News

19/11/2019 - INCENTIVI

Tecnologie Tv DVB-T2: contributo riconosciuto sotto forma di sconto sull'acquisto News

È riconosciuto un contributo per l'acquisto di apparecchiature di ricezione televisiva di cui all'art. 3-quinquies, comma 5 , terzo periodo, del D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modifiche dalla Legge 26 aprile 2012, n. 44 .

La norma da ultimo citata prevede che a partire dal 1º gennaio 2017 gli apparecchi atti a ricevere servizi radiotelevisivi venduti ai consumatori nel territorio nazionale integrano un sintonizzatore digitale per la ricezione di programmi in tecnologia DVB-T2 con tutte le codifiche approvate nell'ambito dell'ITU.

Il contributo spetta all'utente finale sotto forma di sconto praticato dal venditore dell'apparecchio, per un importo pari a 50 euro o pari al prezzo di vendita, qualora inferiore. Lo sconto è applicato sul prezzo finale di vendita comprensivo di Iva.

Il venditore recupera lo sconto praticato all'acquirente mediante un credito d'imposta, da indicare nella dichiarazione dei redditi, utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal secondo giorno lavorativo successivo alla ricezione dell'attestazione della disponibilità dello sconto (rilasciata dal servizio telematico).

18/11/2019 - ACCERTAMENTO

Omesso invio della comunicazione liquidazioni periodiche IVA, in arrivo le lettere per giustificarsi o ravvedersi News

È in corso l’invio da parte dell’Agenzia delle Entrate delle lettere di compliance per sollecitare l’adempimento spontaneo dei contribuenti soggetti passivi IVA - imprese professionisti e lavoratori autonomi - che hanno omesso di inviare la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA.

I destinatari delle lettere, selezionati sulla base dell’incrocio con i dati delle fatture elettroniche ed esterometro, potranno:

  • giustificare le anomalie segnalate tramite i servizi di assistenza dell’Agenzia delle Entrate o tramite il canale telematico Civis;
  • provvedere al ravvedimento operoso, inviando la comunicazione entro il prossimo 30 aprile 2020 o, in alternativa, indicando i dati corretti direttamente nella dichiarazione IVA 2020. In entrambi i casi, dovranno essere versate la sanzione ridotta oltre a imposte e interessi eventualmente dovuti, tramite modello F24 recante l’indicazione dei codici tributo IVA del periodo di riferimento e il codice atto della lettera di compliance ricevuta.

 I contribuenti potranno verificare le anomalie riscontrate accedendo ai dati di dettaglio delle fatture elettroniche emesse e ricevute e delle fatture transfrontaliere all'interno del portale "Fatture e corrispettivi" nella sezione "Fatture elettroniche e altri dati IVA".

18/11/2019 - TERZO SETTORE

Fuori dal regime 398 le associazioni sportive dilettantistiche non affiliate News

La Legge 16 dicembre 1991, n. 398 prevede un regime fiscale agevolato anche per le associazioni sportive dilettantistiche “affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti nazionali di promozione sportiva riconosciuti ai sensi delle leggi vigenti”. Tale regime è stato una prima volta esteso, in quanto compatibile, ai sensi dell’art. 9-bis del D.L. 30 dicembre 1991, n. 417, alle associazioni senza fini di lucro tout court e alle associazioni pro-loco e successivamente anche alle società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fini di lucro in base all’art. 90 della Legge 27 dicembre 2002, n. 289.

In merito alla portata del requisito dell’affiliazione, con l’ordinanza 18 settembre, n. 29401 (depositata lo scorso 13 novembre), la quinta sezione tributaria della Corte di Cassazione ha affermato che, nell’ipotesi in cui l’associazione sportiva non lucrativa non risulti affiliata a federazioni sportive nazionali o a enti nazionali di promozione sportiva, non possa godere del regime agevolato: di conseguenza, non può essere condivisa la tesi secondo cui l’ente rientrerebbe pur sempre nella categoria generale delle associazioni senza scopo di lucro di cui al richiamato art. 9-bis del D.L. 30 dicembre 1991, n. 417.

