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07/09/2020 - AGEVOLAZIONI E INCENTIVI

Bonus mobilità, al via le domande per il rimborso News

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.M. 14 agosto 2020 , diventa operativo il "bonus mobilità", istituito dall'art. 2, comma 1 , del D.L. 14 ottobre 2019, n. 111, convertito con modifiche dalla Legge 12 dicembre 2019, n. 141 e successivamente modificato dal decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34 , convertito con modifiche dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77 ). Il decreto definisce le modalità per la fruizione dell'agevolazione, tramite voucher o rimborso, attraverso un'apposita applicazione web dove verrà effettuata la registrazione dei beneficiari e l'accreditamento dei fornitori.

Si ricorda che il buono mobilità spetta, dal 4 maggio al 31 dicembre 2020, ai soggetti maggiorenni residenti:

  • nei capoluoghi di regione;
  • nelle città metropolitane;
  • nei capoluoghi di provincia;
  • nei comuni con popolazione superiore a 50mila abitanti,

in misura pari al 60 per cento della spesa sostenuta, e comunque non superiore a 500 euro, per:

  • l'acquisto di biciclette (nuove o usate), anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (di cui all'art. 33-bis del D.L. 30 dicembre 2019, n. 162, convertito con modifiche dalla Legge 28 febbraio 2020, n. 8 . Si tratta, ad esempio, di monopattini, hoverboard e segway;
  • l'utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale, esclusi quelli mediante autovetture.

Al riguardo il decreto prevede due diverse modalità di fruizione:

  1. per gli acquisti effettuati dal 4 maggio al 3 novembre 2020, è previsto un rimborso pari al 60 per cento della spesa sostenuta (nel limite massimo di 500 euro) erogabile dopo la presentazione di un'istanza tramite registrazione sull'apposita applicazione web (entro 60 giorni dall'operatività dell'applicazione web);
  2. per gli acquisti ancora da effettuarsi, tramite la richiesta di un buono spendibile presso l'esercente, previa registrazione tramite SPID ad un'apposita applicazione web a decorrere dal 4 novembre al 31 dicembre 2020.

 

04/09/2020 - IVA

Cessioni intraUe, ai fini della prova del trasferimento del bene i chiarimenti delle Entrate applicabili in via sussidiaria News

Con la Risposta all’istanza di interpello 3 settembre 2020, n. 305 , l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla prova del trasferimento del bene nell’ambito di una cessione intracomunitaria.

Al riguardo si segnala che, con il paragrafo 1, lettere a) e b), dell’art. 45-bis del Regolamento UE di esecuzione n. 282/2011 è stata introdotta una presunzione relativa circa l’avvenuto trasporto di beni in ambito comunitario: il paragrafo 1, alla lettera a), in particolare, disciplina il caso in cui i beni siano stati spediti o trasportati dal venditore o da un terzo per suo conto, mentre la lettera b) si riferisce all’ipotesi in cui i beni siano stati trasportati dall’acquirente o da un terzo per suo conto.

In merito a tale disposizione, la Commissione Ue ha fornito chiarimenti con le Note Esplicative sui “quick fixes 2020”, pubblicate nel dicembre 2019. In materia, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con la Circolare 12 maggio 2020, n. 12/E , specificando che “allo stato, in tutti i casi in cui non si renda applicabile la presunzione di cui all’articolo 45-bis , possa continuare a trovare applicazione la prassi nazionale, anche adottata prima dell’entrata in vigore del medesimo articolo in tema di prova del trasporto intracomunitario dei beni. Resta inteso, ad ogni modo, che detta prassi nazionale individua documenti, la cui idoneità a provare l’avvenuto trasporto comunitario è comunque soggetta alla valutazione, caso per caso, dell’amministrazione finanziaria (cfr. Note esplicative, par. 5.3.3.)”.

Sulla base di tali considerazioni, con la citata Risposta all’istanza di interpello 3 settembre 2020, n. 305 , l’Agenzia delle Entrate ha richiamato i chiarimenti forniti in materia in epoca previgente all’entrata in vigore del citato art. 45-bis del Regolamento n. 282/2011. Pertanto, dai mezzi di prova indicati dal contribuente occorre dedurre che il bene è stato trasferito dallo Stato del cedente a quello dell’acquirente (a tal fine si richiama anche la Risoluzione 24 luglio 2014, n. 71/E ).

03/09/2020 - AGEVOLAZIONI, SCADENZE

Credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione: entro il 7 settembre l’invio della comunicazione News

Entro lunedì prossimo, 7 settembre 2020, dovrà essere inviata, esclusivamente in via telematica, la comunicazione per la fruizione del credito d'imposta per la sanificazione e l'acquisto dei dispositivi di protezione, introdotto dall'art. 125 del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, in legge 17 luglio 2020, n. 77) a favore dei soggetti esercenti attività d'impresa, arti e professioni e degli enti non commerciali, inclusi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Al riguardo si ricorda che il credito d’imposta spetta:

  • per le spese, sostenute dall'1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, relative a:
    • sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l'attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell'ambito di tali attività;
    • acquisto di dispositivi di protezione individuale (quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari) conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
    • acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
    • acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di protezione individuale (quali termometri, termo-scanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti), conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, incluse le eventuali spese di installazione;
    • acquisto di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (quali barriere e pannelli protettivi), incluse le eventuali spese di installazione;
  • nella misura del 60 per cento delle spese sopra indicate, con un massimo di credito pari a 60.000 euro. L'ammontare massimo fruibile potrà essere determinato solo dopo l'indicazione della percentuale stabilita con apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate (da emanare entro l'11 settembre 2020).

La comunicazione, relativa al credito d’imposta in argomento, va presentata a partire dal 20 luglio e fino al 7 settembre 2020, utilizzando il modello approvato con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 259854 del 10 luglio 2020 , con cui sono stati stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e fruizione dei crediti d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione, di cui agli artt. 120 e 125 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34.

02/09/2020 - IRPEF

Condominio, ecobonus o bonus facciate a scelta del condomino. Ai fini della detrazione per l'isolamento “a cappotto” si applicano le regole dettate per l'ecobonus News

Ogni condomino, per la parte di spesa a lui imputabile, può scegliere se fruire del bonus facciate o dell'ecobonus, indipendentemente dalla scelta operata dagli altri condomini, a condizione che siano rispettati gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna agevolazione. Lo ha precisato l'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 1° settembre 2020, n. 49/E .

Tali adempimenti, nel caso esaminato, sono identici e possono essere pertanto effettuati dai singoli condomini o dall'amministratore di condominio. Quest'ultimo dovrà, in particolare, suddividere la spesa complessiva sostenuta dal condominio in base alle scelte operate dai singoli condomini, tenendo conto che gli interventi hanno limiti e percentuali di detrazione diverse.

Come già indicato nella Risposta ad istanza di interpello n. 294 del 1° settembre 2020 , l'amministratore dovrà indicare nella comunicazione le due distinte tipologie di interventi e, per ciascuno di questi, le spese sostenute, i dati delle unità immobiliari interessate, i dati relativi ai condomini a cui sono attribuite le spese per ciascun intervento, con le relative quote di spesa, specificando quali condomini hanno esercitato l'opzione per la cessione del credito.

Con il citato documento di prassi è stato inoltre sottolineato che:

  1. qualora i lavori di rifacimento della facciata, ove non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguardino interventi influenti dal punto di vista termico o interessino oltre il 10% dell'intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell'edificio (è il caso ad esempio di un intervento di isolamento termico di un fabbricato in condominio con sistema “a cappotto”), ai fini dei controlli si applica l'art. 14, commi 3-bis e 3-ter , del D.L. 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modifiche dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90 , che disciplinano le detrazioni spettanti per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (c.d. ecobonus);
  2. per il bonus facciate, i contribuenti persone fisiche soggetti all'Irpef sono tenuti, tra l'altro, a disporre il pagamento delle spese mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Su tali bonifici, le banche, Poste Italiane Spa nonché gli istituti di pagamento applicano la ritenuta d'acconto dell'8 per cento all'atto dell'accredito dei relativi pagamenti. Ai fini dell'applicazione della ritenuta, possono essere utilizzati i bonifici predisposti dagli istituti di pagamento ai fini dell'ecobonus di cui all'art. 14 del D.L. n. 63/2013 o della detrazione spettante per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all'art. 16-bis del Tuir.

01/09/2020 - INCENTIVI

Pagamenti elettronici, codice tributo “6916” per il tax credit sulle commissioni News

Con la Risoluzione 31 agosto 2020, n. 48/E , l'Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo “6916” per l’utilizzo in compensazione – con l'F24 - del credito d’imposta per le commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici, ai sensi dell'art. 22 del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124.

La norma, infatti, riconosce agli esercenti attività di impresa, arte o professioni un credito d'imposta del 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all'obbligo di comunicazione di cui all'art. 7, comma 6 , del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605.

Il medesimo credito d'imposta spetta anche per le commissioni addebitate sulle transazioni effettuate mediante altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili.

Il credito d'imposta spetta per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali dal 1° luglio 2020, a condizione che i ricavi e compensi dell’esercente, relativi all'anno d'imposta precedente, siano di ammontare non superiore a 400.000 euro.