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29/06/2021 - FORMAZIONE ON-LINE

Il Licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Oggi la 2^ giornata del Corso Specialistico per CDL News

In programma oggi dalle ore 16.00 in diretta streaming la 2^ giornata del Corso Specialistico MySolution “Licenziamento e crisi da Covid-19. Disciplina e casi pratici”, concepito per fare il punto sulla disciplina del licenziamento, già di per sé ostica e complessa, che è stata “stravolta” dal susseguirsi dei divieti contenuti nelle disposizioni emergenziali che sono state emanate, a partire dal marzo 2020, per fronteggiare la pandemia da Covid-19. Quattro incontri da 2 ore per un totale di 8 CFP per Dottori Commercialisti e Consulenti del Lavoro.

È ancora possibile iscriversi anche alle Singole Giornate del Corso.

Il Corso Specialistico MySolution “Licenziamento e crisi da Covid-19. Disciplina e casi pratici”, si compone di una serie di incontri in cui fare il punto sulle regole vigenti per le diverse tipologie di recesso, analizzando – per ogni fattispecie – le regole, le eccezioni, le procedure e i costi legati a eventuali violazioni, alla luce della giurisprudenza e della prassi più recente. Per rendere ancora più operativo il ciclo di incontri, l’ultima giornata del corso sarà dedicata, come di consueto, alle risposte ai quesiti posti dai partecipanti durante le tre giornate precedenti.

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Il Programma del Corso

1^ Giornata -  Il licenziamento. Quadro normativo e regole generali – 25 giugno, h. 16-18

  • Criteri di computo dell’organico del datore di lavoro
  • Tutele crescenti e altre discipline: regole di applicazione
  • Licenziamento orale, discriminatorio e nullo
  • Rinunce e transazioni
  • Licenziamento nella crisi d'impresa e liquidazione giudiziale 

 

2^ Giornata -  Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo - 29 giugno, h. 16-18

  • Nozione di giustificato motivo oggettivo
  • Onere di repêchage: ambito di applicazione e casi pratici
  • Regime di tutela: reintegrazione e/o risarcimento economico
  • Licenziamento collettivo
  • Le regole Covid-19: divieti ed eccezioni

 ISCRIVITI ALLA 2^ GIORNATA

 

3^ Giornata -  Il licenziamento disciplinare - 2 luglio, h. 16-18

  • Nozione di giusta causa e di giustificato motivo soggettivo
  • Reintegra e/o risarcimento: confronto tra i diversi regimi
  • Revoca del licenziamento: forma, tempi e costi
  • Procedura disciplinare: regole e tempi
  • Insussistenza del fatto materiale e del fatto giuridico
  • Offerta di conciliazione 

ISCRIVITI ALLA 3^ GIORNATA

 

4^ Giornata -  Il licenziamento. TuttoQuesiti - 12 luglio, h. 16-18

A conclusione del percorso formativo, un intero incontro dedicato a rispondere ai quesiti che verranno raccolti al termine di ogni singola giornata.

ISCRIVITI ALLA 4^ GIORNATA 

 

I Relatori

Alberto Bosco
In qualità di Dirigente responsabile, ha fondato e diretto Guide e numerose riviste in materia di Diritto del Lavoro. Ha inoltre pubblicato oltre 200 articoli sulle testate specializzate. Svolge l'attività di formatore nell'ambito di corsi rivolti a consulenti del lavoro, avvocati giuslavoristi e direttori del personale, ed è consulente aziendale.

Francesco Geria
Laureato in Scienze dei Servizi Giuridici del Lavoro presso la Facoltà di Verona, è iscritto all'Ordine Provinciale dei Consulenti del Lavoro di Vicenza dal 1991. Svolge la libera professione di Consulente del Lavoro e si è specializzato nella gestione del personale dei settori dell'autotrasporto, dell'agricoltura, delle cooperative. Assiste le aziende negli accordi collettivi, vertenze sindacali, procedure di mobilità e nelle situazioni di crisi e riorganizzazione. Coadiutore dei curatori fallimentari e commissari giudiziali nelle procedure concorsuali. Svolge incarichi di CTU presso il Tribunale di Vicenza. Convegnista e formatore in eventi organizzati o patrocinati da Ordini Provinciali dei Consulenti del Lavoro e delle varie sedi Provinciali dell'A.N.C.L. Autore e pubblicista, collabora con il Centro Studi dell'Associazione Nazionale dei Consulenti del Lavoro e con alcune testate editoriali a diffusione nazionale.

