News

27/05/2019 - SCADENZE

Versamenti, probabile la proroga al 22 luglio News

Sarebbe pronto il testo del decreto contenente lo slittamento dal 1° al 20 luglio - e quindi al 22, in quanto il 20 cadrà di sabato - del termine entro il quale le partite Iva dovranno effettuare i versamenti fiscali: in alternativa, semprechè il provvedimento venga emanato, sarà possibile effettuare detti pagamenti entro il 21 agosto, con la maggiorazione dello 0,40 per cento.

La misura era stata chiesta anche nelle ultime ore dai rappresentanti dei professionisti, preoccupati dai ritardi che stanno caratterizzando la messa a punto degli Isa. Una proroga ancora più ampia dei temini di versamento, al 30 settembre 2019, è stata chiesta dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, con una nota e due lettere inviate ai vertici del Ministero delle Finanze e dell'Agenzia delle Entrate, insieme alla richiesta di differimento al 31 ottobre 2019 del termine per effettuare l’adesione al nuovo servizio di “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici” e la conferma della possibilità di invio tramite Pec dei moduli di conferimento delle deleghe per l’utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica.

In aggiunta è arrivata la nota indirizzata al Garante del contribuente dall'Associazione italiana dottori commercialisti (AIDC) e dall’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (UNGDCEC) ai fini della disapplicazione degli Isa relativamente all'anno di imposta 2018.

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. ai sensi dell’art. 9-bis , comma 11, del D.L. n. 50/2017, è riconosciuto uno specifico regime premiale a favore dei contribuenti nei cui confronti si applicano gli ISA. In particolare, sono previsti i seguenti benefici:
    a. esonero dall’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione annuale per la compensazione di crediti per un importo non superiore a:
    - 50mila euro annui relativamente all’Iva;
    - 20mila euro annui relativamente alle imposte dirette e all’Irap;
    b. esonero dall’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione annuale o dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva per un importo non superiore a 50mila euro annui;
    c.inapplicabilità della disciplina sulle società non operative (di cui all'art. 30 , Legge 23 dicembre 1994, n. 724);
    d. esclusione dell'accertamento induttivo;
    e. anticipazione di almeno un anno, con graduazione in funzione del livello di affidabilità, dei termini di decadenza per gli accertamenti fiscali;
    f. esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo (di cui all’art. 38 , D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600), a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda di 2/3 il reddito dichiarato;
  2. in attuazione del richiamato art. 9-bis , commi 12 e 17, del D.L. n. 50/2017, con il Provvedimento direttoriale 10 maggio 2019, n. 12620 0, l'Agenzia delle Entrate ha dettato le regole per l'applicazione dei nuovi Indici sintetici di affidabilità, disciplinando - per il periodo d’imposta 2018 - le condizioni in presenza delle quali sono applicabili i benefici riconosciuti dal medesimo articolo.

Sono stati definiti, in particolare, i diversi punteggi in base ai quali è possibile accedere alle agevolazioni previste dalla legge. Il provvedimento in esame ha altresì definito le procedure cui devono attenersi i soggetti incaricati alla trasmissione telematica ai fini dell’acquisizione massiva dei dati.

24/05/2019 - COMMERCIALISTI

Antiriciclaggio, diffuse le nuove linee guida del Cndcec News

Valutazione del rischio, adeguata verifica della clientela, e conservazione dei dati sono al centro delle nuove Linee guida elaborate dal Cndcec al fine di fornire indicazioni operative per la corretta applicazione delle Regole tecniche approvate dallo stesso Consiglio nazionale il 16 gennaio scorso.

Nel documento viene altresì specificato che - mentre le norme primarie del D.Lgs. n. 231/2007 e le Regole tecniche devono ritenersi vincolanti per la categoria interessata - le presenti linee guida hanno valenza meramente esemplificativa, a supporto delle predette regole, e sono frutto di orientamenti interpretativi maturati in assenza di specifiche indicazioni da parte delle Autorità competenti. Pertanto, nel caso in cui tali Autorità diffondano interpretazioni ufficiali su specifici aspetti, le Linee guida saranno aggiornate in conformità a tali orientamenti.

Il documento è strutturato in quattro parti fondamentali - sotto elencate - più una serie di modelli operativi e check list da utilizzare nelle attività di adeguata verifica della clientela e autovalutazione dello studio professionale:

  1. Autovalutazione del rischio (artt. 15 e 16 del D.Lgs. n. 231/2007; Regola tecnica n. 1);
  2. Adeguata verifica della clientela (artt. da 17 -30 del D.Lgs. n. 231/07; Regola tecnica n. 2);
  3. Conservazione di dati, documenti e informazioni (artt. 31 -34 del D.Lgs. n. 231/07; Regola Tecnica n. 3);
  4. Conservazione negli studi associati e nelle società tra professionisti.

