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24/06/2020 - IRPEF

“Bonus facciate”, utilizzabili i modelli di bonifico predisposti per ecobonus e detrazioni per interventi edilizi News

Anche per il “bonus facciate” sono utilizzabili i modelli di bonifico già predisposti dagli istituti bancari e postali ai fini dell’ecobonus (di cui all’art. 14 del D.L. 4 giugno 2013, n. 63) oppure della detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (di cui all’art. 16-bis del Tuir): lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’istanza di interpello 23 giugno 2020, n. 191 .

Nel documento viene inoltre affermato che:

  1. se possibile, come causale vanno indicati gli estremi della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020). L’agevolazione può comunque essere riconosciuta anche qualora non sia possibile riportare tali riferimenti normativi, ad esempio perché non è possibile modificare la causale riportante i riferimenti normativi della detrazione per interventi di recupero edilizio o dell’ecobonus), e sempreché non risulti pregiudicato in maniera definitiva il rispetto da parte degli uffici bancari o postali dell’obbligo di operare la ritenuta;
  2. rientrano nel “bonus facciate” anche le spese sostenute per le opere accessorie che servono per l’esecuzione dei lavori agevolabili, quali ad esempio le spese sostenute per la direzione lavori, il coordinamento per la sicurezza e la sostituzione dei pluviali;
  3. l’agevolazione in commento si applica anche agli interventi di restauro dei balconi senza interventi sulle facciate.

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. ai sensi dell’art. 1 , commi da 219 a 224, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di Bilancio 2020), sono detraibili nella misura del 90 per cento le spese sostenute nel 2020 per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B, ai sensi del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444 , o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali;
  2. la detrazione è ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo da detrarre nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi;
  3. non sono previsti limiti massimi di spesa;
  4. come chiarito con la Circolare 14 febbraio 2020, n. 2/E , possono accedere alla misura in esame tutti i contribuenti (residenti e non residenti) che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi agevolati, a prescindere dalla tipologia di reddito di cui essi siano titolari e dalla natura pubblica o privatistica. Pertanto rientrano nell’ambito soggettivo della detrazione le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le società semplici, le associazioni tra professionisti e i soggetti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, enti, società di persone, società di capitali);
  5. i soggetti beneficiari devono possedere o detenere l’immobile oggetto dell’intervento in base ad un titolo idoneo, al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio;
  6. non vi possono accedere i soggetti che possiedono esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva.

23/06/2020 - VERSAMENTI

Prorogati al 20 luglio i versamenti di giugno per i contribuenti ISA e i forfetari: il comunicato ufficiale del Mef News

Con un Comunicato Stampa pubblicato ieri sera, il Ministero dell’Economia e finanze ha annunciato la proroga al prossimo 20 luglio 2020 delle imposte sui redditi e dell’Iva per i contribuenti ISA ed i contribuenti in regime forfetario.

Più precisamente il Mef ha reso noto che, “per tener conto dell’impatto dell’emergenza Covid-19 sull’operatività dei contribuenti di minori dimensioni e, conseguentemente, sull’operatività dei loro intermediari, è in corso di emanazione il D.P.C.M. che proroga il termine di versamento del saldo 2019 e del primo acconto 2020 ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, per i contribuenti interessati dall’applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), compresi quelli aderenti al regime forfetario”.

Si dovrà pertanto attendere il testo del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per meglio comprendere l'ambito di applicazione della proroga e la platea dei contribuenti interessati.

Il termine di versamento in scadenza il 30 giugno sarà prorogato al 20 luglio senza corresponsione di interessi. Per questi contribuenti, quindi, slitta anche l’eventuale rateazione, nonché, dovrebbe essere fissata al 20 agosto la possibilità di versare le imposte applicando la maggiorazione dello 0,4%.

Da imprese, professionisti ed associazioni di categoria era atteso un rinvio dei versamenti almeno fino al 30 settembre, rinvio che sembrava dovesse essere disposto con un emendamento alla legge di conversione del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34 ) attualmente all’esame del Parlamento.

