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08/01/2020 - AGEVOLAZIONI

Bonus bebè e asili nido, aumentati gli incentivi nel 2020 News

Revisione degli incentivi per le nuove nascite, con incremento dei contributi per i nuclei familiari con Isee più basso. Tra le novità previste dalla legge di Bilancio 27 dicembre 2019, n. 160 , oltre alla conferma dell’assegno di natalità e del contributo alle spese per l’asilo nido, anche un contributo fino a 400 euro per neonato nel caso in cui l’allattamento naturale sia impedito per patologie certificate dal medico.

In sintesi gli incentivi previsti dal 2020.

Bonus neonati previsti dalla legge di Bilancio 2020

Premio alla nascita

Confermato il contributo una tantum di 800 euro, senza limiti di reddito.

Bonus bebè

L’assegno per ogni nuovo nato o adottato, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020, viene rimodulato dai commi 340 341 in base all’Isee familiare nel seguente modo:

  • 160 euro al mese con Isee fino 7mila euro;
  • 120 euro al mese con Isee fino a 40mila euro;
  • 80 euro al mese se l’Isee è superiore a 40mila euro.

Bonus asili nido

Previsto ai commi 343 344 un incremento del contributo sulle spese dell’asilo nido, in base alle fasce Isee, che a decorrere dal 2020 risulta essere pari a:

  • 3mila euro con Isee fino a 25mila euro annui;
  • 2.500 euro con Isee fino a 40mila euro annui.

Per i nuclei familiari con Isee superiore a 40mila euro annui non è previsto alcun incremento. Per tali soggetti l’importo del buono di 1.500 euro rimane pertanto invariato.

Bonus latte

Previsto ai commi 456 457 un nuovo contributo fino a 400 euro per neonato, fino al sesto mese di vita, nel caso in cui l’allattamento naturale sia escluso per patologie certificate dal medico.

03/01/2020 - MANOVRA 2020

Compensazione dei crediti d’imposta, modelli F24 da presentare online News

Le compensazioni di crediti d'imposta riguardanti le imposte sui redditi e addizionali, Irap e Iva devono essere effettuate presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate. L'obbligo di presentazione del modello F24 sussiste anche per l'utilizzo in compensazione dei crediti maturati in qualità di sostituto d'imposta e per le compensazioni effettuate dai soggetti non titolari di partita Iva. Lo precisa l'Agenzia delle Entrate che, con la Risoluzione n. 110/E del 31 dicembre 2019, ha fornito i primi chiarimenti sulla presentazione dei modelli F24 contenenti crediti d'imposta utilizzati in compensazione.

In particolare, viene evidenziato al riguardo che il modello F24 può essere presentato attraverso i servizi telematici resi disponibili dall'Agenzia delle Entrate:

  1. direttamente dal contribuente o dal sostituto d'imposta, utilizzando i servizi “F24 web” o “F24 online”; oppure
  2. avvalendosi di un intermediario abilitato.

L'obbligo di utilizzare i servizi telematici delle Entrate non sussiste qualora l'esposizione del credito nel modello F24 rappresenti una mera modalità alternativa allo scomputo diretto del credito dal debito d'imposta pagato nello stesso modello F24. Resta fermo, inoltre, l'obbligo di presentare il modello F24 “a saldo zero” esclusivamente attraverso i servizi telematici, ai sensi dell’art. 11, comma 2 , lettera a), del D.L. 24 aprile 2014, n. 66.

Il provvedimento si è reso necessario a seguito delle novità introdotte dall’art. 3 , commi da 1 a 3, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124 (Decreto Fiscale), convertito con modificazioni in legge n. 157/2019 , che:

  • ha esteso ai crediti utilizzati in compensazione tramite modello F24 per importi superiori a 5.000 euro annui, relativi alle imposte sui redditi e all’IRAP (comprese le addizionali e le imposte sostitutive), l’obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito;
  • ha ampliato il numero delle compensazioni di crediti d’imposta che devono essere effettuate presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate.