29/06/2021 - VERSAMENTI, SCADENZE

Contribuenti ISA e forfetari: slittano dal 30 giugno al 20 luglio il saldo 2020 e il primo acconto 2021 News

Per i contribuenti assoggettati agli ISA (Indici sintetici di affidabilità fiscale), compresi i forfetari, slitta dal 30 giugno al 20 luglio il termine entro il quale dovranno essere versati – senza corresponsione di interessi - il saldo 2020 e il primo acconto 2021 ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva: lo ha reso noto ieri sera il Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso il Comunicato Stampa n. 133 . Seguirà un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

La proroga – si legge nel documento del Mef – è stata disposta per “tener conto dell’impatto che l’emergenza Covid-19 ha avuto anche quest’anno sull’operatività dei contribuenti di minori dimensioni e dei loro intermediari”.

Con tutta probabilità il citato D.P.C.M. estenderà la proroga – analogamente a quanto disposto lo scorso anno – anche ai contribuenti “minimi”, rientranti nel regime D.L. n. 98/2011 , nonché ai soggetti nei confronti dei quali operano cause di esclusione o di inapplicabilità degli ISA e a coloro che dichiarano redditi per trasparenza, ai sensi dell’art. 5 del Tuir.

Per quanto riguarda i tributi interessati dalla proroga, come lo scorso anno lo slittamento del termine dovrebbe applicarsi ad Irpef, Ires, addizionali, imposte sostitutive e cedolare secca sulle locazioni.

28/06/2021 - DICHIARAZIONI

Pubblicata la nuova circolare-guida delle Entrate su oneri deducibili e detraibili, crediti d’imposta e visto di conformità News

Con la Circolare n. 7 del 25 giugno 2021  l’Agenzia delle Entrate pubblica l’edizione aggiornata della Guida (ora definita “Raccolta”) con le novità normative e di prassi riguardanti oneri detraibili, deducibili, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche e per l’apposizione del visto di conformità per l’anno d’imposta 2020.

La trattazione tiene conto anche degli obblighi di produzione documentale da parte del contribuente al Centro di assistenza fiscale (CAF) o al professionista abilitato, ai fini del rilascio del visto di conformità sulla dichiarazione e della conservazione da parte di questi ultimi per la successiva produzione all’Amministrazione finanziaria.

Tra le novità analizzate dalla Circolare le nuove agevolazioni in materia edilizia, tra cui la disciplina del “Superbonus” di cui all’art. 119 del D.L. n. 34/2020, il “bonus facciate” introdotto dall’art. 1, commi da 219 a 223 della legge n. 160/2019 (legge di bilancio 2020), e il “bonus vacanze” disciplinato dall’art. 176 del D.L. n. 34/2020.

Con riferimento al rilascio del visto di conformità, la circolare ha tra l'altro precisato che il Caf e il professionista, che si siano accorti di un errore commesso nell’apposizione del visto di conformità al Modello 730, possono trasmettere una dichiarazione rettificativa del contribuente, con il consenso di quest'ultimo; altrimenti possono inviare una comunicazione dei dati relativi alla rettifica, sempreché l’infedeltà del visto non sia già stata contestata con la comunicazione prevista dall’art. 26 , comma 3-ter, del D.M. 164/1999. La norma precisa che in questo caso la somma dovuta può essere ridotta avvalendosi del ravvedimento operoso (art. 13 , D.Lgs. 472/1997).

La circolare precisa inoltre che la sussistenza della condizione che “il contribuente non intende presentare la nuova dichiarazione” si deve ritenere soddisfatta attraverso l’acquisizione della prova che l’intermediario abbia comunicato al contribuente per iscritto (ad esempio tramite raccomandata), al domicilio fiscale del contribuente o al diverso indirizzo comunicato da quest’ultimo al Caf o al professionista, l’invito a presentare una nuova dichiarazione. La prova dell’effettuazione della comunicazione può essere costituita anche dalla notizia della società incaricata della trasmissione che il destinatario non può essere raggiunto. Non è quindi necessario esibire la prova dell’esplicito diniego del contribuente.

Si ricorda inoltre che:

  1. il professionista abilitato, il responsabile dell’assistenza fiscale (Raf) e, in solido con quest’ultimo, il Caf sono tenuti al pagamento di un importo pari al 30 per cento della maggiore imposta riscontrata, semprechè il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente.
    Tali sanzioni si applicano a partire dall’assistenza fiscale prestata nel 2019 (sull'argomento si rinvia anche alla circolare 24 maggio 2019, n. 12/E );
  2. con riferimento a spese suddivise in più anni, il controllo dev’essere effettuato “ad ogni utilizzo della rata dell’onere ai fini del riconoscimento della spesa”.
    A tal fine si richiama la circolare 31 maggio 2005, n. 26/E , secondo cui il soggetto che presta l’assistenza fiscale può, qualora abbia già verificato la documentazione in relazione ad una rata precedente e ne abbia conservato copia, non chiederne un’ulteriore copia al contribuente.

24/06/2021 - DICHIARAZIONI

Aiuti Covid a rischio di illegittimità se non dichiarati News

La mancata indicazione nella dichiarazione dei redditi dell’importo dei contributi e bonus ricevuti per fare fronte alla crisi pandemica non comporta alcuna conseguenza per i beneficiari degli stessi, neppure di tipo sanzionatorio. Tuttavia, la mancata registrazione degli aiuti potrebbe determinare l’illegittimità della fruizione del contributo.

