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05/06/2019 - IMPOSTE DIRETTE

L'impresa familiare dopo la legge Cirinnà News

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e la Fondazione nazionale dei commercialisti hanno pubblicato un documento sulla rilevanza giuridica delle unioni paraconiugali nella partecipazione all'impresa familiare.

Lo studio, in particolare, si sofferma sulla disciplina delle collaborazioni familiari alla luce delle novità introdotte dalla legge Cirinnà: tra i principali argomenti affrontati, i profili di compatibilità dell'iscrizione alla gestione separata Inps del convivente che collabora nell'impresa familiare.

Per effetto della citata riforma sulle unioni civili, infatti:

  1. qualora una delle parti dell’unione civile succeda all’altra per causa di morte, a titolo universale o a titolo particolare, la sua posizione fiscale è equiparata a quella del coniuge;
  2. cambia anche la disciplina dei rapporti di lavoro e della locazione di immobili abitativi;
  3. ciascuna delle parti dell’unione civile che abbia prestato attività lavorativa continuativa nell’impresa di cui è titolare l’altra parte, potrà rivolgersi al giudice per chiedere il riconoscimento della partecipazione agli utili dell’impresa (art. 230-bis del codice civile).

Ai sensi del terzo comma dell'articolo da ultimo richiamato, per “familiare” si intendono il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo; per “impresa familiare” quella cui collaborano il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo.

Norme particolari sono state dettate infine per i rapporti di lavoro e la disciplina della locazione di immobili adibiti ad uso abitativo (attraverso una modifica alla Legge 27 luglio 1978, n. 392 ).

Si ricorda che sotto il profilo fiscale, l'impresa familiare è disciplinata dall’art. 5, comma 4 , del Tuir, attraverso il quale il Legislatore ha disposto che i redditi delle imprese familiari, limitatamente al 49 per cento dell’ammontare risultante dalla dichiarazione dei redditi dell’imprenditore, sono imputati a ciascun familiare, che abbia prestato in modo continuativo e prevalente la sua attività di lavoro nell’impresa, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili, mentre, il restante 51 per cento spetta al titolare dell’impresa.

L’applicabilità di tale regime fiscale presuppone che ricorrano le seguenti condizioni:

  1. che i familiari partecipanti all’attività di impresa risultino nominativamente, con la specificazione del rapporto di parentela o di affinità con il titolare, da atto pubblico o da scrittura privata autenticata anteriore all’inizio del periodo d’imposta, ritualmente sottoscritta tanto dall’imprenditore, quanto dai familiari;
  2. che la dichiarazione dei redditi dell’imprenditore contenga le quote attribuite ai singoli familiari e l’attestazione che sono proporzionate alla qualità e quantità del lavoro svolto nell’impresa, in modo continuativo e prevalente, nel periodo d’imposta;
  3. che ciascun familiare attesti, nella propria dichiarazione dei redditi, di avere prestato attività lavorativa nell’impresa in modo continuativo e prevalente.



04/06/2019 - IVA

Termini stretti per la nota di variazione Iva in presenza di una transazione News

In presenza di un accordo transattivo, la nota di variazione Iva può essere effettuata soltanto entro un anno dal momento di effettuazione dell'operazione originaria: lo ha precisato l'Agenzia delle Entrate con la risposta all'istanza di interpello 3 giugno 2019, n. 178 .

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. ai sensi dell’art. 1965 del codice civile, la transazione è il contratto con il quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine a una lite già iniziata o prevengono una lite che può sorgere tra loro. Con le reciproche concessioni, si possono creare, modificare o estinguere anche rapporti diversi da quello che ha formato oggetto della pretesa e della contestazione delle parti. Come sottolineato nella risposta in esame, la funzione della transazione è quella di comporre o prevenire una lite, mediante reciproche concessioni;
  2. gli effetti della transazione possono essere di natura dichiarativa o innovativa, a seconda della circostanza che dalla transazione non scaturiscano nuovi rapporti tra le parti (concretizzandosi essenzialmente nella reciproca rinuncia o nel contestuale ridimensionamento delle pretese originarie), oppure si determini la creazione di un nuovo rapporto diretto a costituire, in sostituzione di quello precedente, nuove e autonome situazioni (in tal senso si rinvia alle pronunce della Cassazione nn. 27448/2005, 7830/2003 e 10937/1996);
  3. al fine di stabilire il trattamento fiscale della transazione, è necessario effettuare una valutazione caso per caso per individuare la specifica volontà delle parti. In via generale, l’obbligo di abbandonare o rinunciare alla lite si caratterizza quale effetto tipico o naturale dell’accordo di composizione della controversia.

In particolare, si deve distinguere tra transazione “dichiarativa” (o conservativa) e transazione “novativa”: nel primo caso, infatti, non configurandosi un nuovo rapporto giuridico, il trattamento fiscale è stabilito con riferimento al rapporto giuridico che ha dato origine alla transazione stessa; nella transazione “novativa”, invece, le parti assumono una nuova o diversa obbligazione, la cui riconducibilità o meno all’ambito applicativo dell’Iva dev'essere oggetto di specifica valutazione.

03/06/2019 - IVA, ADEMPIMENTI

Adesione al servizio di consultazione delle fatture elettroniche, scelta rinviata al 1° luglio News

Più tempo per aderire al servizio per la consultazione delle fatture elettroniche. Con il Provvedimento n. 164664 del 30 maggio 2019 l’Agenzia delle Entrate ha infatti disposto che la funzionalità di adesione al suddetto servizio di consultazione sia resa disponibile a decorrere dal 1° luglio 2019 e che sia possibile effettuare l’adesione fino al 31 ottobre 2019.

