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09/05/2019 - ADEMPIMENTI

Corrispettivi, ai fini della verifica del limite di 400mila euro rileva l'art. 20 del D.P.R. n. 633/1972 News

Con la Risoluzione 8 maggio 2019, n. 47 , l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alle modalità di determinazione del volume d'affari superiore a 400mila euro, di cui all’art. 2, comma 1 , del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127.

Premesso che al superamento di tale limite l’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi decorrerà dal 1° luglio 2019, la questione sottoposta all'esame delle Entrate attiene ai casi in cui il contribuente eserciti più attività, di cui solo alcune riconducibili a quelle di cui all’art. 22 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, nonché all’ipotesi in cui l’attività sia iniziata nel 2019.

Al riguardo, l'Agenzia ha precisato che per “volume di affari” si intende quello di cui all’art. 20 del decreto Iva, ai sensi del quale “Per volume d'affari del contribuente s'intende l'ammontare complessivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi dallo stesso effettuate, registrate o soggette a registrazione con riferimento a un anno solare a norma degli artt. 23 e 24 , tenendo conto delle variazioni di cui all'art. 26”.

Pertanto, tale volume è quello complessivo del soggetto passivo d’imposta e non quello relativo a una o più tra le varie attività svolte dallo stesso. Inoltre – si legge nella risoluzione in commento – ai fini della individuazione dei soggetti tenuti alla memorizzazione elettronica e alla trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri di cui all’art. 2, comma 1 , del D.Lgs. n. 127/2015, si deve fare riferimento al volume d’affari relativo al 2018, e le attività iniziate nel corso del 2019 sono automaticamente escluse dall’obbligo per il 2019.

In assenza di tale obbligo, è comunque possibile effettuare volontariamente gli adempimenti in esame (memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri).

07/05/2019 - FATTURA ELETTRONICA

Delega al servizio di consultazione delle fatture elettroniche, le indicazioni di AssoSoftware News

Se la data inizio validità della delega è precedente al 21 dicembre 2018 è necessario far firmare il nuovo modello al contribuente, presumibilmente con data successiva al 18 aprile 2019, e trasmettere la nuova delega con le modalità del modello presentato in precedenza (modello cartaceo oppure telematico). L’indicazione è stata fornita da AssoSoftware in risposta ad una richiesta di chiarimenti sulla procedura operativa a carico degli intermediari.

In un’altra Faq sono stati inoltre forniti alcuni consigli sulla fatturazione elettronica a cliente estero privato. 

Con riferimento alla procedura per la delega al servizio di consultazione delle fatture elettroniche, AssoSoftware ha suggerito in particolare la seguente procedura:

  1. Per chi ha trasmesso elettronicamente la delega alla consultazione delle fatture elettroniche, la data spartiacque dovrebbe essere individuata nella "Data inizio validità" della delega presente nel tracciato, corrispondente alla data della firma di conferimento della delega sulla copia cartacea consegnata dal contribuente all’intermediario. Se "Data inizio validità" della delega è minore del 21 dicembre 2018 occorre: 
    1. far firmare il nuovo modello al contribuente, presumibilmente con data maggiore al 18 aprile 2019; 
    2. trasmettere la nuova delega compilando tutti i dati del tracciato, indicando la stessa data di cui al punto 1 nel campo "Data inizio validità della delega".

    Precisa inoltre la Faq che chi aveva presentato il Modello di delega cartaceo prima del 21 dicembre 2018, deve ripresentare il nuovo modello cartaceo (oppure fare la trasmissione telematica della delega).

  2. Per tutti i contribuenti (sia quelli per i quali è stata ripresentata la delega, sia quelli per cui non è stata ripresentata la delega), l’intermediario deve “attivare” il servizio di consultazione, che può essere effettuata:
    - per il singolo contribuente, accedendo all’area riservata dello stesso; 
    - massivamente per tutti i contribuenti, dall’area riservata dell’intermediario, con upload di un file csv contenente il CF dei contribuenti per i quali si intende attivare il servizio.

In merito alle fatture verso clienti esteri, compresi i privati, AssoSoftware ha precisato che non va compilato il campo <CodiceFiscale> - essendo il campo valido solo per i residenti italiani - ma <IdFiscaleIVA>, inserendo obbligatoriamente il codice Paese estero nel campo <IdPaese> e l'identificativo fiscale estero nel campo <IdCodice> se impresa e conosciuto. Diversamente il campo può essere compilato con la ragione sociale o altro elemento identificativo, ovvero un valore di default (ad esempio tutti 9).

