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06/06/2019 - SCADENZE, VERSAMENTI

Versamenti imposte di luglio: Tria ha firmato la proroga al 22 luglio News

Il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, avrebbe firmato il decreto che dispone la proroga dal 1° al 22 luglio (in quanto il 21 cade di domenica) del termine entro il quale dovranno essere effettuati i versamenti relativi agli Isa (Indici sintetici di affidabilità). 

La proroga interessa partite Iva e società soggette per il primo anno agli Isa, nonché contribuenti rientranti nei regimi dei minimi e dei forfettari, soci di società di persone e di società a responsabilità limitata in regime di trasparenza, nonchè collaboratori di imprese familiari.

Prevista inoltre la possibilità di versare entro il 21 agosto con la maggiorazione dello 0,40 per cento.

Il provvedimento attende ora la firma del presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, per poi essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

La misura era stata chiesta nei giorni scorsi dai rappresentanti dei professionisti, preoccupati dai ritardi che stanno caratterizzando la messa a punto degli Isa e, in particolare, dall'attuale indisponibilità del software dell'Agenzia delle Entrate per il calcolo degli indicatori sintetici di affidabilità fiscale.

Una proroga ancora più ampia dei temini di versamento, al 30 settembre 2019, era stata chiesta nei giorni scorsi dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, che - come ha dichiarato il presidente, Massimo Miani, in una nota inviata ieri al presidente del Consiglio Conte - ritiene “ormai non più differibile un intervento normativo che disponga, con urgenza, il carattere meramente facoltativo dell’applicazione degli ISA e della compilazione dei relativi modelli per il corrente anno”.

In merito agli Isa si ricorda quanto segue:

1. ai sensi dell’art. 9-bis, comma 11 , del D.L. n. 50/2017, è riconosciuto uno specifico regime premiale a favore dei contribuenti nei cui confronti si applicano gli ISA. In particolare, sono previsti i seguenti benefici:

  1. esonero dall’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione annuale per la compensazione di crediti per un importo non superiore a:
    - 50mila euro annui relativamente all’Iva;
    - 20mila euro annui relativamente alle imposte dirette e all’Irap;
  2. esonero dall’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione annuale o dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva per un importo non superiore a 50mila euro annui;
  3. inapplicabilità della disciplina sulle società non operative (di cui all'art. 30 , Legge 23 dicembre 1994, n. 724);
  4. esclusione dell'accertamento induttivo;
  5. anticipazione di almeno un anno, con graduazione in funzione del livello di affidabilità, dei termini di decadenza per gli accertamenti fiscali;
  6. esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo (di cui all’art. 38 , D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600), a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda di 2/3 il reddito dichiarato;

2. in attuazione del richiamato art. 9-bis, commi 12 e 17 , del D.L. n. 50/2017, con il Provvedimento direttoriale 10 maggio 2019, n. 126200 , l'Agenzia delle Entrate ha dettato le regole per l'applicazione dei nuovi Indici sintetici di affidabilità, disciplinando - per il periodo d’imposta 2018 - le condizioni in presenza delle quali sono applicabili i benefici riconosciuti dal medesimo articolo.

Sono stati definiti, in particolare, i diversi punteggi in base ai quali è possibile accedere alle agevolazioni previste dalla legge. Il provvedimento in esame ha altresì definito le procedure cui devono attenersi i soggetti incaricati alla trasmissione telematica ai fini dell’acquisizione massiva dei dati.

06/06/2019 - ACCERTAMENTO, DICHIARAZIONI

ISA 2019, aggiornate le specifiche tecniche e la modulistica News

Con il Provvedimento n. 175451 del 4 giugno 2019 l’Agenzia delle Entrate ha modificato le specifiche tecniche contenute nel Provvedimento n. 126200 del 10 maggio 2019 relativo all’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) per l’anno d’imposta 2018. Viene inoltre aggiornata la modulistica per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli Isa approvata con il Provvedimento n. 23721 del 30 gennaio 2019 .

Le novità, in particolare, sono le seguenti:

  • sono state aggiornate le specifiche tecniche per la trasmissione, da parte degli intermediari, dei dati dei contribuenti per l’acquisizione massiva degli elementi informativi necessari per l’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale;
  • sono state aggiornate le specifiche tecniche relative alla fornitura, da parte dell’Agenzia delle Entrate, degli elementi informativi necessari ai fini dell’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale in precedenza citati;
  • sono stati eliminati alcuni refusi presenti nei modelli e nelle istruzioni degli indici sintetici di affidabilità fiscale. In particolare, sono stati rettificati il frontespizio dei modelli AG41U e AG93U e le istruzioni dei righi F21 e G11.

