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15/01/2020 - CRISI D'IMPRESA

Forum commercialisti, crisi d'impresa in attesa del decreto correttivo News

La riforma del diritto della crisi di impresa, attuata con il D.Lgs. n. 14/2019 , comporta un nuovo approccio culturale che mira a prevenire eventuali stati di crisi nella vita dell’impresa e a risolverli, laddove è possibile, quando la precedente normativa interveniva a regolare la fase ormai patologica. Ma le norme principalmente deputate a tale funzione, relative all’obbligo di costituire adeguati assetti organizzativi (art. 375 del Codice), di monitoraggio degli indicatori della crisi (art. 13 ) e di nomina dell’organo di controllo (art. 379 ) pesano significativamente sulle piccole e piccolissime imprese (cd. nano-imprese) che non sono sufficientemente strutturate.

Il tema è stato oggetto del dibattito nella seconda giornata del 3° Forum dei Commercialisti ed Esperti Contabili in corso a Milano, dal 13 al 15 gennaio.

A ciò si aggiunge la difficoltà di trovare professionisti disponibili ad accettare la nomina di sindaco o revisore in quanto l'assenza dei requisiti gestionali previsti dalla normativa fa scattare il meccanismo delle segnalazioni di allerta all'Ocri, con obbligo dell'organo di controllo di segnalare tempestivamente lo stato di crisi se non vuole incorrere in un comportamento doloso. Tutto ciò a fronte di compensi stimati molto bassi.

Durante l’incontro è stato inoltre ricordato che è in fase di elaborazione un decreto correttivo del Codice della crisi - in vigore, salvo specifiche disposizioni, dal 16 marzo 2019 - che prevede alcune modifiche nei tempi e modalità di applicazione.

In particolare, lo schema del decreto correttivo predisposto dal Governo prevede lo slittamento di sei mesi (dal 15 agosto 2020 al 15 febbraio 2021) dei sistemi di allerta, che determinano le segnalazioni agli Organismi di composizione della crisi d'impresa (art. 16 del Codice). Il rinvio, tuttavia, non varrà per tutte le imprese obbligate alla nomina dell'organo di controllo o del revisore, bensì solo per quelle che negli ultimi due esercizi non hanno superato anche uno solo dei limiti previsti dal novellato art. 2477 c.c.:

  1. totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;
  2. ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;
  3. dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 20 unità.

Nessun cambiamento, invece, per la predisposizione degli assetti organizzativi adeguti richiesti dal nuovo art. 2086 c.c., entrato in vigore il 16 marzo 2019.

14/01/2020 - FORMAZIONE IN AULA

In partenza da oggi la quarta giornata del Master MySolution 2019/2020 News

È in partenza da oggi 14 gennaio, in 27 città, la quarta giornata del Master MySolution 2019/2020.

Il titolo di questo appuntamento formativo è: "Legge di Bilancio 2020 e collegato fiscale". La giornata sarà infatti dedicata all'esame di tutte le importanti novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2020 e dal Decreto Fiscale collegato.

I docenti Lelio Cacciapaglia, Gianluca Dan, Carla De Luca, Mauro Nicola e Danilo Sciuto affronteranno queste tematiche da un punto di vista estremamente pratico e operativo, offrendoti degli spunti concreti per facilitare le tue attività quotidiane.

Ricordiamo che per tutti gli iscritti al Master MySolution è attiva da quest’anno la nuova funzione online Domande al relatore alla quale si accede dall’Area Privata di MySolution: un modo semplice e veloce per porre delle domande al docente in aula e ricevere risposta al termine della lezione o successivamente su MySolution.

Presentiamo dunque questo ciclo di eventi con l’editoriale della dott.ssa Carla De Luca, la coordinatrice della quarta giornata del Master.

