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31/08/2020 - INCENTIVI

Bonus pubblicità: comunicazione dal 1° al 30 settembre 2020 News

Dal 1° al 30 settembre è possibile presentare la comunicazione per l'accesso al credito d'imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali effettuati o da effettuare nel 2020, restando comunque valide le comunicazioni presentate nel mese di marzo 2020: lo ha ricordato l'Agenzia delle Entrate con un comunicato pubblicato sul proprio sito.

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. la misura è stata introdotta dall'art. 57-bis del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modifiche dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96 . In materia sono intervenuti successivamente: a. il D.P.C.M. 16 maggio 2018, n. 90 , che ha definito i criteri e le modalità di attuazione della misura b. il Provvedimento del Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri 31 luglio 2018, con il quale fu approvato il modello di comunicazione telematica per la fruizione del credito;
  2. possono accedere all'incentivo in esame le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali, con riferimento agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali;
  3. il credito d’imposta spetta nella misura del 75 per cento del valore incrementale degli investimenti effettuati;
  4. il credito d'imposta è riconosciuto qualora l’ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari realizzati superi almeno dell’1 per cento l’importo degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi d’informazione nell’anno precedente;
  5. il credito d’imposta dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa ai periodi di imposta di maturazione del credito stesso nonché nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi di imposta successivi, fino a quello nel corso del quale se ne conclude l’utilizzo;
  6. i soggetti con il periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare indicano il credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre dell’anno di maturazione del credito riferito agli investimenti effettuati nell’anno solare;
  7. non è possibile accedere all’incentivo in esame se gli investimenti pubblicitari dell’anno precedente sono stati pari a zero, come previsto dal D.P.C.M. 16 maggio 2018, n. 90 ;
  8. in caso di investimenti pubblicitari effettuati su entrambi i canali, la verifica degli investimenti pubblicitari effettuati nell’anno precedente sarà condotta prendendo in considerazione il complesso degli investimenti realizzati sui due mezzi di informazione (stampa ed emittenti radio-televisive).

Si evidenzia inoltre che, limitatamente all'anno 2020, l'art. 98 del decreto "Cura Italia" (D.L. 17 marzo 2020, n. 18 , convertito con modificazioni in legge 24 aprile 2020, n. 27 ), ha previsto un regime straordinario per il credito d'imposta fissandolo nella misura unica del 30 per cento degli investimenti effettuati.

L'art. 186 del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34 , convertito con modifiche dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77 ), ha poi modificato nuovamente la norma prevedendo, per il solo 2020, l'innalzamento dal 30 al 50 per cento dell’importo massimo dell’investimento ammesso al credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari di cui all'art. 57-bis del D.L. 24 aprile 2017 n. 50, convertito con modifiche dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96 e in ogni caso nei limiti dei regolamenti dell’Unione europea in materia di aiuti “de minimis”. Per il 2020, pertanto, è venuto meno il presupposto dell’incremento minimo dell’1 per cento dell’investimento pubblicitario, rispetto all'investimento dell’anno precedente, quale requisito per l’accesso all'agevolazione.

Si ricorda inoltre che il beneficio è stato esteso anche agli investimenti sulle emittenti televisive nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.

06/08/2020 - DECRETO "RILANCIO", AGEVOLAZIONI

Superbonus 110% anche per gli interventi effettuati su fabbricati rurali. Pronto il decreto con i requisiti tecnici News

Possono usufruire del superbonus del 110 per cento:

  1. le persone fisiche, enti ed associazioni di cui all'art. 5 del Tuir, non titolari di reddito d'impresa, purché sostengano le spese relative agli interventi ammessi, su edifici esistenti, parti di edifici esistenti oppure su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali. Si può trattare di immobili posseduti o detenuti;
  2. i soggetti titolari di reddito d'impresa che sostengono le spese per i medesimi interventi;
  3. gli Iacp (Istituti autonomi case popolari).