Per i giudici di legittimità, infatti, se si aderisse a quest’ultima tesi sarebbe di fatto abrogato il disposto di cui all’art. 1 della Legge 16 dicembre 1991, n. 398, e sarebbe resa del tutto irrilevante la necessità, espressamente imposta da quest’ultima norma, dell’affiliazione alle federazioni sportive nazionali o agli enti nazionali di promozione sportiva riconosciuti ai sensi delle leggi vigenti.

15/11/2019 - IVA

Le modalità di certificazione dei corrispettivi per servizi alberghieri resi attraverso agenzie di viaggio News

Con la Risposta all'istanza di interpello 14 novembre 2019, n. 486 , l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alle modalità con le quali gli esercenti attività alberghiera sono tenuti a certificare le prestazioni rese nei confronti di clienti che prenotano il soggiorno e versano il corrispettivo tramite un'agenzia di viaggi (nazionale o estera), in quanto al momento a soggiorno ultimato il cliente non corrisponde alcun importo.

L'Agenzia, in particolare, distingue due ipotesi:

 

SOGGETTO che ACQUISTA il SERVIZIO

ADEMPIMENTI

Direttamente il cliente (1)

L'operazione dev'essere certificata come segue:

  • fino al 31 dicembre 2019, mediante emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale; (2)
  • dal 1° gennaio 2020, (3) tramite memorizzazione elettronica etrasmissione telematica dei corrispettivi, (4) e con l'emissione del documento commerciale. 

Il cliente può comunque chiedere la fattura, da emettere tramite SdI e con obbligo di rilascio di una copia in formato analogico (salvo rinuncia da parte del cliente stesso).

Agenzia di viaggio in nome proprio (5)

Il corrispettivo dev'essere documentato con fattura:

  • elettronica nei confronti di tutte le agenzie di viaggio residenti o stabilite nel territorio dello Stato;
  • ordinaria (cartacea e/o elettronica) nei confronti delle agenzie non residenti, con l'obbligo di tracciare l'operazione mediante l' “esterometro”.

(1) Anche se tramite un'agenzia che gestisce la prenotazione.

(2) Di cui all'art. 12, comma 1 , della Legge 30 dicembre 1991, n. 413 e al D.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696 .

(3) Termine anticipato al 1° luglio 2019 per i soggetti con un volume d'affari superiore a 400mila euro.

(4)  Ai sensi dell'art. 2, comma 1 , del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127.

(5) La quale venderà poi il servizio al cliente.

14/11/2019 - IMPOSTE DIRETTE, INDIRETTE

Non ostano all'ingresso nel regime forfettario i contratti “misti” News

Con la Risposta all’istanza di interpello 13 novembre 2019, n. 484 , l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’ammissibilità al regime forfettario dei contratti “misti”, che sussistono qualora in capo alla stessa persona vengano attivati un rapporto di lavoro subordinato part-time a tempo indeterminato e, contestualmente, uno - parallelo e distinto - di lavoro autonomo (nella fattispecie, consulente finanziario).

In particolare, nel citato documento di prassi è stato sottolineato che - con riferimento ai “contratti misti” stipulati a decorrere dal 1° gennaio 2019 (data di entrata in vigore dell’ultima legge di Bilancio) - laddove non sia ravvisabile un preesistente rapporto di lavoro dipendente e l’utilizzo del “contratto misto” non comporti artificiose trasformazioni di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo, non si ravvisano cause ostative all’accesso al regime forfettario.

Al riguardo, si ricorda quanto segue:

  1. ai sensi dell’art. 1, comma 57 , lettera d-bis, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), così come modificata dall’art. 1, commi da 9 a 11 , della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019), non possono avvalersi del regime forfetario “le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro, ad esclusione dei soggetti che iniziano una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatorio ai fini dell’esercizio di arti o professioni”;
  2. con la Circolare 10 aprile 2019, n. 9/E , par. 2.3.2, l’Agenzia delle Entrate chiarì che “la nuova causa ostativa contenuta nella citata lettera d-bis) risponde alla ratio di evitare artificiose trasformazioni di attività di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo, prevedendo a tal fine un periodo di sorveglianza”.