In allegato alla Risoluzione è pubblicato l’elenco dei codici tributo da indicare nel modello F24 per l'utilizzo in compensazione dei crediti d'imposta, che potrà avvenire a partire dal decimo giorno successivo a quello della corretta presentazione all’Agenzia delle Entrate della dichiarazione o dell’istanza da cui emerge il credito stesso.

Si riporta di seguito una sintesi del documento di prassi in commento.

COMPENSAZIONE: COSA CAMBIA con il D.L. n. 124/2019

NOVITÀ INTRODOTTE dal DECRETO

L’obbligo della preventiva presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito, viene esteso ai crediti utilizzati in compensazione tramite F24 per importi superiori a 5mila euro annui, relativi ad imposte sui redditi ed Irap (comprese le addizionali e le imposte sostitutive). In tal senso è stato sostituito l'ultimo periodo dell'art. 17, comma 1 , del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241.

In precedenza, tale obbligo era sancito soltanto per l'utilizzo in compensazione dei crediti Iva. 

Il modello F24 dev'essere presentato attraverso gli appositi servizi telematici anche per l’utilizzo in compensazione dei crediti maturati in qualità di sostituti d’imposta e per le compensazioni effettuate dai soggetti non titolari di partita Iva. È stato pertanto modificato l’art. 37, comma 49-bis , del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modifiche dalla Legge 4 agosto 2006, n. 248 (in particolare, è stato eliminato il riferimento ai titolari di partita Iva contenuto nella norma).

CODICI UTILIZZABILI in COMPENSAZIONE nel MODELLO F24

Sono riportati in allegato alla risoluzione in commento.

 

 

OBBLIGO di PREVENTIVA PRESENTAZIONE della DICHIARAZIONE (o dell'ISTANZA) da cui EMERGE il CREDITO

AMBITO di APPLICAZIONE

L'Agenzia delle Entrate chiarisce che sono soggette a tale obbligo le compensazioni identificate dai codici classificati nelle seguenti categorie (v. allegato alla risoluzione in esame):

  • imposte sostitutive;
  • imposte sui redditi e addizionali;
  • Irap;
  • Iva.

COMPENSAZIONE - TERMINI

Il credito potrà essere compensato a partire dal 10° giorno successivo a quello in cui è stata correttamente presentata all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione (o dell’istanza) da cui emerge il credito stesso.

LIMITE di 5MILA EURO

Come accennato sopra, l’obbligo scatta solo se il credito utilizzato in compensazione relativo a un certo periodo d’imposta, anche tenendo conto di quanto fruito nei modelli F24 già acquisiti, risulti di importo complessivamente superiore a 5 mila euro annui. Ai fini della verifica di tale limite, si considerano solo le compensazioni dei crediti che necessariamente devono essere esposte nel modello F24.

Se nello stesso modello F24 è utilizzato in compensazione un credito Ires (identificato dal codice tributo 2003) per 6.000 euro e – aggiungendo 1.000 euro di fondi propri – viene effettuato il pagamento dell’acconto Ires di 7.000 euro per il periodo d’imposta successivo (codici tributo 2001 e 2002), l’operazione non dovrà essere preceduta dalla presentazione della dichiarazione dei redditi da cui emerge il credito Ires. Tale compensazione, infatti, è espressamente prevista dall’art. 4, comma 3 , del D.L. 2 marzo 1989, n. 69, senza l'obbligo che venga esposta nel modello F24. 

Nell'allegato sono riportati, nell’ultima colonna, i codici tributo dei debiti che possono essere estinti tramite compensazione con crediti pregressi afferenti alla medesima imposta (indicati nella seconda colonna), senza che la compensazione concorra al raggiungimento del limite di 5.000 euro.

CREDITI MATURATI in RELAZIONE al PERIODO d'IMPOSTA 2018

Non vi è l'obbligo in esame, in quanto l'art. 3, comma 3 , del D.L. n. 124/2019 precisa che le nuove regole si applicano “ai crediti maturati a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2019”. Di conseguenza – sottolinea la risoluzione - i crediti del periodo d’imposta 2018 potranno essere compensati, senza l’obbligo di preventiva presentazione della relativa dichiarazione, fino alla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione del periodo d’imposta 2019. 