La precisazione è stata fornita dal sottosegretario al Mef, Maria Cecilia Guerra, durante un question time in Commissione finanze alla Camera in risposta ad un'interrogazione sulla compilazione della dichiarazione dei redditi in presenza di aiuti di Stato percepiti.

Al riguardo è stato evidenziato nell’interpellanza (n. 5-06180) come, con riferimento alla compilazione del modello di dichiarazione dei redditi 2021, venga richiesto ai contribuenti l’indicazione nelle sezioni RS, RU, e RG di tutti i bonus e i contributi erogati per far fronte alle difficoltà economiche correlate all'emergenza Covid-19, domandando se si intendesse adottare iniziative per prevedere un azzeramento delle sanzioni o una sanatoria per eventuali dimenticanze ovvero prevedere, da parte dell’Agenzia delle Entrate, un’eventuale automatica e successiva integrazione dei dati mancanti o comunque non inseriti dal contribuente.

Nella risposta è stato sottolineato, in particolare, che i contributi in esame sono stati qualificati quali aiuti fiscali automatici da registrare a posteriori nel Registro nazionale degli aiuti di stato (RNA), ai sensi dell’art. 10 del D.M. 31 maggio 2017, n. 115. Tale norma prevede che “tali aiuti si intendono concessi e sono registrati nel RNA nell'esercizio finanziario successivo a quello di presentazione della dichiarazione fiscale nella quale sono dichiarati” e pertanto si è reso necessario prevedere l’evidenziazione nelle dichiarazioni fiscali dei dati che non sono desumibili dalle basi dati a disposizione dell’Agenzia (quali la dimensione e la forma giuridica dell’impresa, il settore dell’aiuto fruito e il codice ATECO corrispondente all’attività interessata dagli aiuti).

In conclusione – ha chiarito il Sottosegretario Guerra - la mancata indicazione dell’importo dei contributi percepiti, non arrecando alcun pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo dell’Agenzia e non incidendo sulla determinazione della base imponibile o dell’imposta, non comporta, relativamente a tali profili, alcuna conseguenza per i beneficiari degli stessi, neppure di tipo sanzionatorio. Tuttavia, la mancata registrazione degli aiuti implica le conseguenze previste dall’art. 17, comma 2 , del D.M. n. 115/2017, il quale dispone che “l’inadempimento degli obblighi di registrazione previsti dal presente regolamento. … determina l’illegittimità della fruizione dell’aiuto individuale”.

24/06/2021 - IMPOSTE SUI REDDITI

Decaduto dal regime forfetario dal 2020 il contribuente che nel 2019 ha percepito pensione sopra i 30mila euro News

È decaduto dal regime forfetario a partire dal 2020 il contribuente che nel 2019 ha percepito redditi di pensione per un importo superiore a 30.000 euro: lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’istanza di interpello 23 giugno 2021, n. 427 , sulla base di quanto dispone l’art. 1, comma 57 , lettera d-ter), della Legge 2014, n. 190 (legge di Stabilità 2015), aggiunta dall’art. 1, comma 692 , della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di Bilancio 2020).

Ai sensi della norma citata, infatti, non possono avvalersi del regime in esame “i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui rispettivamente agli articoli 49 50 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, eccedenti l’importo di 30.000 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato”.

Al riguardo, con la Circolare 4 aprile 2016, n. 10/E , paragrafo 2.3, l’Agenzia delle Entrate chiarì - con considerazioni tuttora valide - che il suddetto limite dei 30.000 euro “non opera se il rapporto di lavoro dipendente è cessato nel corso dell’anno precedente, sempre che nel medesimo anno non sia stato percepito un reddito di pensione che, in quanto assimilato al reddito di lavoro dipendente, assume rilievo, anche autonomo, ai fini del raggiungimento della citata soglia”.

Al riguardo si ricorda che:

  1. il vincolo dei 30.000 euro opera già dal periodo d’imposta 2020, qualora i contribuenti nel periodo d’imposta 2019 abbiano conseguito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati in misura superiore al citato importo di 30.000 euro (Risoluzione 11 febbraio 2020, n. 7/E );
  2. ai fini della determinazione del limite di 30.000 euro rilevano solo i redditi percepiti in via ordinaria, “senza tener conto di fattori errati che potrebbero falsare la determinazione di tali importi ai fini della predetta soglia”.

Di conseguenza, non è integrata la causa ostativa - e quindi è possibile usufruire del regime forfetario nel 2020 - nel caso in cui nel 2019 il contribuente abbia percepito un reddito da pensione inferiore a 30.000 euro e un arretrato riferito però al 2018 (Risposta all’istanza di interpello 14 aprile 2020, n. 102 ).