Nell'ambito degli adempimenti imposti al commercialista dalla normativa antiriciclaggio, rientrano anche gli obblighi in materia di identificazione e verifica dell’identità del cliente.

Tali attività devono essere attuate attraverso il riscontro:

  1. di un documento d’identità in corso di validità o di altro documento di riconoscimento equipollente, oppure
  2. sulla base di documenti, dati o informazioni ottenuti da una fonte “affidabile e indipendente”.

Al riguardo, le linee-guida emanate in materia dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili precisano che - in assenza di indicazioni attuative ufficiali più circostanziate, sia in merito alla natura dei “documenti”, “dati” e “informazioni” che alle caratteristiche richieste alle fonti - l’obbligo si ritiene assolto attraverso l’acquisizione di una copia del documento di identità/riconoscimento.

Con riferimento al cliente diverso da persona fisica, occorre acquisire la denominazione, la sede legale e il codice fiscale o la partita Iva.

Tali dati - sottolinea il Cndec - possono essere verificati da una visura camerale, da un certificato equivalente per società di diritto estero, dall’atto costitutivo oppure dal certificato di attribuzione del codice fiscale o della partita Iva da parte dell’Agenzia delle Entrate.

A tal fine, il professionista potrà avvalersi della modulistica di cui agli allegati AV.2 e AV3 delle richiamate linee guida.

Qualora sussistano dubbi, incertezze o incongruenze sui dati identificativi contenuti nei documenti o sulle informazioni acquisite relative al cliente, al titolare effettivo e all’esecutore, il destinatario degli obblighi antiriciclaggio potrebbe provvedere al riscontro della veridicità dei dati e delle informazioni stesse attraverso la consultazione del sistema pubblico per la prevenzione del furto di identità di cui D.Lgs. n. 64/2011 (per effetto dell'entrata in vigore del D.Lgs. n. 90/2017 , tutti i destinatari degli obblighi antiriciclaggio possono accedere al sistema SCIPAFI, attraverso un'apposita convenzione con il Ministero dell'Economia e delle Finanze).

23/05/2019 - PROFESSIONISTI

Decreto “crescita”, stop alle specializzazioni dei commercialisti. Via libera alla competenza sugli affitti d’azienda News

Sono più di una le modifiche proposte al testo del decreto “crescita” (D.L. n. 34/2019 ) a seguito dell'esame degli emendamenti da parte delle Commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera. Innanzitutto, “salta” la proposta relativa al riconoscimento delle specializzazioni dei commercialisti: i relativi emendamenti sono stati infatti dichiarati inammissibili (emendamento 39.04.). 

Ammesso invece l'emendamento che estende a commercialisti ed avvocati la possibilità di autenticare e depositare gli atti di affitto di azienda (emendamento 11.02.). Stessa sorte per le proposte relative ai requisiti dimensionali delle Srl ai fini dell'insorgenza dell'obbligo di nominare l'organo di controllo.

In merito alle diverse proposte di modifica relative all'obbligo di nomina dell'organo di controllo, la soluzione che ha raccolto il parere favorevole dei commercialisti è quella prospettata dall'emendamento presentato a firma Gusmeroli e altri, che fissa le soglie per l’introduzione di sindaco o revisore a:

  • 4 milioni di attivo,
  • 4 milioni di ricavi e
  • 20 dipendenti.

Si tratterebbe – ha commentato Miani – di una “soluzione di compromesso accettabile, che tiene conto dei timori presenti tra le imprese tutelando al contempo ratio e finalità di una riforma storica”.

Nei prossimi giorni gli emendamenti ammessi saranno sottoposti all'esame nel merito.

Tra le principali novità introdotte dal provvedimento (D.L. 30 aprile 2019, n. 34 ), si ricordano le seguenti:

  1. la reintroduzione del superammortamento nella misura del 130 per cento per gli investimenti effettuati a decorrere dal 1° aprile 2019, con consegna del bene entro il 30 giugno 2020 (la maggiorazione, peraltro, può essere utilizzata soltanto per investimenti in beni materiali strumentali nuovi, esclusi i veicoli e altri mezzi di trasporto, per la quota di investimento di importo non superiore a 2,5 milioni di euro);
  2. la soppressione della mini-Ires, che era stata introdotta dall'art. 1, commi da 28 a 34 , della legge di Bilancio 2019. Contestualmente si prevede l'introduzione di un'agevolazione Ires finalizzata ad incentivare il reimpiego degli utili in azienda. In particolare, è prevista un'aliquota ridotta sugli utili reinvestiti, a prescindere dalla loro destinazione specifica, pari:
    - al 22,5 per cento per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018;
    - al 21,5 per cento per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019;
    - al 21 per cento per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2020;
    - al 20,5 per cento per i periodi d'imposta successivi;
  3. l'incremento della deducibilità dell'Imu dal reddito d'impresa e di lavoro autonomo, già aumentato al 40 per cento dall'art. 1, comma 12 , della legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145 ).