Lo prevede il decreto “Requisiti tecnici” - firmato ieri dal Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli - con il quale sono stati definiti gli interventi che rientrano nelle agevolazioni ecobonus, bonus facciate e superbonus al 110%, i costi massimali per singola tipologia di intervento e le procedure e le modalità di esecuzione dei controlli a campione. Il tecnico incaricato di curare l’intervento dovrà asseverare la spesa, verificandola con i prezziari delle Regioni e delle Province autonome ovvero con i prezzi riportati nelle guide edilizie, altrimenti dovrà effettuare una propria valutazione analitica, anche sui prezzi indicati dal decreto.

La misura è stata introdotta dall'art. 119 del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34 , convertito con modifiche dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77 ).

Con il presente decreto si completa la disciplina dell'agevolazione, dopo la pubblicazione del decreto "Assseverazioni" , firmato lo scorso 5 agosto da Patuanelli, con cui sono stati approvati i modelli e le modalità di trasmissione dell’asseverazione necessaria per poter usufruire del “superbonus” del 110 per cento per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici.

06/08/2020 - DECRETO "RILANCIO", AGEVOLAZIONI

Superbonus 110% , l'asseverazione va trasmessa entro 90 giorni dal termine dei lavori. Firmato il decreto con la modulistica News

Ai fini della fruizione del cosiddetto “superbonus” del 110 per cento, riconosciuto dall'art. 119, commi 1 e 2 , del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34 , convertito con modifiche dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77 ), l'asseverazione da parte del tecnico abilitato dev'essere compilata on-line nell'apposito portale di Enea, utilizzando gli appositi modelli.

La stampa del modello compilato, debitamente firmata in ogni pagina e timbrata sulla pagina finale con il timbro professionale, dev'essere digitalizzata e trasmessa ad Enea Enea attraverso il medesimo sito. L'asseverazione va trasmessa entro 90 giorni dal termine dei lavori, in caso di asseverazioni che facciano riferimento a lavori conclusi.

È quanto prevede il decreto "Asseverazioni”, firmato ieri dal Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Il provvedimento precisa inoltre quanto segue:

  1. il tecnico abilitato è tenuto ad allegare, a pena di invalidità dell’asseverazione, una copia della polizza di assicurazione, che costituisce parte integrante del documento di asseverazione, nonché una copia del documento di riconoscimento;
  2. il massimale della polizza è adeguato al numero delle asseverazioni rilasciate e all’ammontare degli importi degli interventi oggetto delle asseverazioni. A tal fine, il tecnico abilitato dichiara che il massimale della polizza di assicurazione allegata all’asseverazione è adeguato. In ogni caso, il massimale della polizza non può essere inferiore a 500mila euro;
  3. a seguito dell'invio, il tecnico abilitato riceve una ricevuta di avvenuta trasmissione, che riporta il codice univoco identificativo attribuito dal sistema;
  4. ferme restando le sanzioni penali previste in presenza di reati, nei confronti dei soggetti che rilasciano attestazioni ed asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 2mila a 15mila euro per ciascuna attestazione infedele resa.

La misura prevede anche l'emanazione del decreto “Requisiti tecnici”, destinato alla definizione dei requisiti tecnici che devono soddisfare gli interventi che beneficiano delle agevolazioni, dei massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento, nonché delle modalità di esecuzione di controlli a campione, sia documentali che in situ.

04/08/2020 - MANOVRA ESTIVA

Decreto di Agosto, spunta lo “sconto” al ristorante News

Uno “sconto” del 20 per cento, con un tetto massimo, sulle spese sostenute nei ristoranti da settembre a dicembre 2020. La disposizione, secondo alcune anticipazioni trapelate sinora, potrebbe essere prevista nel decreto-legge di Agosto, al fine di incentivare i consumi in uno dei settori più colpiti dalla crisi economica determinata dal Covid-19. Interessati dalla misura i ristoranti, ma anche agriturismi e tavole calde. 

Al momento non si conoscono nel dettaglio le modalità di riconoscimento del bonus. Il rimborso della spesa sostenuta, con pagamento tramite carta o bancomat, potrebbe essere accreditata direttamente sul conto corrente o mediante una App dedicata. 