Il nuovo calendario, che modifica quello stabilito con il Provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018 , amplia da tre a quattro mesi la finestra temporale precedentemente prevista (31 maggio - 2 settembre), accogliendo le richieste avanzate nei giorni scorsi dagli ordini professionali e dalle associazioni di categoria.

Il Provvedimento dispone inoltre che, in caso di mancata adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici entro il 31 ottobre, l’operatore non potrà più consultare le sue fatture elettroniche (emesse e ricevute) e l’Agenzia procederà alla cancellazione dei file xml memorizzati entro il 30 dicembre 2019, ovvero entro 60 giorni.

In caso di adesione al servizio di consultazione, invece, viene stabilito che i file xml saranno consultabili fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quella di ricezione della fattura elettronica da parte del Sistema di Interscambio e saranno poi cancellati entro i 60 giorni successivi al termine del periodo di consultazione (in luogo dei 30 giorni inizialmente previsti).

03/06/2019 - DICHIARAZIONI, IRPEF

Pubblicata la guida alla dichiarazione delle persone fisiche 2019. Le Entrate confermano l’esclusione dal bonus verde dei lavori in economia News

Il bonus verde non spetta per le spese sostenute per la manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti non connessa ad un intervento innovativo o modificativo nei termini indicati dalla norma, nonchè per i lavori in economia: lo ha confermato l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 31 maggio 2019, n. 13/E, contenente un vademecum degli oneri deducibili e detraibili e dei crediti d’imposta, in vista della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche 2019.

In merito a tale misura - introdotta dall’art. 1, commi da 12 a 15 , della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018) - si ricorda inoltre quanto segue:

  1. la detrazione spetta per le opere che si inseriscono in un intervento relativo all’intero giardino o area interessata, consistente nella sistemazione a verde ex novo o nel radicale rinnovamento dell’esistente;
  2. per la realizzazione di fioriere e l’allestimento a verde di balconi e terrazzi la detrazione spetta solo se tali interventi sono permanenti e si riferiscono ad un intervento innovativo di sistemazione a verde degli immobili residenziali;
  3. qualora risultino connesse all'esecuzione degli interventi in esame, sono ammesse anche le spese di progettazione degli interventi in commento;
  4. qualora il medesimo contribuente effettui gli interventi su più unità immobiliari, il diritto alla detrazione è riconosciuto più volte;
  5. la detrazione è riconosciuta anche per le spese sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali; in tal caso il beneficio fiscale spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi;
  6. per gli interventi condominiali, la detrazione è calcolata su un ammontare massimo di spesa di 5mila euro per ciascuna unità immobiliare;
  7. ai fini dell’ammissione del costo alla detrazione fiscale, il documento di spesa deve contenere il codice fiscale del beneficiario della detrazione, nonché la descrizione dell’intervento ed il pagamento deve essere effettuato con strumenti idonei a consentire la tracciabilità delle operazioni, quali assegni bancari, postali o circolari non trasferibili o con modalità informatizzate come, ad esempio, carte di credito, bancomat, bonifici. 

31/05/2019 - IVA

Fatturazione elettronica, dalle Entrate chiarimenti sulle note di variazione News

Nell’ambito della disciplina dettata per la fatturazione elettronica, il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 30 aprile 2018, n. 89757 (modificato da ultimo dal Provvedimento n. 107524/2019 ) ha disposto che:

  1. da un lato, le regole tecniche previste per le fatture elettroniche “sono valide anche per le note emesse in seguito alle variazioni di cui all’art. 26 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (così dette note di credito o di debito)” (paragrafo 6.1);
  2. dall’altro, che “Le richieste del cessionario/committente al cedente/prestatore di variazioni di cui all’art. 26 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, non sono gestite dal SdI” (paragrafo 6.2).

Da tale disposto normativo, l’Agenzia delle Entrate (Risposta all’istanza di interpello 30 maggio 2019, n. 172 ) ha tratto la conseguenza che nelle operazioni tra soggetti passivi d’imposta o tra questi ultimi e i consumatori, lo SdI (Sistema di Interscambio) esclude qualsiasi “richiesta” - da intendersi come documento o nota - non espressamente prevista da una disposizione normativa: a tal fine si può fare l’esempio delle note di debito “anomale” del cessionario/committente, emesse in sostituzione delle note di variazione in diminuzione del cedente/prestatore, o di contestazioni sul contenuto dei documenti già trasmessi).

Per l’Agenzia, tuttavia, non vi ravvisano ostacoli a che le “note di debito” dei cessionari/committenti (analogiche o elettroniche extra SdI) vengano utilizzate ai fini delle imposte dirette per rettificare, esclusivamente sul piano finanziario, il documento originario, semprechè ciò avvenga in presenza di idonea documentazione e, quindi, che le citate note “si collochino in un completo e coerente quadro probatorio”.

Come suggerito dalle Entrate con la FAQ n. 27 del 27 novembre 2018, per la corretta esposizione della variazione di sola Iva, in caso di invio tramite SdI di una fattura con erronea indicazione della stessa, può essere utilizzata la "Fattura Semplificata" che permette l'inserimento dell'imposta senza valorizzare imponibile ed aliquota.