21/05/2019 - IMPOSTE DIRETTE, INDIRETTE

Regime forfetario, fino al 10 aprile Fisco “tollerante” sulle cause ostative News

Ai sensi dell'art. 1, comma 57 , lettera d), della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) - nel testo risultante a seguito delle modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145 ) - non possono applicare il regime forfetario gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che controllano - direttamente o indirettamente - società a responsabilità limitata, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dai medesimi esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

Al riguardo, con la risposta all'istanza di interpello 20 maggio 2019, n. 146 , l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che qualora i codici ATECO delle due attività rispettivamente svolte dall’istante e dalla Srl controllata appartengano alla medesima sezione ATECO, la riconducibilità delle due attività economiche esercitate è da ritenersi sussistente.

Nella fattispecie sottoposta all'esame dell'Amministrazione fiscale, la persona fisica che usufruisce del regime forfetario percepisce compensi in veste di amministratore, tassabili con imposta sostitutiva, dalla società a responsabilità limitata controllata, la quale, a sua volta, deduce dalla propria base imponibile i correlativi componenti negativi di reddito.

Nell'approdare alla conclusione sopra esposta, tuttavia, l'Agenzia delle Entrate ha fatto salvi i comportamenti tenuti dai contribuenti fino al 10 aprile 2019, data di pubblicazione della Circolare n. 9/E/2019 : i chiarimenti interpretativi da cui discende – nelle ipotesi come quella descritta - la decadenza dal regime forfetario sono infatti sopraggiunti con la pubblicazione di tale documento di prassi.

Di conseguenza – semprechè non sia effettuata alcuna cessione di beni o prestazione di servizi a qualsiasi titolo, da parte del contribuente alla Srl controllata a decorrere dal 10 aprile 2019, e se quest'ultimo dovesse cessare dalla carica di amministratore della Srl controllata - lo stesso non decadrà dal regime forfetario nel periodo d’imposta 2020.

20/05/2019 - IVA, ADEMPIMENTI

In Gazzetta gli esoneri dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi News

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.M. 10 maggio 2019 con il quale vengono disposti nuovi esoneri dall'obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica degli incassi giornalieri (cosiddetto scontrino elettronico) – di cui all’art. 2, comma 1 , del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127 - per i soggetti che effettuano attività di commercio al minuto e assimilate, previsto dalla legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145 ).

Detto obbligo, in particolare, non si applicherà:

  1. alle operazioni non soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi, ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696 (vendita di tabacchi, quotidiani e periodici, cessione di alcuni prodotti agricoli, ecc.), del D.M. 13 febbraio 2015 (servizi di stampa e recapito dei duplicati di patente e servizi di gestione e rendicontazione del relativo pagamento) e del D.M. 27 ottobre 2015 (prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione e di servizi elettronici);
  2. alle prestazioni di trasporto pubblico collettivo di persone e di veicoli e bagagli al seguito, se i biglietti di trasporto assolvono la funzione di certificazione fiscale;
  3. alle operazioni collegate a quelle di cui sopra, nonché alle operazioni di cui all’art. 22 del decreto Iva, effettuate in via marginale rispetto alle precedenti o rispetto a quelle soggette agli obblighi di fatturazione (a tal fine, la norma specifica che si considerano marginali le operazioni i cui ricavi o compensi non superano l’1 per cento del volume d’affari registrato nel 2018). Tale esonero si applicherà fino al 31 dicembre 2019;
  4. alle operazioni effettuate a bordo di navi, aerei o treni qualora il trasporto sia internazionale.

Le operazioni di cui sopra continueranno peraltro ad essere annotate nel registro dei corrispettivi. Il provvedimento precisa inoltre che fino al 31 dicembre 2019, gli esercenti impianti di distribuzione di carburante sono esonerati dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri, per le operazioni di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972, diverse dalle cessioni di benzina o di gasolio, i cui ricavi o compensi non sono superiori all’1 per cento del volume d’affari del 2018; per dette operazioni continuerà ad essere obbligatorio il rilascio della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale.