News

16/04/2021 - GOVERNO

Approvato dal Governo il Def 2021. 40 miliardi per il decreto “Sostegni-bis” News

Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di economia e finanza 2021, ai sensi dell'art. 10 della Legge 31 dicembre 2009, n. 196, e l'annessa relazione al Parlamento, ai sensi dell’art. 6 della Legge 24 dicembre 2012, n. 243. Contestualmente Palazzo Chigi ha chiesto al Parlamento l'autorizzazione a un maggiore indebitamento per 40 miliardi di euro per l'anno 2021. Lo ha reso noto Palazzo Chigi con un comunicato diramato a margine della seduta.

Tali risorse saranno destinate a sostegno dell’economia e delle imprese, attraverso un nuovo decreto-legge (cosiddetto “Sostegni-bis”), al quale il Governo sta lavorando in questi giorni, in particolare per sostenere i lavoratori autonomi e le imprese più colpiti dalle restrizioni adottate per contenere il contagio. Parte delle risorse saranno utilizzate per rafforzare la ripresa delle delle aziende più colpite con misure atte a garantire la disponibilità di credito e sostenere la patrimonializzazione delle imprese.

Il nuovo provvedimento dovrebbe inoltre contenere sgravi fiscali, il rinnovo del tax credit locazioni, un'ulteriore moratoria per mutui e finanziamenti fino al 31 dicembre ed esenzioni fiscali già introdotti nel 2020. Al riguardo, la bozza del Documento di economia e finanza precisa che il prossimo decreto “prorogherà le indennità a favore dei lavoratori stagionali, e introdurrà nuove misure a favore dei giovani, ad esempio uno sgravio fiscale sull'accensione dei mutui per l'acquisto della prima casa”.

15/04/2021 - ADEMPIMENTI

L'imposta di bollo sulle fatture elettroniche: pubblicata la guida delle Entrate News

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato ieri la guida online “L'imposta di bollo sulle fatture elettroniche”. Al riguardo si precisa quanto segue:

  1. ai sensi dell’art. 6 del D.M. 17 giugno 2014, sulle fatture elettroniche soggette all'imposta di bollo è obbligatorio riportare un'apposita annotazione di assolvimento del tributo;
  2. a tal fine, occorre valorizzare “SI” il campo “Bollo virtuale” contenuto all’interno del tracciato record della fattura elettronica;
  3. l’importo complessivo dell’imposta di bollo relativa alle fatture elettroniche dev'essere versato periodicamente dal contribuente tramite F24;
  4. ai sensi dell’art. 12-novies del decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34 , convertito con modifiche dalla Legge 28 giugno 2019, n. 58 ), successivamente modificato dal D.M. 4 dicembre 2020 , l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti e dei loro intermediari delegati, all’interno del portale “Fatture e corrispettivi”, i dati relativi all’imposta di bollo che emerge dalle fatture elettroniche emesse, integrati dall’Agenzia con i dati delle fatture elettroniche che non recano l’indicazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo, ma per le quali l’imposta risulta dovuta;
  5. i soggetti Iva possono di conseguenza confermare l'integrazione effettuata dall'Agenzia oppure eliminare la fattura dall'integrazione, fornendo le relative motivazioni in caso di controllo da parte del Fisco;
  6. a tal fine, con il Provvedimento direttoriale 4 febbraio 2021 , l'Agenzia delle Entrate ha dettato:
    a. le modalità tecniche per l'effettuazione delle integrazioni, da parte della stessa Amministrazione fiscale, delle fatture inviate tramite il Sistema di Interscambio per le quali si rende dovuto il versamento dell'imposta di bollo;
    b. le modalità telematiche per la messa a disposizione, la consultazione e la variazione dei dati relativi all'imposta di bollo da parte del cedente o prestatore (o dell'intermediario delegato) e per l'invio delle comunicazioni, da parte dell'Agenzia, in caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento dell'imposta.

Con riferimento all'imposta dovuta per il primo trimestre 2021, si ricorda che ove l’esito del controllo automatizzato non risultasse corretto, è possibile effettuare le necessarie rettifiche fino al 30 aprile 2021, mentre il versamento dell'imposta dovrà essere effettuato entro il 31 maggio 2021.

14/04/2021 - ADEMPIMENTI

Studi associati di commercialisti: dal Fisco chiarimenti su invio telematico delle dichiarazioni e visto di conformità News

L’associazione che si compone di professionisti (avvocati e commercialisti) iscritti ai rispettivi albi professionali e che si avvale per il servizio di trasmissione telematica di una società di servizi contabili, il cui capitale sociale è interamente posseduto dai propri associati iscritti all’albo dei dottori commercialisti, può chiedere l’abilitazione all’invio telematico delle dichiarazioni, a prescindere dalla sua reale composizione interna: lo ha affermato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’istanza di interpello 13 aprile 2021, n. 245 .

Nel documento è stato peraltro specificato quanto segue:

  1. tale associazione non può apporre il visto né trasmettere dichiarazioni vistate, mancando il requisito del controllo da parte dei soggetti indicati all’art. 3, comma 3 , lettere a) e b), del D.P.R. 322/1998;
  2. a loro volta, i commercialisti associati possono non chiedere una propria partita Iva ed utilizzare la partita Iva dell’associazione per l’esercizio della professione ma, nelle attività connesse al visto di conformità (tenuta della contabilità e trasmissione telematica della dichiarazione vistata), non possono ricorrere ai servizi dell’associazione, “visto che non hanno il controllo della stessa”. Diversamente, possono utilizzare la società di servizi le cui quote sono possedute dai commercialisti stessi;
  3. relativamente alla possibilità per gli associati di utilizzare la garanzia dell’associazione o della società di servizi, valgono i chiarimenti forniti con la Circolare n. 28/E/2014 .

Si ricorda che, ai sensi dell’art. 3, comma 3 , del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, ai soli fini della presentazione delle dichiarazioni in via telematica tramite Entratel, si considerano soggetti incaricati della trasmissione delle stesse:

  1. gli iscritti agli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro;
  2. i soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle Camere di Commercio, in possesso di laurea in Giurisprudenza o in Economia e Commercio o equipollenti o diploma di ragioneria;
  3. le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori di cui all’art. 32, comma 1 , lettere a), b) e c), del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, nonché quelle che associano soggetti appartenenti a minoranze etnico-linguistiche;
  4. i Caf imprese, lavoratori dipendenti e pensionati;
  5. gli altri incaricati individuati con apposito decreto ministeriale.

A tal fine, rientrano tra “gli altri incaricati individuati”:

  1. le associazioni e società semplici costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni in cui almeno la metà degli associati o dei soci è costituita da soggetti indicati all’art. 3, comma 3 , lettere a) e b), del D.P.R. 322/1998;
  2. le società commerciali di servizi contabili le cui azioni o quote siano possedute per più della metà del capitale sociale da soggetti di cui alla norma citata al punto precedente;
  3. i soggetti “che esercitano abitualmente l’attività di consulenza fiscale”;
  4. le società tra professionisti (Stp) di cui all’art. 10 della Legge 12 novembre 2011, n. 183;
  5. le “associazioni tra avvocati” e le “società tra avvocati” di cui agli articoli 4 e 4-bis della Legge 31 dicembre 2012, n. 247.

13/04/2021 - DECRETO "SOSTEGNI", AGEVOLAZIONI

Contributi a fondo perduto: istituiti i codici tributo News

Con la Risoluzione 12 aprile 2021, n. 24/E , l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per l'utilizzo in compensazione del contributo a fondo perduto previsto dall'art. 1 del decreto “Sostegni” (D.L. 22 marzo 2021, n. 41 ), nonché per la restituzione spontanea del contributo non spettante.

Si tratta in particolare dei seguenti codici:

CODICI TRIBUTO

DENOMINAZIONE

UTILIZZO

MODELLO

6941

“Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni – credito d’imposta da utilizzare in compensazione - art. 1 DL n. 41 del 2021”

Utilizzo in compensazione del contributo a fondo perduto (1) (2) (3)

F24

8128

“Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni – Restituzione spontanea - CAPITALE – art. 1 DL n. 41 del 2021”

Restituzione spontanea del contributo non spettante (4)

 

Versamento dei relativi interessi e sanzioni

F24 Versamenti con elementi identificativi (F24 ELIDE)

8129

“Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni – Restituzione spontanea – INTERESSI – art. 1 DL n. 41 del 2021”

8130

“Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni –Restituzione spontanea – SANZIONE – art. 1 DL n. 41 del 2021”

(1) Qualora il contribuente abbia scelto tale modalità di fruizione.
(2) L’ammontare del contributo utilizzabile in compensazione può essere consultato nella sezione “Cassetto fiscale”, accessibile dall’area riservata del dell’Agenzia delle entrate, al link “Crediti IVA / Agevolazioni utilizzabili”.
(3) Se l’ammontare del contributo utilizzato in compensazione, anche tenendo conto di precedenti fruizioni, risulta superiore all’importo riconosciuto, il modello F24 è scartato.
(4) Erogato mediante accredito su conto corrente o utilizzato in compensazione.