Il CAP nel caso di Paese estero deve essere riempito con tutti zeri.

07/05/2019 - IMPOSTE DIRETTE, INDIRETTE

Regime forfetario, il requisito della prevalenza va verificato solo al termine del periodo d’imposta News

Ai fini dell’accesso al regime forfettario di cui all’art. 1, comma 57 , lettera d-bis) della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) - come modificato dall’art. 1 , commi da 9 a 11, della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019) - la verifica del requisito della prevalenza va effettuata solo al termine del periodo d’imposta.

Il principio, già chiarito dall'Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 9/E del 10 aprile 2019 , è stato confermato con la risposta all’istanza di interpello 6 maggio 2019, n. 134 .

Di conseguenza, il contribuente che ha avuto un rapporto di lavoro concluso nel 2018, può applicare il regime forfetario nel 2019, ma se alla fine di quest’anno risulta che ha fatturato prevalentemente nei confronti del suo precedente datore di lavoro oppure di soggetti direttamente o indirettamente ad esso riconducibili, dovrà fuoriuscire dal regime forfetario nel 2020.

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. ai sensi dell'art. 1, comma 57 , lettera d), della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) - nel testo risultante dalle modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145 ) - non possono applicare il regime forfetario gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dai medesimi esercenti attività d’impresa, arti o professioni;
  2. con la Circolare 10 aprile 2019, n. 9/E , l'Agenzia delle Entrate ha precisato che affinché operi tale causa ostativa è necessaria la compresenza:
    a. del controllo diretto o indiretto di società a responsabilità limitata;
    b. dell’esercizio da parte della stessa di attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni. In assenza di una di tali condizioni, la causa ostativa non opera e il contribuente può applicare o permanere nel regime forfetario;
  3. può applicare il regime forfettario a decorrere dal 2019 il contribuente che nel 2018 era in regime semplificato (in quanto non in possesso dei requisiti necessari ai fini dell’applicazione del regime medesimo), qualora vengano meno le cause di esclusione;
  4. con la risposta all’istanza di interpello 23 aprile 2019, n. 114 , fu inoltre chiarito che non costituisce causa ostativa all'accesso al regime in esame la partecipazione in società semplici, tranne nei casi in cui le stesse società producano redditi di lavoro autonomo o, di fatto, d’impresa.

05/05/2019 - PROFESSIONISTI

Il Mef cancella dal Registro oltre 12mila revisori News

Con un decreto del 3 maggio 2019  il Ministero dell'Economia e delle Finanze-Ragioneria Generale dello Stato ha disposto la cancellazione dal Registro dei revisori legali di 12.554 persone fisiche, già sospesi dal Registro, a causa del mancato versamento del contributo annuale di iscrizione al Registro ai sensi dell’art. 21, comma 7 , del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39.

Avverso tale provvedimento è ammesso ricorso al Tribunale Ordinario di Roma entro i termini previsti dalla normativa vigente, decorrenti dalla data di comunicazione del provvedimento stesso.

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. ai sensi del richiamato art. 21, comma 7 , del D.Lgs. n. 39/2010:
    a. lo svolgimento delle funzioni attribuite al Mef è finanziato dai contributi degli iscritti al Registro;
    b. questi ultimi sono tenuti al versamento dei contributi entro il 31 gennaio di ciascun anno;
    c. in caso di omesso o ritardato pagamento dei contributi, il Ministero può adottare i provvedimenti di cui all’art. 24-ter ;
  2. con i provvedimenti 9 gennaio 2018, n. 2414 e 10 gennaio 2018, n. 3970 , era stata disposta la sospensione dal Registro dei revisori legali di 14.408 revisori persone fisiche che alla data del 31 dicembre 2017 risultavano non aver adempiuto al versamento del contributo di iscrizione al Registro per almeno un’annualità nel periodo 2013-2017.

03/05/2019 - DICHIARAZIONI

730 precompilato, entro il 23 luglio l'invio definitivo del modello News

“In poco più di due settimane 1,2 milioni di cittadini hanno visualizzato la propria dichiarazione dei redditi precompilata per consultare i dati caricati dal Fisco”: lo ha reso noto l'Agenzia delle Entrate attraverso un comunicato stampa pubblicato sul proprio sito.

Ora scatta la fase-due: da ieri, infatti, è possibile accettare, integrare o modificare ed inviare il 730/2019, già compilato dall'Agenzia, e intervenire sul modello Redditi, che potrà essere trasmesso a partire dal 10 maggio.

L'invio definitivo del modello dovrà essere effettuato entro:

  1. il 23 luglio se si utilizza il 730;
  2. il 30 settembre 2019 in caso di utilizzo del modello Redditi.

In dettaglio, il calendario per la predisposizione e la trasmissione delle dichiarazioni precompilate è il seguente:

Calendario dichiarazioni precompilate 2019

Mod. 730/2019

  • dal 15 aprile 2019, disponibile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  • dal 2 maggio 2019, potrà essere modificato/integrato
  • dal 2 maggio e fino al 23 luglio 2019, potrà essere inviato

Mod. Redditi PF 2019

  • dal 15 aprile 2019, disponibile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  • dal 2 maggio 2019, potrà essere modificato/integrato
  • dal 10 maggio e fino al 30 settembre 2019, potrà essere inviato

Il comunicato ricorda inoltre che:

  1. alla propria dichiarazione precompilata è possibile accedere online alternativamente attraverso uno dei seguenti canali:
    a. le credenziali Spid (Sistema pubblico per l’identità digitale);
    b. Fisconline;
    c. le credenziali rilasciate dall’Inps;
    d. la Carta nazionale dei servizi (Cns);
    e. Caf;
    f. un professionista appositamente delegato;
  2. sul canale YouTube dell’Agenzia, “Entrate in video”, è disponibile un nuovo tutorial che spiega tutti i passi da seguire per inviare la precompilata;
  3. è inoltre possibile consultare il sito “infoprecompilata” oppure telefonare, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17 e il sabato dalle 9 alle 13, tramite i numeri 800.90.96.96 (da rete fissa), 06 966.689.07 (da cellulare) e +39 06.966.689.33 (per chi chiama dall’estero).

Nel prospetto che segue si riporta una sintesi delle principali novità contenute nel modello 730/2019:

Il BONUS VERDE entra nel 730/2019

R.I.T.A.

Le istruzioni confermano che da quest’anno il percettore della rendita temporanea anticipata ha facoltà di avvalersi in dichiarazione della tassazione ordinaria in luogo di quella sostitutiva applicata dal soggetto erogatore.

“BONUS VERDE”

Nel 730 entra la detrazione – introdotta dalla legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205 ) - spese sostenute per la sistemazione a verde delle unità immobiliari e delle parti comuni esterne degli edifici condominiali.

ECO-BONUS

Sono state introdotte nuove tipologie di interventi detraibili nelle misure del 65, 80 o 85 per cento.

TERZO SETTORE – EROGAZIONI LIBERALI

In tale ambito il modello recepisce le novità introdotte dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 ), ai sensi del quale le liberalità - in denaro o in natura - erogate a favore degli enti del Terzo Settore non commerciali sono deducibili nel limite del 10 per cento del reddito complessivo dichiarato.

Qualora tale importo sia superiore al reddito complessivo dichiarato, diminuito di tutte le deduzioni, l’eccedenza può essere computata in aumento dell’importo deducibile nei successivi periodi d'imposta, ma non oltre il quarto, fino a concorrenza del suo ammontare.

Donazioni a favore di Onlus e associazioni di promozione sociale (Aps)

È possibile detrarre il 30 per cento, per un importo complessivo in ciascun periodo d’imposta non superiore a 30mila euro.

Donazioni a favore di organizzazioni di volontariato (OdV)

È possibile detrarre il 35 per cento, per un importo complessivo in ciascun periodo d’imposta non superiore a 30mila euro.

Società di mutuo soccorso

È stato elevato a 1.300 euro il limite di detrazione dei contributi associativi alle società di mutuo soccorso.

DETRAZIONE del 19 per CENTO – ULTERIORI SPESE

È ammessa la detraibilità dall’Irpef delle spese sostenute per:

  • l'abbonamento al trasporto pubblico, per un importo non superiore a 250 euro;
  • l'assicurazione contro eventi calamitosi;
  • le persone, minori o maggiorenni, con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) per l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici e informatici.

DIPENDENTI PUBBLICI – PREVIDENZA COMPLEMENTARE

In materia di deducibilità dei premi e contributi versati per la previdenza complementare, dal 1° gennaio 2018, ai dipendenti pubblici si applicano le stesse disposizioni previste per i dipendenti privati.