Con il medesimo provvedimento viene altresì disposto che eventuali ulteriori aggiornamenti delle specifiche tecniche saranno pubblicati sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate e che di tali aggiornamenti sarà data relativa comunicazione.

Al riguardo si ricorda che nell'ambito del regime premiale previsto dalla normativa sugli Isa (art. 9-bis del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modifiche dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96 ) è previsto anche l'esonero dall’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione annuale per la compensazione di crediti: in merito a questo beneficio, il richiamato Provvedimento n. 126200/2019 ha precisato che il medesimo sia subordinato all’attribuzione di un punteggio almeno pari a 8 a seguito dell’applicazione degli ISA per il periodo di imposta 2018, anche per effetto dell’indicazione di ulteriori componenti positivi, relativamente:

  1. alla compensazione dei crediti di importo non superiore a 50mila euro annui, risultanti dalla dichiarazione annuale IVA relativa all’anno d'imposta 2019;
  2. alla compensazione del credito IVA infrannuale di importo non superiore a 50mila euro annui, maturato nei primi 3 trimestri dell’anno d'imposta 2020;
  3. alla compensazione dei crediti di importo non superiore a 20mila euro annui, risultanti dalla dichiarazione annuale relativa alle imposte dirette e all’Irap per il periodo d’imposta 2018.

Con il medesimo provvedimento erano state inoltre definite le procedure cui devono attenersi i soggetti incaricati alla trasmissione telematica ai fini dell’acquisizione massiva dei dati.

Ancora nessuna novità, invece, riguardo al software per il calcolo del punteggio di affidabilità fiscale ai fini dell’accesso al regime premiale. Il ritardo nella messa a punto degli Isa ha sollevato nei giorni scorsi le proteste dei professionisti che hanno richiesto la proroga della scadenza per il pagamento delle imposte sui redditi, proroga che potrebbe concretizzarsi in un rinvio dei versamenti al 22 luglio o al 21 agosto, con la maggiorazione dello 0,40 per cento.

05/06/2019 - IMPOSTE DIRETTE

L'impresa familiare dopo la legge Cirinnà News

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e la Fondazione nazionale dei commercialisti hanno pubblicato un documento sulla rilevanza giuridica delle unioni paraconiugali nella partecipazione all'impresa familiare.

Lo studio, in particolare, si sofferma sulla disciplina delle collaborazioni familiari alla luce delle novità introdotte dalla legge Cirinnà: tra i principali argomenti affrontati, i profili di compatibilità dell'iscrizione alla gestione separata Inps del convivente che collabora nell'impresa familiare.

Per effetto della citata riforma sulle unioni civili, infatti:

  1. qualora una delle parti dell’unione civile succeda all’altra per causa di morte, a titolo universale o a titolo particolare, la sua posizione fiscale è equiparata a quella del coniuge;
  2. cambia anche la disciplina dei rapporti di lavoro e della locazione di immobili abitativi;
  3. ciascuna delle parti dell’unione civile che abbia prestato attività lavorativa continuativa nell’impresa di cui è titolare l’altra parte, potrà rivolgersi al giudice per chiedere il riconoscimento della partecipazione agli utili dell’impresa (art. 230-bis del codice civile).

Ai sensi del terzo comma dell'articolo da ultimo richiamato, per “familiare” si intendono il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo; per “impresa familiare” quella cui collaborano il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo.

Norme particolari sono state dettate infine per i rapporti di lavoro e la disciplina della locazione di immobili adibiti ad uso abitativo (attraverso una modifica alla Legge 27 luglio 1978, n. 392 ).

Si ricorda che sotto il profilo fiscale, l'impresa familiare è disciplinata dall’art. 5, comma 4 , del Tuir, attraverso il quale il Legislatore ha disposto che i redditi delle imprese familiari, limitatamente al 49 per cento dell’ammontare risultante dalla dichiarazione dei redditi dell’imprenditore, sono imputati a ciascun familiare, che abbia prestato in modo continuativo e prevalente la sua attività di lavoro nell’impresa, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili, mentre, il restante 51 per cento spetta al titolare dell’impresa.