Si ricorda che è possibile presentare la domanda fino al prossimo 28 maggio, mediante il desktop telematico o trasmettendo on-line, tramite il servizio web presente sul portale Fatture e Corrispettivi, l’apposito modello disponibile sul sito dell’Agenzia.

È possibile utilizzare le credenziali Spid, Cie o Cns o quelle rilasciate dall’Agenzia delle Entrate; è possibile anche l’invio tramite gli intermediari delegati per il Cassetto fiscale o per il servizio di consultazione delle fatture elettroniche o specificatamente incaricati per la richiesta di contributo.

12/04/2021 - AGEVOLAZIONI

Incentivi all'autoimprenditorialità: domande dal 19 maggio News

Con la Circolare 8 aprile 2021, n. 117378 , il Ministero dello Sviluppo economico ha fornito chiarimenti in merito ai termini e alle modalità di presentazione delle domande di accesso agli incentivi previsti per la creazione di micro e piccole imprese competitive, a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile, ai sensi del D.M. 4 dicembre 2020 , emanato in attuazione dell'art. 29, commi 1 e 2 , del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, e dell’art. 1, comma 90 , lettera d), della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di Bilancio 2020).

In particolare:

AMMISSIBILI ANCHE LE CONSULENZE SPECIALISTICHE

SOGGETTI AMMESSI

Possono accedere ai contributi in esame:

1. le imprese:

  • costituite da non più di 60 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
  • di micro e piccola dimensione, secondo la classificazione contenuta nell’Allegato I al Regolamento GBER;
  • costituite in forma societaria;
  • in cui la compagine societaria sia composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni oppure da donne;

2. le persone fisiche che intendono costituire un’impresa purché, nella configurazione approvata in fase di valutazione, facciano pervenire la documentazione necessaria a comprovare l’avvenuta costituzione dell’impresa e il possesso dei requisiti richiesti per l’accesso alle agevolazioni.

SOGGETTI NON AMMESSI

Non possono accedere ai contributi in esame:

  • le imprese controllate - ai sensi dell’art. 2359 c.c. - da soci controllanti imprese che abbiano cessato, nei 12 mesi precedenti la data di presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni, un’attività analoga a quella cui si riferisce la domanda di agevolazione;
  • le iniziative riconducibili ai settori della produzione primaria dei prodotti agricoli di cui all’allegato I del TFUE, carboniero relativamente agli aiuti per agevolare la chiusura di miniere di carbone non competitive, di cui alla decisione 2010/787/UE del Consiglio;
  • le attività connesse all’esportazione verso Paesi terzi o Stati membri.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammesse, per un importo non superiore a 1.500.000,00 euro (al netto di Iva) le spese relative all’acquisto di beni materiali e immateriali e servizi necessari alle finalità del programma, sostenute dall’impresa successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione o dalla data di costituzione della società nel caso in cui la domanda di agevolazione sia presentata da persone fisiche.

Tali spese riguardano:

  • opere murarie ed assimilate, comprese quelle riferibili ad opere di ristrutturazione dell’unità produttiva oggetto di intervento;
  • macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica, compresi quelli necessari per l’erogazione di servizi con la formula della sharing economy, purché strettamente necessari all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata, dimensionati alla effettiva produzione ed identificabili singolarmente;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa, compresi quelli connessi alle tecnologie e alle applicazioni emergenti di intelligenza artificiale, blockchain e internet of things;
  • acquisto di brevetti o acquisizione di relative licenze d’uso;
  • consulenze specialistiche;
  • oneri notarili connessi alla stipula del contratto di finanziamento ed eventualmente oneri connessi alla costituzione della società.

TERMINI

Le domande potranno essere presentate a partire dal 19 maggio 2021.