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26/07/2019 - SCADENZE

Entro mercoledì 31 il versamento del diritto camerale (con la maggiorazione) News

Scadrà mercoledì 31 luglio il termine entro il quale dovrà essere versato il diritto annuale dovuto alle Camere di Commercio di competenza con la maggiorazione dello 0,4 per cento da parte dei soggetti che non applicano gli ISA e per i quali non opera la proroga dei versamenti al 30 settembre. Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. sono tenuti all'adempimento tutti i soggetti che risultano:
    1. iscritti nel Registro delle Imprese (ancorché “inattivi”) alla data del 1° gennaio 2019 oppure iscritti in corso d’anno nel 2019;
    2. iscritti nel Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (REA) alla data del 1° gennaio di ciascun anno, oppure che si iscrivono nel medesimo Repertorio in corso d’anno. In particolare, il diritto annuale va versato dai seguenti soggetti:
    • le imprese individuali;
    • le società semplici;
    • le società commerciali;
    • le cooperative e le società di mutuo soccorso;
    • i consorzi e le società consortili;
    • gli enti pubblici economici;
    • le aziende speciali ed i consorzi tra enti territoriali;
    • i GEIE (Gruppi economici di interesse europeo);
    • le società tra avvocati (D.Lgs. n. 96/2001 );
  1. il diritto camerale è dovuto anche:
    1. per le unità locali di imprese residenti in Italia;
    2. per le unità locali e le sedi secondarie di imprese residenti all’estero. Per tali soggetti, il versamento va effettuato in favore della CCIAA della Provincia in cui tali entità hanno sede (art. 7 , D.M. n. 359/2001);
  2. sono invece esonerati dal versamento del diritto camerale per l’anno 2019:
    1. le imprese (individuali e collettive) per le quali sia stato dichiarato il fallimento o la liquidazione coatta amministrativa nel 2018, fatta eccezione per il caso in cui vi sia (e fino a quando non sia cessato) l’esercizio provvisorio dell’attività;
    2. le imprese individuali che hanno cessato l’attività nel 2018, purché abbiano presentato domanda di cancellazione dal Registro delle imprese entro la data del 30 gennaio 2019;
    3. le società e gli altri enti collettivi che hanno approvato il bilancio finale di liquidazione, purché abbiano proceduto a presentare la prevista domanda di cancellazione dal Registro delle imprese entro la data del 30 gennaio 2019;
    4. le società cooperative che ricadono nell’ipotesi dell’art. 2545-septiesdecies del codice civile , e cioè che si trovano nella situazione di scioglimento per atto dell’autorità governativa, purché tale provvedimento di scioglimento sia stato assunto nel 2018;
    5. le start up innovative e incubatori certificati; in particolare, l'esenzione:
    • opera se sono mantenuti i requisiti per la qualifica di start up innovativa;
    • dura non oltre il quarto anno di iscrizione nella sezione speciale del Registro;
  1. il versamento dev'essere effettuato utilizzando il modello F24 con modalità telematiche ed indicando il codice tributo: “3850-Diritto camerale”;
  2. per quest’anno, il diritto camerale è determinato sulla base delle indicazioni fornite dal Ministero dello Sviluppo Economico con la Nota 21 dicembre 2018, n. 432856 .

25/07/2019 - SANATORIE

Rottamazione-ter, il Fisco conferma la tolleranza dei versamenti effettuati entro il 5 agosto News

“Il mancato, insufficiente o tardivo pagamento anche di una sola rata, oltre la tolleranza di cinque giorni prevista per legge, determina l’inefficacia della definizione agevolata, il debito non potrà essere più rateizzato e l’Agente della riscossione dovrà riprendere, come previsto dalla legge, le azioni di recupero”: lo ha precisato Agenzia delle Entrate-Riscossione attraverso un comunicato stampa diffuso ieri, con il quale si ricorda la scadenza del 31 luglio 2019 per pagare la prima rata della “rottamazione-ter” delle cartelle, confermando l'applicabilità del ritardo minimo (cinque giorni) previsto dal decreto fiscale di accompagnamento alla Manovra 2019.

Ai sensi dell'art. 3, comma 14-bis , del D.L. 23 ottobre 2019, n. 119, convertito con modifiche dalla Legge 17 dicembre 2018, n. 136 , infatti, “Nei casi di tardivo versamento delle relative rate non superiore a cinque giorni, l'effetto di inefficacia della definizione, previsto dal comma 14, non si produce e non sono dovuti interessi”.

