorizzazione, per l’anno 2021, all’indebitamento per 32 miliardi di euro. Il nuovo scostamento di bilancio sarà utilizzato per finanziare le misure che il Governo si appresta ad adottare per sostenere ulteriormente gli operatori economici, i settori produttivi e i cittadini maggiormente colpiti dagli effetti della pandemia da Covid-19.

Sulla necessità di una proroga, in attesa di un provvedimento di più ampio respiro, era intervenuto anche il Viceministro dell’Economia Antonio Misiani durante il Forum organizzato da Italia Oggi, che ha dichiarato: “È necessaria una proroga-ponte, uno scaglionamento degli invii molto più diluito nel tempo, una rateizzazione più conveniente, un saldo e stralcio, altrimenti si apre un problema sociale”, facendo riferimento alla "montagna di cartelle esattoriali che rischiano d'arrivare nel 2021”.

Il decreto-legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri disporrebbe quindi una mini-proroga in attesa di un pacchetto più ampio di misure, quali una nuova rottamazione o saldo e stralcio, che potrebbero essere contenute nel quinto decreto “Ristori”, al quale sta lavorando in questi giorni il Governo.

14/01/2021 - EMERGENZA CORONAVIRUS

Misure anti-Covid: stato di emergenza prorogato fino al 30 aprile. Limiti agli spostamenti confermati fino al 15 febbraio News

Ieri sera il Consiglio dei Ministri ha deliberato la proroga fino al 30 aprile 2021 dello stato di emergenza, termine entro il quale potranno essere adottate o reiterate le misure finalizzate alla prevenzione del contagio ai sensi dei decreti-legge n. 19  e n. 33  del 2020. Approvato inoltre un decreto-legge contenente ulteriori disposizioni urgenti per il contenimento della diffusione del Covid-19.

In particolare, il provvedimento dispone quanto segue:

  1. confermato fino al 15 febbraio 2021 il divieto di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse, con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione;
  2. dal 16 gennaio 2021 al 5 marzo 2021, sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:
    a. è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5.00 e le 22.00, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Tale spostamento può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti;
    b. qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia;
    c. è istituita una cosiddetta area “bianca”, nella quale si collocano le Regioni con uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio “basso” e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In area “bianca” non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri per le aree “gialle”, “arancioni” e “rosse” ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli.

Secondo quanto anticipato ieri dal Ministro della Salute Roberto Speranza nelle sue comunicazioni avanti l’Aula della Camera, seguirà a breve un nuovo Dpcm con ulteriori restrizioni finalizzate ad evitare gli assembramenti davanti ai locali.

Si prevede in particolare l'introduzione del divieto di vendita d’asporto per i bar a partire dalle ore 18.00, rimanendo consentita la consegna a domicilio dopo la chiusura al pubblico. La misura non dovrebbe riguardare i ristoranti che potranno di conseguenza continuare con l'asporto fino alle ore 22.00.

Continueranno a rimanere chiusi cinema, teatri, piscine, palestre e piste da sci, mentre in zona gialla potrebbero riaprire i musei, a condizione che siano rispettati i protocolli di distanziamento e sicurezza.

13/01/2021 - POLITICHE FISCALI

Nel Recovery Plan, approvato dal Governo, anche la riforma tributaria News

Tra i principali aspetti del Recovery Plan, approvato ieri sera dal Consiglio dei Ministri in attuazione del programma Next Generation EU varato dall’Unione europea , si segnala anche la riforma fiscale, in particolare dell’Irpef, al fine - si legge nel documento - di rendere l’attuale sistema “più equo, semplice ed efficiente”. Il Governo è infatti intenzionato a realizzare “una revisione complessiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche nel segno dell’equità e della progressività, accompagnata da una costante azione di lotta all’evasione e incentivazione della tax compliance”.

La riforma sarà finalizzata “ad una riduzione delle aliquote effettive sui redditi da lavoro, dipendente ed autonomo, in particolare per i contribuenti con reddito basso e medio-basso, in modo da aumentare il tasso di occupazione, ridurre il lavoro sommerso e incentivare l’occupazione delle donne e dei giovani”. L’obiettivo è quello di rendere il sistema fiscale italiano “più in linea con gli obiettivi indicati nelle Country specific recommendations rivolte al nostro Paese dall’Unione Europea”. In tale contesto è inoltre prevista la prosecuzione del processo di digitalizzazione delle certificazioni tributarie - fatture elettroniche e “scontrini” telematici - accompagnato dall’introduzione di servizi ai contribuenti “che favoriscono da un lato la compliance spontanea e dall’altro la capacità di controllo dell’amministrazione finanziaria”.

Fondamentale appare inoltre la spinta agli investimenti in tecnologie all’avanguardia e 4.0, ricerca, sviluppo e innovazione, cybersecurity e reti in fibra ottica, 5G e satellitari, collegate all’utente finale, “per assicurare una parità di accesso al mercato in ogni area del Paese”. “In quest’ottica - precisa il documento predisposto da Palazzo Chigi - gli incentivi fiscali inseriti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sono riservati alle imprese che investono in beni strumentali, materiali ed immateriali, necessari ad un’effettiva trasformazione digitale dei processi produttivi, nonché alle attività di ricerca e sviluppo connesse a questi investimenti”.

Si prevedono inoltre progetti per sostenere lo sviluppo e l’innovazione del Made in Italy, delle catene del valore e delle filiere industriali strategiche, nonché la crescita dimensionale e l’internazionalizzazione delle imprese, anche attraverso l’utilizzo di strumenti finanziari a leva. Previsto infine il mantenimento delle misure di vantaggio per il Mezzogiorno.

Queste, in sintesi, le 6 "missioni" del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che raggruppano 16 componenti funzionali alla realizzazione degli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo, articolate in 47 linee di intervento per progetti omogenei e coerenti:

  1. digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, che comprende: digitalizzazione e innovazione della P.A., digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, incentivi del piano Transizione 4.0, Banda Larga, 5G e monitoraggio satellitare, patrimonio culturale Next Generation, turismo e cultura 4.0;
  2. rivoluzione verde e transizione ecologica, che include: agricoltura sostenibile ed economia circolare, valorizzazione del ciclo integrato dei rifiuti, energia rinnovabile, idrogeno e mobilità sostenibile, efficienza energetica e riqualificazione degli edifici, tutela del territorio e delle risorse idriche;
  3. infrastrutture per la mobilità sostenibile, finalizzata a: potenziamento dell’alta velocità ferroviaria e della rete ferroviaria regionale, messa in sicurezza e monitoraggio digitale delle strade, progetto integrato porti d’Italia, digitalizzazione degli aeroporti e dei sistemi logistici;
  4. istruzione e ricerca, con obiettivi: riduzione dei divari territoriali, multilinguismo, potenziamento dell’istruzione professionalizzante e ITS, rafforzamento di ricerca e sviluppo e trasferimento tecnologico;
  5. inclusione e coesione, che prevede: politiche per il lavoro, fiscalità di vantaggio al Sud e nuove assunzioni di giovani e donne, infrastrutture sociali e coesione territoriale, potenziamento dei servizi socio-assistenziali, disabilità e marginalità;
  6. salute, diretta a: potenziamento assistenza di prossimità e telemedicina, progetti per l’innovazione, ricerca e digitalizzazione dell'assistenza sanitaria.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza sarà ora inviato alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica al fine di acquisirne le valutazioni.