 

 

22/06/2020 - DECRETO "RILANCIO", AGEVOLAZIONI

Indennità di maggio: è attivo il servizio online per la presentazione delle domande News

È attivo il servizio online per la presentazione delle domande per l'indennità Covid-19 di 1.000 euro relativa al mese di maggio 2020: lo ha reso noto l'Inps con un comunicato pubblicato sul proprio sito. La misura – introdotta dall'art. 84 , commi 2, 3 e 6, del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34) è riconosciuta:

  1. ai liberi professionisti con partita Iva, compresi i partecipanti a studi associati/società semplice, che hanno registrato un calo del reddito del 33% nel secondo bimestre 2020 rispetto al secondo bimestre 2019. Questi lavoratori non riceveranno l'indennità in automatico, come è avvenuto per il mese di aprile, ma dovranno presentare una apposita richiesta sul sito dell'Istituto;
  2. ai collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione separata Inps che abbiano cessato il rapporto al 19 maggio 2020. Per questa categoria di lavoratori non occorre presentare una nuova domanda, se si è già fruito del bonus relativo a marzo e aprile;
  3. ai lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020. Anche in questo caso, non è necessaria una nuova domanda, se si è già fruito del bonus per marzo e aprile.

Per i professionisti iscritti alle casse private si dovrà invece attendere un successivo decreto ministeriale per il nuovo bonus.

18/06/2020 - DECRETO “LIQUIDITA'”

Finanziamenti garantiti dal Fondo di garanzia Pmi: operative le nuove misure News

L'Abi ha diffuso ieri alle banche aderenti la Circolare 17 giugno 2020, n. 1173 con nuove istruzioni sui finanziamenti garantiti dal Fondo di garanzia per le Pmi, misura prevista dal decreto “Liquidità” (D.L. 8 aprile 2020, n. 23 , convertito con modifiche dalla legge 5 giugno 2020, n. 40 ), con riferimento in particolare alle principali novità introdotte dall'art. 13 del predetto decreto dopo la conversione in legge. Al riguardo l’Abi segnala che le misure sono operative a seguito dell’approvazione del nuovo regime di aiuto da parte della Commissione Europea e della pubblicazione il 17 giugno della nuova Circolare da parte del Gestore del Fondo (in allegato alla presente Circolare).

In particolare, il Gestore specifica che le modifiche introdotte sono applicate alle richieste di ammissione all’intervento del Fondo presentate a partire dal 19 giugno 2020.

Un particolare attenzione è dedicata ai finanziamenti garantiti al 100 per cento ai fini dell’adeguamento alle nuove condizioni introdotte dalla legge di conversione del D.L. n. 23/2020 , che ha previsto, tra l’altro, il prolungamento della durata del finanziamento fino 10 anni e l'aumento dell’importo erogabile fino a 30.000 euro.

La circolare ha precisato in proposito che:

  • per i finanziamenti che sono già ammessi all’intervento del Fondo, ma non ancora erogati dalla banca, a seguito dell’adeguamento alle nuove condizioni (allungamento fino a 10 anni e/o aumento fino a 30.000 euro), deve essere inviata al Gestore del Fondo una semplice richiesta di conferma della garanzia già concessa;
  • per i finanziamenti che sono già ammessi all’intervento del Fondo e già erogati dalla banca:
    a) qualora l’adeguamento alle nuove condizioni (allungamento fino a 10 anni e/o aumento fino a 30.000 euro) sia effettuato tramite l’erogazione al soggetto beneficiario finale di un nuovo finanziamento con contestuale estinzione del precedente minor finanziamento garantito ovvero attraverso la sottoscrizione/stipula di un addendum al contratto del finanziamento garantito, nel caso del solo allungamento del prestito fino a 10 anni, deve essere inviata al Gestore del Fondo una richiesta di conferma della garanzia già concessa, senza necessità di chiedere una nuova garanzia;
    b) qualora l’adeguamento alle nuove condizioni sia effettuato tramite l’erogazione al soggetto beneficiario finale di un importo aggiuntivo (cioè fino a 30.000 euro) attraverso la stipula di un contratto di finanziamento distinto dal precedente e la predisposizione di un piano d’ammortamento separato, deve essere inviata al Gestore del Fondo una nuova richiesta di ammissione alla garanzia riferita al relativo al nuovo contratto di finanziamento, utilizzando l’apposito modulo di autodichiarazione.