Il pagamento della prima o unica rata per i contribuenti che entro lo scorso 30 aprile hanno aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. n. 119/2018 e a cui Agenzia delle Entrate-Riscossione ha inviato la “Comunicazione delle somme dovute” - cioè la lettera con il dettaglio degli importi da pagare e i bollettini delle rate secondo il piano di pagamenti scelto in fase di adesione - può essere effettuato:

  • presso la propria banca;
  • presso gli sportelli bancomat (ATM) abilitati ai servizi di pagamento Cbill;
  • con il proprio internet banking;
  • presso gli uffici postali e le tabaccherie aderenti a Banca 5 SpA e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica;
  • sul portale di Agenzia delle Entrate-Riscossione;
  • con l'App Equiclick tramite la piattaforma PagoPa.

Si ricorda inoltre che:

  1. si può pagare anche agli sportelli dell’Agente della riscossione;
  2. con il nuovo servizio “ContiTu”, poi, il contribuente può scegliere di pagare in via agevolata soltanto alcuni degli avvisi/cartelle contenuti nella "Comunicazione delle somme dovute". In tal caso sarà indicato un nuovo totale con i relativi bollettini RAV indispensabili per poter saldare i debiti prescelti;
  3. in caso di presentazione della dichiarazione di adesione sia alla rottamazione-ter, sia al “saldo e stralcio”, indicando le stesse cartelle in entrambe le domande, è stata data prevalenza alla richiesta di “saldo e stralcio” e quindi la Comunicazione delle somme dovute sarà inviata entro il prossimo 31 ottobre.

24/07/2019 - AGEVOLAZIONI

Nuova Sabatini, il Mise snellisce le procedure e aumentano i finanziamenti alle imprese News

Nell'ambito della Nuova Sabatini, il Ministero dello Sviluppo economico ha emanato la Circolare 22 luglio 2019, n. 296976 che introduce alcune semplificazioni nell'iter di erogazione delle quote annuali di contributo di cui al D.M. 25 gennaio 2016 : in tal senso è stata modificata la Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036

Il nuovo documento di prassi – confermando numerose indicazioni previgenti e al contempo introducendo talune modifiche – dispone tra l'altro quanto segue:

  1. le Pmi beneficiarie sono tenute a completare l’investimento entro 12 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento, pena la revoca dell’agevolazione. A tal fine rileva la data dell’ultimo titolo di spesa riferito all’investimento o, nel caso di operazione di leasing finanziario, la data dell’ultimo verbale di consegna dei beni;
  2. ad investimento ultimato, l'azienda è tenuta a compilare in via telematica – attraverso la procedura disponibile nella piattaforma (https://benistrumentali.dgiai.gov.it/Imprese), inserendo le credenziali trasmesse via pec dal Ministero - la dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante l’avvenuta ultimazione dell’investimento (modulo DUI);
  3. terminata la fase di compilazione, la piattaforma consente all’impresa beneficiaria la generazione del modulo DUI, contenente l’elenco dei beni oggetto di agevolazione, in conformità allo schema di cui all’allegato 2 alla circolare in commento, che dev'essere inoltrato al Ministero previa apposizione della firma digitale del legale rappresentante dell’impresa o di un procuratore, entro 60 giorni dalla data di ultimazione e, comunque, non oltre 60 giorni dal termine previsto per la conclusione dell’investimento, pena la revoca del contributo concesso;
  4. qualora siano intervenute variazioni rispetto alle informazioni già fornite al Ministero, l'azienda è tenuta a comunicarle al Mise tramite l’apposita sezione della piattaforma “in maniera tempestiva” (così si esprime la circolare) e, in ogni caso, prima della presentazione dei moduli RU e RP.

Con la Circolare 19 luglio 2019, n. 295900, inoltre, vengono recepite le modifiche alla misura introdotte dall’art. 20 del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58 (decreto "Crescita"), il quale, oltre a precisare che l’erogazione delle quote del contributo è effettuata sulla base delle dichiarazioni prodotte dalle imprese in merito alla realizzazione dell’investimento, ha:

  1. esteso la possibilità di concedere finanziamenti a tutti gli intermediari finanziari iscritti all'albo previsto dall'art. 106, comma 1 , del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385 );
  2. innalzato da 2 a 4 milioni di euro,l’importo massimo dei finanziamenti concedibili, dalle banche e dagli intermediari finanziari, alla singola micro, piccola e media impresa beneficiaria;
  3. disposto che, in caso di finanziamento di importo non superiore a 100 mila euro, il contributo viene erogato alla micro, piccola e media impresa beneficiaria in un’unica soluzione.

In proposito la predetta circolare chiarisce che le piccole e medie imprese possono presentare domanda di agevolazione utilizzando il nuovo modulo, disponibile sul sito del Ministero, precisando che le domande presentate alle banche e agli intermediari finanziari a decorrere dal 1° maggio 2019 (data di entrata in vigore del D.L. n. 34/2019 ), qualora comportino, anche in via cumulata, il superamento del precedente limite di finanziamento di 2 milioni di euro, saranno comunque accettate dal Ministero dello sviluppo economico anche se presentate utilizzando il precedente modulo di domanda.