L’applicabilità di tale regime fiscale presuppone che ricorrano le seguenti condizioni:

  1. che i familiari partecipanti all’attività di impresa risultino nominativamente, con la specificazione del rapporto di parentela o di affinità con il titolare, da atto pubblico o da scrittura privata autenticata anteriore all’inizio del periodo d’imposta, ritualmente sottoscritta tanto dall’imprenditore, quanto dai familiari;
  2. che la dichiarazione dei redditi dell’imprenditore contenga le quote attribuite ai singoli familiari e l’attestazione che sono proporzionate alla qualità e quantità del lavoro svolto nell’impresa, in modo continuativo e prevalente, nel periodo d’imposta;
  3. che ciascun familiare attesti, nella propria dichiarazione dei redditi, di avere prestato attività lavorativa nell’impresa in modo continuativo e prevalente.



04/06/2019 - IVA

Termini stretti per la nota di variazione Iva in presenza di una transazione News

In presenza di un accordo transattivo, la nota di variazione Iva può essere effettuata soltanto entro un anno dal momento di effettuazione dell'operazione originaria: lo ha precisato l'Agenzia delle Entrate con la risposta all'istanza di interpello 3 giugno 2019, n. 178 .

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. ai sensi dell’art. 1965 del codice civile, la transazione è il contratto con il quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine a una lite già iniziata o prevengono una lite che può sorgere tra loro. Con le reciproche concessioni, si possono creare, modificare o estinguere anche rapporti diversi da quello che ha formato oggetto della pretesa e della contestazione delle parti. Come sottolineato nella risposta in esame, la funzione della transazione è quella di comporre o prevenire una lite, mediante reciproche concessioni;
  2. gli effetti della transazione possono essere di natura dichiarativa o innovativa, a seconda della circostanza che dalla transazione non scaturiscano nuovi rapporti tra le parti (concretizzandosi essenzialmente nella reciproca rinuncia o nel contestuale ridimensionamento delle pretese originarie), oppure si determini la creazione di un nuovo rapporto diretto a costituire, in sostituzione di quello precedente, nuove e autonome situazioni (in tal senso si rinvia alle pronunce della Cassazione nn. 27448/2005, 7830/2003 e 10937/1996);
  3. al fine di stabilire il trattamento fiscale della transazione, è necessario effettuare una valutazione caso per caso per individuare la specifica volontà delle parti. In via generale, l’obbligo di abbandonare o rinunciare alla lite si caratterizza quale effetto tipico o naturale dell’accordo di composizione della controversia.

In particolare, si deve distinguere tra transazione “dichiarativa” (o conservativa) e transazione “novativa”: nel primo caso, infatti, non configurandosi un nuovo rapporto giuridico, il trattamento fiscale è stabilito con riferimento al rapporto giuridico che ha dato origine alla transazione stessa; nella transazione “novativa”, invece, le parti assumono una nuova o diversa obbligazione, la cui riconducibilità o meno all’ambito applicativo dell’Iva dev'essere oggetto di specifica valutazione.

03/06/2019 - IVA, ADEMPIMENTI

Adesione al servizio di consultazione delle fatture elettroniche, scelta rinviata al 1° luglio News

Più tempo per aderire al servizio per la consultazione delle fatture elettroniche. Con il Provvedimento n. 164664 del 30 maggio 2019 l’Agenzia delle Entrate ha infatti disposto che la funzionalità di adesione al suddetto servizio di consultazione sia resa disponibile a decorrere dal 1° luglio 2019 e che sia possibile effettuare l’adesione fino al 31 ottobre 2019.

Il nuovo calendario, che modifica quello stabilito con il Provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018 , amplia da tre a quattro mesi la finestra temporale precedentemente prevista (31 maggio - 2 settembre), accogliendo le richieste avanzate nei giorni scorsi dagli ordini professionali e dalle associazioni di categoria.

Il Provvedimento dispone inoltre che, in caso di mancata adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici entro il 31 ottobre, l’operatore non potrà più consultare le sue fatture elettroniche (emesse e ricevute) e l’Agenzia procederà alla cancellazione dei file xml memorizzati entro il 30 dicembre 2019, ovvero entro 60 giorni.

In caso di adesione al servizio di consultazione, invece, viene stabilito che i file xml saranno consultabili fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quella di ricezione della fattura elettronica da parte del Sistema di Interscambio e saranno poi cancellati entro i 60 giorni successivi al termine del periodo di consultazione (in luogo dei 30 giorni inizialmente previsti).