L’Abi segnala inoltre che le disposizioni contenute nell’art. 1-bis del D.L. n. 23/2020, come modificato dalla legge di conversione, sono applicabili anche alle domande di finanziamento garantiti dal Fondo di garanzia PMI di cui all’art. 13 , per quanto riguarda il principio secondo cui il soggetto finanziatore non è tenuto ad effettuare accertamenti ulteriori rispetto alla verifica formale di quanto dichiarato (con autocertificazione) dal soggetto richiedente il finanziamento coperto dalla garanzia pubblica, fermi restando gli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio.

Si ricorda che, tra le varie misure, la norma in commento prevede che fino al 31 dicembre 2020:

  1. la garanzia può essere concessa a titolo gratuito;
  2. l’importo massimo garantito per singola impresa è elevato a 5 milioni di euro;
  3. sono ammesse alla garanzia le imprese con numero di dipendenti non superiore a 499;
  4. la percentuale di copertura della garanzia diretta è incrementata al 90% dell’ammontare di ciascuna operazione finanziaria, previa autorizzazione della Commissione Ue;
  5. la percentuale di copertura della riassicurazione è incrementata al 100% dell’importo garantito dal Confidi o da altro fondo di garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non superino la percentuale massima di copertura del 90%, previa autorizzazione della Commissione Ue;
  6. la riassicurazione può essere innalzata al 100% dell’importo garantito dal Confidi o da altro fondo di garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non prevedano il pagamento di un premio che tiene conto della remunerazione per il rischio di credito assunto;
  7. sono ammissibili alla garanzia del Fondo, per la garanzia diretta nella misura dell’80% e per la riassicurazione nella misura del 90% dell’importo garantito dal Confidi o da altro fondo di garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non superino la percentuale massima di copertura dell’80%, i finanziamenti a fronte di operazioni di rinegoziazione del debito del soggetto beneficiario, purché il nuovo finanziamento preveda l’erogazione al medesimo beneficiario di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 10% dell’importo del debito accordato in essere del finanziamento oggetto di rinegoziazione.

17/06/2020 - DICHIARAZIONI

Irrilevante la dichiarazione successiva alla scadenza che migliora il punteggio ISA: i chiarimenti delle Entrate News

L'accesso al regime premiale è subordinato al raggiungimento di un idoneo livello di affidabilità fiscale sulla base dell’esito dell’applicazione degli ISA risultante dall’ultima dichiarazione presentata entro i termini ordinari (al riguardo si rinvia alla Risposta all'istanza di interpello 6 febbraio 2020, n. 31 ).

Di conseguenza:

  1. le eventuali dichiarazioni successive alla scadenza del termine ordinario di presentazione che modifichino – migliorandolo - il punteggio ISA precedentemente ottenuto dal contribuente, si considerano non rilevanti ai fini del regime premiale;
  2. se invece la dichiarazione successiva comporta un peggioramento del punteggio, tale variazione è rilevante ai fini della riduzione o perdita dei benefici premiali.

È quanto affermato dall'Agenzia delle Entrate con la Circolare 16 giugno 2020, n. 16/E , contenente chiarimenti in merito all’applicazione degli ISA per il periodo d'imposta 2019, la quale sul punto conclude tuttavia precisando che "si ritiene debbano essere sempre considerati rilevanti ai fini delle attività di analisi del rischio gli esiti dell’ultima dichiarazione pervenuta".

Nell'occasione è stato inoltre precisato che:

  1. nel caso in cui i beni acquistati usufruendo delle agevolazioni fiscali di cui al''art. 1, commi 91 e 92 , della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di Stabilità 2016) vengano ceduti a titolo oneroso, nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione, la variazione fiscale in aumento relativa al recupero delle maggiorazioni delle quote di ammortamento complessivamente dedotte in virtù del superammortamento sarà indicata nel rigo F05 “Altri proventi e componenti positivi” dei modelli ISA;
  2. nel caso del socio amministratore di un’impresa che è anche dipendente della stessa, le relative informazioni confluiscono soltanto nel rigo “Soci amministratori” del quadro A, indipendentemente dalla natura del rapporto intrattenuto con la società (collaborazione coordinata e continuativa, lavoro dipendente, altri rapporti).