Crediti Iva

Resta fermo che per essi l'obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione (o istanza) da cui emerge il credito sussiste anche per l'anno d'imposta 2018 (per effetto dell'art. 10 del D.L. 1 luglio 2009, n. 78).

 

OBBLIGO di PRESENTAZIONE del MODELLO F24 ATTRAVERSO i SERVIZI TELEMATICI

AMBITO di APPLICAZIONE

Come accennato sopra, l’obbligo di utilizzare i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24 contenenti compensazioni di crediti d’imposta, viene esteso alla generalità dei contribuenti e dei sostituti d'imposta, per crediti relativi ad imposte sostitutive, imposte sui redditi ed addizionali, Irap ed Iva, nonché agevolazioni e crediti indicati nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.

SOSTITUTI d'IMPOSTA

Per effetto del D.L. n. 124/2019 , pertanto, l’obbligo di utilizzare i servizi telematici sussiste anche per la presentazione degli F24 che espongono la compensazione dei crediti tipici dei sostituti d’imposta. 

- Recupero delle eccedenze di versamento delle ritenute
- Recupero del “bonus 80 euro” (di cui all'art. 13, comma 1-bis , del Tuir)
- Recupero dei rimborsi da assistenza fiscale erogati a dipendenti e pensionati.

PRESENTAZIONE dell'F24

Il modello di versamento può essere presentato (attraverso i servizi telematici):

  • direttamente dal contribuente o dal sostituto d’imposta, utilizzando i servizi “F24 web” o “F24 online”;
  • avvalendosi di un intermediario abilitato, di cui all’art. 3, comma 3 , del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322.

ESCLUSIONI

L'obbligo in esame non scatta se l’esposizione del credito nel modello F24 rappresenta una modalità alternativa allo scomputo diretto del credito medesimo dal debito d’imposta pagato nello stesso modello di versamento.

02/01/2020 - MANOVRA 2020

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale anche il Decreto “Milleproroghe” News

Dopo la legge di Bilancio ed il decreto fiscale collegato (D.L. n. 124/2019 ), è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2019, ed è già in vigore, il decreto-legge “Milleproroghe” , che era stato approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri. Insieme ad un corposo pacchetto di proroghe, il provvedimento prevede l’estensione anche al 2020 del bonus verde per le spese sostenute per interventi di sistemazione di giardini, terrazze e parti comuni di edifici condominiali, degli incentivi per l'acquisto e l'immatricolazione in Italia di veicoli elettrici o ibridi, nonché alcune misure volte ad incentivare l’innovazione tecnologica.

Tra le altre misure, definitivamente approvate, si segnalano:

  1. il differimento al 30 giugno 2022 dell'obbligo di rispettare le norme antincendio per gli alberghi nelle zone colpite da terremoti o eventi meteo eccezionali. La Segnalazione certificata di inizio attività parziale (Scia) dovrà però essere presentata al comando dei Vigili del Fuoco entro il 31 dicembre 2020. Tra i territori interessati quelli colpiti dal terremoto del Centro Italia nel 2016 e nel 2017 e i Comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio dell'isola di Ischia;
  2. l’estensione al 2020 del blocco dell'aggiornamento relativo alla variazione degli indici Istat per i canoni dovuti dalle amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione. La norma si applica alle amministrazioni individuate dall'Istat ai sensi dell'art. 1, comma 3 , della Legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonchè dalle autorità indipendenti, inclusa la Consob per l'utilizzo in locazione passiva di immobili per finalità istituzionali. In questo senso è stato modificato l'art. 3, comma 1 , del D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modifiche dalla Legge 7 agosto 2012, n. 135 .

24/12/2019 - DECRETO FISCALE

Appalti, nuove regole applicabili con riferimento alle ritenute operate a decorrere da gennaio 2020 News

Con la Risoluzione 23 dicembre 2019, n. 108 , l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alle novità introdotte in materia di ritenute negli appalti e subappalti, in sede di conversione del decreto fiscale di accompagnamento alla Manovra di fine anno (D.L. 26 ottobre 2019, n. 124 ).

In particolare, l'art. 4 del decreto da ultimo citato, ha:

  1. al primo comma, inserito l'art. 17-bis nel D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241. La norma introduce a carico dei committenti di opere o servizi di importo complessivo annuo superiore a 200mila euro, “tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma”, l’obbligo di richiedere copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute “trattenute dall’impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio. Il versamento delle ritenute di cui al periodo precedente è effettuato dall’impresa appaltatrice o affidataria e dall’impresa subappaltatrice, con distinte deleghe per ciascun committente, senza possibilità di compensazione”. Inoltre, la norma prevede che - al fine di consentire al committente il riscontro dell’ammontare complessivo degli importi versati dalle imprese - entro i 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento di cui all’art. 18, comma 1 , l’impresa appaltatrice o affidataria e le imprese subappaltatrici trasmettano al committente e, per le imprese subappaltatrici, anche all’impresa appaltatrice le deleghe di cui sopra, nonché un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione di opere o servizi affidati dal committente, con il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell’opera o del servizio affidato, l’ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione e il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti di tale lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente;
  2. al secondo comma, disposto che tale novità si applica a decorrere dal 1° gennaio 2020.
    Al riguardo, l'Agenzia ha chiarito che la regola si debba applicare con riferimento alle ritenute operate a decorrere dal mese di gennaio 2020 (e quindi per i versamenti effettuati nel mese di febbraio 2020), anche con riguardo ai contratti di appalto, affidamento o subappalto stipulati in un momento antecedente al 1° gennaio 2020.

23/12/2019 - COMMERCIALISTI

Antiriciclaggio, differito al 15 febbraio 2020 il termine per la compilazione del questionario News

È stato differito al 15 febbraio 2020 il termine per la compilazione del questionario sull'antiriciclaggio da parte del campione di iscritti individuato dagli Ordini: lo ha reso noto il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili con l'Informativa 19 dicembre 2019, n. 121/2019.

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. si tratta del documento “Antiriciclaggio: questionario per l'adempimento degli obblighi di vigilanza sugli iscritti (art. 11 , D.Lgs. n. 231/2007, come modificato dal D.Lgs. n. 90/2017)” - pubblicato con l'Informativa 28 novembre 2019, n. 108 - che aggiorna la versione pubblicata con l’Informativa n. 48/2018;
  2. rispetto alla versione precedente, il questionario è semplificato – sia per contenuti sia per formato delle risposte - in ragione del differimento dell'operatività delle regole tecniche al 1° gennaio 2020, ma anche per consentirne la compilazione in modalità informatica tramite la piattaforma e-learning “Concerto”;
  3. gli argomenti individuati dal questionario riguardano in particolare:
    - l’organizzazione dello studio professionale e degli adempimenti antiriciclaggio;
    - l’adeguata verifica della clientela;
    - la conservazione documentale;
    - la segnalazione delle operazioni sospette.

In materia si segnala infine l'Informativa 13 novembre 2018, n. 88, con la quale il Cndcec precisò che il “Piano di formazione antiriciclaggio e finanziamento del terrorismo” non apporta alcuna modifica al numero dei crediti formativi da acquisire nelle materie obbligatorie; nel documento, infatti, viene sottolineato che “l'iscritto potrà assolvere all'obbligo formativo in materia di antiriciclaggio anche partecipando a corsi organizzati da altri soggetti, ovvero a sessioni formative interne allo studio professionale”.

Ne deriva che gli iscritti che intendono assolvere l'obbligo formativo imposto dalla normativa antiriciclaggio (ai sensi dell'art. 16, comma 3 , del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231) potranno farlo alternativamente:

  1. attraverso gli eventi formativi organizzati dagli Ordini territoriali; in tal caso sarà possibile acquisire anche i tre crediti nelle materie obbligatorie;
  2. partecipando ad eventi organizzati da altri enti, che rilasceranno un'attestazione comprovante l'adempimento dell'obbligo formativo ai soli fini della normativa antiriciclaggio, e quindi non della formazione professionale continua.