In materia fiscale, si ricordano inoltre le novità anticipate dal Ministro delle Finanze, Roberto Gualtieri:

  • alcune misure incentivanti i pagamenti elettronici e digitali, tra cui il bonus per il pagamento tramite Pos di una serie di servizi in settori particolarmente colpiti dalla crisi (abbigliamento, elettrodomestici, alla ristorazione);
  • l'ulteriore differimento dopo la metà di ottobre dei termini per la ripresa della riscossione attualmente fissati al 31 agosto;
  • proroga della sospensione dei versamenti per Tosap-Cosap fino al 31 dicembre 2020;
  • la ricalendarizzazione delle scadenze relative ai versamenti tributari e contributivi sospesi tra marzo e maggio nella fase di emergenza, “prevedendo la possibilità di rateizzare il debito fiscale su un orizzonte temporale definito in modo da assicurare che per il 2020 si riduca sensibilmente il peso dell'onere”.

04/08/2020 - "DECRETO DI AGOSTO"

All'esame del Governo il bonus per i pagamenti con il Pos News

Il cosiddetto “decreto di Agosto” - che probabilmente il Consiglio dei Ministri approverà nei prossimi giorni – potrebbe contenere anche una misura finalizzata ad incentivare, fino a dicembre 2020, il pagamento tramite Pos di una serie di servizi in settori particolarmente colpiti dalla crisi economica per Coronavirus, dall'abbigliamento, agli elettrodomestici, alla ristorazione, stimolando nel contempo l'utilizzo di pagamenti elettronici.

Ancora da definire nel dettaglio quali saranno gli acquisti incentivati, se sono previsti limiti di reddito per usufruire dell'agevolazione e quale sarà il funzionamento del meccanismo di sconto del bonus bancomat, se attraverso una card o mediante rimborsi diretti ai contribuenti.

Nell'ambito delle misure per disincentivare l'utilizzo del contante, si ricorda che l'art. 22 del decreto di accompagnamento alla Manovra 2020 (D.L. 26 ottobre 2019, n. 124 , convertito con modifiche dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157 ), ha introdotto un credito d’imposta a favore degli esercenti attività d’impresa, arte o professioni, pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate:

  • mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione di cui all’art. 7, comma 6 , del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605;
  • mediante altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili.

La norma precisa inoltre che:

  1. ai fini dell’agevolazione, rilevano le commissioni addebitate agli esercenti in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali a partire dal 1° luglio 2020;
  2. il credito è riconosciuto a condizione che gli esercenti, nel corso dell’anno d’imposta precedente a quello di riferimento, abbiano conseguito ricavi e compensi per un importo non superiore a 400mila euro;
  3. gli operatori che mettono a disposizione degli esercenti i sistemi di pagamento di cui sopra, sono tenuti a trasmettere telematicamente all'Agenzia delle Entrate le informazioni necessarie a controllare la spettanza del credito d'imposta.

Con il Provvedimento direttoriale 29 aprile 2020, n. 181301/2020 , l’Agenzia delle Entrate ha definito i termini, le modalità e il contenuto delle citate comunicazioni. In particolare:

  1. sono tenuti ad effettuare la comunicazione in esame i prestatori di servizi di pagamento autorizzati che svolgono la propria attività in Italia e che, mediante un contratto di convenzionamento, consentono l’accettazione dei pagamenti elettronici effettuati in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti dei consumatori finali, anche prevedendo la messa a disposizione degli esercenti di sistemi atti a consentire tale accettazione;
  2. devono essere trasmessi i seguenti dati:
    - codice fiscale dell’esercente;
    - mese e anno di addebito;
    - numero totale delle operazioni di pagamento effettuate nel periodo di riferimento;
    - numero totale delle operazioni di pagamento riconducibili a consumatori finali nel periodo di riferimento;
    - importo delle commissioni addebitate per le operazioni di pagamento riconducibili a consumatori finali;
    - ammontare dei costi fissi periodici che ricomprendono un numero variabile di operazioni in franchigia anche se includono il canone per la fornitura del servizio di accettazione;
  3. i dati devono essere trasmessi entro il 20° giorno del mese successivo al periodo di riferimento.