In relazione alle domande di agevolazione presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a decorrere dalla predetta data del 1° maggio 2019, inoltre, il contributo complessivo è erogato dal Ministero alla PMI beneficiaria in un’unica soluzione, con le modalità e nei termini previsti per l’erogazione della prima quota.

23/07/2019 - IRPEF

Familiari a carico, nel regime forfettario il reddito rileva ai fini del limite di 2.840,51 euro News

Le detrazioni per i carichi di famiglia non spettano ai contribuenti che aderiscono al regime forfettario di cui all’art. 1 , commi da 54 a 89, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), come da ultimo modificato dall’art. 1 , commi da 9 a 11, della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019): lo ha confermato l'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 22 luglio 2019, n. 69 , con la quale è stato altresì sottolineato quanto segue:

  1. il contribuente che aderisce al regime forfettario determina il reddito imponibile applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti un coefficiente di redditività, diversificato a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività svolta. Da tale reddito è possibile dedurre solo i contributi previdenziali versati sulla base di indicazioni di legge;
  2. il reddito assoggettato al regime forfettario rileva, unitamente al reddito complessivo, ai fini della determinazione del limite di euro 2.840,51 euro per considerare i familiari fiscalmente a carico ai sensi dell’art. 12, comma 2 , del Tuir (in tal senso si richiama anche la Circolare dell'Agenzia delle Entrate 4 aprile 2016, n. 10/E , par. 4.3.7.;
  3. il reddito determinato sulla base delle regole del regime forfettario, infine, rileva - al lordo dei contributi previdenziali - anche ai fini della comparazione del reddito più elevato prevista dal richiamato art. 12, comma 1 , lettera c), del Tuir, per stabilire quale genitore potrà fruire della detrazione per figli a carico per l’intero importo.

Si ricorda che nelle scorse settimane, in risposta ad un question time in Commissione Finanze della Camera (interrogazione n. 5-02411), il Ministero dell'Economia e delle Finanze aveva preannunciato l'avvio di una serie di controlli finalizzati a verificare la regolarità dell'applicazione del regime forfetario. Tali verifiche potranno essere svolte sia attraverso accessi diretti presso la sede del contribuente, sia tramite apposite analisi del rischio, utilizzando le informazioni a disposizione dell'Amministrazione.

L'attività di controllo sarà rivolta sia nei confronti di chi ha adottato il regime per la prima volta nel 2019, sia nei confronti di quanti lo applicavano già in precedenza.

22/07/2019 - AGEVOLAZIONI

Regime impatriati e nuovo regime forfetario sono incompatibili News

L’applicazione del nuovo regime forfetario, previsto dall’art. 1, comma 54 , della legge n. 190/2014, è incompatibile con le agevolazioni previste per i lavoratori impatriati, disciplinate dall’art. 16 del D.Lgs. n. 147/2015, in quanto i redditi prodotti in regime forfetario non partecipano alla formazione del reddito complessivo. È questa l’interpretazione fornita dall’Agenzia delle Entrate con la Risposta ad istanza di interpello n. 283 del 19 luglio 2019 .

In particolare l’Agenzia ha precisato che:

  • il regime speciale per i lavoratori impatriati, di cui all’art. 16 del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147, prevede che i redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 50 per cento. L’agevolazione consiste, quindi, in una riduzione della base imponibile dei redditi predetti che, pertanto, concorrono alla formazione del reddito complessivo del contribuente nella misura del 50 per cento.
  • il regime forfetario, di cui all’art. 1, comma 54 , della legge 23 dicembre 2014 n. 190, prevede l’applicazione di una imposta sostitutiva sull’ammontare dei compensi percepiti, ridotti sulla base di coefficienti di redditività. Tale imposta, calcolata nella misura del 15%, è sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP.
  • l’applicazione del regime forfetario non appare compatibile con le agevolazioni previste per i lavoratori impatriati, in quanto i redditi prodotti in regime forfetario, soggetti a tassazione sostitutiva, non partecipano alla formazione del reddito complessivo (art. 3, comma 3 , lett. a), Tuir).

Conclude l’Agenzia precisando che resta ferma la possibilità per il contribuente che rientri in Italia per svolgere un’attività di lavoro autonomo, di beneficiare, in presenza dei previsti requisiti, del regime fiscale di degli impatriati, laddove venga valutata una maggiore convenienza nell’applicazione di detto regime rispetto a quello naturale forfetario.