Per illustrare la Legge di Bilancio 2020 partirei da una somma: 32-23 = 9! Ebbene sì, si tratta di una Manovra da 32 miliardi dove ben 23 sono destinati al disinnesco delle clausole di salvaguardia relative all’IVA e alle accise.
Di come sono stati impiegati i restanti 9 parleremo nella quarta giornata di questo Master 2019/2020.
Alla fine di una lunga maratona notturna sugli ordini del giorno, la Manovra 2020 ha tagliato il traguardo il penultimo giorno utile (G.U. n. 304 del 30 dicembre 2019), facendo lo slalom tra proteste e polemiche. Ma la Legge di Bilancio 2020, anche quest’anno, comporta un doppio sforzo: esamineremo le novità anche del c.d. Decreto collegato fiscale (D.L. n. 124/2019, G.U. n. 301 del 24 dicembre 2019), entrato in vigore il giorno del Santo Natale.
Molto si è parlato della tassa sulla plastica o sullo zucchero, ma il cuore della Manovra per il 2020 resta focalizzata sulla stretta alle compensazioni dei crediti fiscali nonché sulla ridefinizione del perimetro applicativo del regime forfetario. Non si tratta solo di un ritorno al passato per le cause ostative di accesso al regime, ma anche di un addio ad un’imposta mai nata: la flat tax al 20% fino a 100.000 euro di incassi. Per il popolo delle partite IVA, che aveva sperato fino allo scorso anno di trovare un po’ di respiro nel 2020, magari addirittura aumentando i compensi sopra la soglia dei 65.000 euro per rientrare nei parametri richiesti, è l’ennesima prova che non esiste alcuna certezza del diritto.
Una finanziaria che va a semplificare alcune fattispecie: si pensi alla riconferma della mini ACE all’1,3%, in sostituzione del “mostro” mini-IRES, mai compresa a pieno nemmeno dal legislatore che l’ha scritta, rivista e poi abrogata. Il super e iperammortamento si trasformano in crediti d’imposta, con beneficio non univoco, ma calibrato in base al tipo di investimento.
Non mancano le usuali proroghe (rivalutazione beni d’impresa, rideterminazione del costo fiscale di terreni e partecipazioni, estromissione immobili delle imprese individuali), disposizioni penalizzanti, tra le quali merita di essere sottolineato il ritorno al passato per la tassazione del reddito fondiario per i coltivatori diretti e gli IAP (solo per il 2020 viene confermata l’esenzione, mentre dal 2021 verrà nuovamente tassato al 50%) e disposizioni migliorate quali, ad esempio, la deducibilità dell’IMU per gli immobili strumentali che passa dal 50% al 100% dal 2022.
Confermati per il 2020 il bonus sport, formazione 4.0, la Sabatini-ter e il credito d’imposta R&S che diventa uno e trino, andando ad includere oltre alla ricerca e sviluppo, anche investimenti in innovazione, design e ideazione estetica e progetti green.
La filiera degli appalti subisce pesanti aggravi burocratici: l’art. 4 del D.L. n. 124/2019, in presenza di determinati requisiti, ha escluso per l’impresa appaltatrice, affidataria e subappaltatrice la facoltà di versare le ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati compensandole con proprie posizioni creditorie e ha introdotto per il committente un obbligo di “controllo” sul versamento, prevedendo inoltre l’estensione del c.d. “reverse charge” ai fini IVA.
Non ci hanno fatto mancare una riscrittura di buona parte della fiscalità locale, con abrogazione della IUC e della TASI; la sola TARI (prima componente e ora singola imposta) resta immutata. L’IMU viene rivista in molti suoi presupposti.
Di questo e di molto altro parleremo nella quarta giornata di questo Master.
Nel suo discorso di fine anno il premier Conte ha dichiarato che “Davanti a noi c’è una maratona di tre anni”, beh sicuramente noi partiamo allenati!
Buon 2020 e buon lavoro a tutti!”

La partecipazione è compresa nell’Abbonamento MySolution: tuttavia per frequentare i corsi l’iscrizione è obbligatoria.

Se non ti sei già iscritto, clicca sulla città più vicina a te e iscriviti subito.

Ti aspettiamo in aula!

13/01/2020 - SCADENZE

Bonus pubblicità, dichiarazione sostitutiva entro il 31 gennaio News

Scadrà il prossimo 31 gennaio 2020 il termine per l’invio della dichiarazione sostitutiva riferita agli investimenti pubblicitari effettuati nel 2019, ai fini della fruizione del relativo credito d’imposta. Al riguardo si precisa quanto segue:

  1. l’agevolazione in commento è disciplinata:
    • dall’art. 57-bis, comma 1 , del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modifiche dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96 ;
    • dall’art. 4, comma 1 , del D.L. 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con modifiche dalla Legge 4 dicembre 2017, n. 17 2;
    • dal D.P.C.M. 16 maggio 2018, n. 90 ;
  2. il credito d’imposta è riconosciuto per gli investimenti in campagne pubblicitarie su:
    1. stampa quotidiana e periodica (nazionale o locale), anche on-line. La testata deve comunque risultare iscritta presso il Tribunale territorialmente competente;
    2. emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, iscritte presso il Registro degli operatori di comunicazione, il cui valore superi di almeno l’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente;
  3. il credito d’imposta dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa ai periodi di imposta di maturazione del credito stesso nonché nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi di imposta successivi, fino a quello nel corso del quale se ne conclude l’utilizzo;
  4. i soggetti con il periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare indicano il credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre dell’anno di maturazione del credito riferito agli investimenti effettuati nell’anno solare;
  5. non è possibile accedere all’incentivo in esame se gli investimenti pubblicitari dell’anno precedente sono stati pari a zero, come previsto dal D.P.C.M. 16 maggio 2018, n. 90 ;
  6. in caso di investimenti pubblicitari effettuati su entrambi i canali, la verifica degli investimenti pubblicitari effettuati nell’anno precedente sarà condotta prendendo in considerazione il complesso degli investimenti realizzati sui due mezzi di informazione (stampa ed emittenti radio-televisive).

10/01/2020 - LAVORI PARLAMENTARI

Decreto “Milleproroghe”, al via l'esame della Camera News

Si sono svolte ieri presso l’Aula di Montecitorio le votazioni sulle questioni pregiudiziali relative al disegno di legge C. 2325, di conversione del decreto “milleproroghe” (D.L. 30 dicembre 2019, n. 162 ). Tra le principali novità introdotte dal provvedimento si segnalano le seguenti:

  1. l’estensione al 2020 del blocco dell’aggiornamento relativo alla variazione degli indici Istat per i canoni dovuti dalle amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione. La norma si applica alle amministrazioni individuate dall’Istat ai sensi dell’art. 1, comma 3 , della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché dalle autorità indipendenti, inclusa la Consob, per l’utilizzo in locazione passiva di immobili per finalità istituzionali. In questo senso è stato modificato l’art. 3, comma 1 , del D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modifiche dalla Legge 7 agosto 2012, n. 135 ;
  2. lo slittamento al 30 giugno 2022 dell’obbligo di rispettare le norme antincendio per gli alberghi nelle zone colpite da terremoti o eventi meteo eccezionali. La segnalazione certificata di inizio attività parziale (Scia) dovrà però essere presentata al comando dei Vigili del Fuoco entro il 31 dicembre 2020. Tra i territori interessati quelli colpiti dal terremoto del Centro Italia nel 2016 e nel 2017 e i Comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio dell’isola di Ischia;
  3. l’estensione al 2020 del “bonus verde”, cioè della detrazione Irpef riconosciuta nella misura del 36% delle spese finalizzate:
    1. alla “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
    2. alla realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili;
  4. l’estensione al 2020 dell’applicabilità dell’art. 1, comma 1057, della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019), che riconosce un contributo per l’acquisto e l’immatricolazione in Italia di veicoli elettrici o ibridi nuovi di fabbrica delle categorie L1 e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e (motorini e scooter).

08/01/2020 - ADEMPIMENTI

Approvati 89 nuovi ISA per il periodo 2019 News

È stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale il decreto 24 dicembre 2019 del Ministero dell'Economia e delle Finanze che approva 89 Indici sintetici di affidabilità fiscale relativi ad attività economiche dei comparti dell'agricoltura, delle manifatture, dei servizi, del commercio e delle attività professionali e le territorialità specifiche. Gli indici approvati si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019.

Il decreto contiene le note tecniche e metodologiche per individuare gli elementi necessari a determinare il punteggio di affidabilità relativo ai singoli indici e le modifiche alle note tecniche e metodologiche degli Isa approvati lo scorso anno con il D.M. 28 dicembre 2018 .

Come indicato dall'art. 3 del decreto, i nuovi Isa non si applicano nei confronti:

  1. delle tipologie di soggetti di cui all'art. 9-bis, comma 6 , del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modifiche dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96 (come ad esempio i soggetti che non si trovano in situazioni di normale svolgimento dell'attività);
  2. dei contribuenti che hanno dichiarato ricavi di cui all'art. 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e), o compensi di cui all'art. 54, comma 1 , del Tuir, di ammontare superiore a 5.164.569 euro;
  3. dei contribuenti rientranti nel regime forfetario ex art. 1 , commi da 54 a 89, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), nel regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità ex art. 27, commi 1 e 2 , del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modifiche dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111 , oppure in altri regimi forfetari;
  4. dei contribuenti che esercitano due o più attività d'impresa, non rientranti nel medesimo Isa, qualora l'importo dei ricavi dichiarati relativi alle attività non rientranti tra quelle prese in considerazione dall'Indice sintetico di affidabilità fiscale relativo all'attività prevalente, comprensivi di quelli delle attività complementari indicate - per ogni indice – all'art. 2 , commi da 5 a 11, del D.M. 24 dicembre 2019 in commento, con i limiti indicati dalla norma superi il 30 per cento dell'ammontare totale dei ricavi dichiarati;
  5. delle società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o  associate e delle società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.