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14/04/2021 - ADEMPIMENTI

Studi associati di commercialisti: dal Fisco chiarimenti su invio telematico delle dichiarazioni e visto di conformità News

L’associazione che si compone di professionisti (avvocati e commercialisti) iscritti ai rispettivi albi professionali e che si avvale per il servizio di trasmissione telematica di una società di servizi contabili, il cui capitale sociale è interamente posseduto dai propri associati iscritti all’albo dei dottori commercialisti, può chiedere l’abilitazione all’invio telematico delle dichiarazioni, a prescindere dalla sua reale composizione interna: lo ha affermato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’istanza di interpello 13 aprile 2021, n. 245 .

Nel documento è stato peraltro specificato quanto segue:

  1. tale associazione non può apporre il visto né trasmettere dichiarazioni vistate, mancando il requisito del controllo da parte dei soggetti indicati all’art. 3, comma 3 , lettere a) e b), del D.P.R. 322/1998;
  2. a loro volta, i commercialisti associati possono non chiedere una propria partita Iva ed utilizzare la partita Iva dell’associazione per l’esercizio della professione ma, nelle attività connesse al visto di conformità (tenuta della contabilità e trasmissione telematica della dichiarazione vistata), non possono ricorrere ai servizi dell’associazione, “visto che non hanno il controllo della stessa”. Diversamente, possono utilizzare la società di servizi le cui quote sono possedute dai commercialisti stessi;
  3. relativamente alla possibilità per gli associati di utilizzare la garanzia dell’associazione o della società di servizi, valgono i chiarimenti forniti con la Circolare n. 28/E/2014 .

Si ricorda che, ai sensi dell’art. 3, comma 3 , del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, ai soli fini della presentazione delle dichiarazioni in via telematica tramite Entratel, si considerano soggetti incaricati della trasmissione delle stesse:

  1. gli iscritti agli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro;
  2. i soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle Camere di Commercio, in possesso di laurea in Giurisprudenza o in Economia e Commercio o equipollenti o diploma di ragioneria;
  3. le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori di cui all’art. 32, comma 1 , lettere a), b) e c), del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, nonché quelle che associano soggetti appartenenti a minoranze etnico-linguistiche;
  4. i Caf imprese, lavoratori dipendenti e pensionati;
  5. gli altri incaricati individuati con apposito decreto ministeriale.

A tal fine, rientrano tra “gli altri incaricati individuati”:

  1. le associazioni e società semplici costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni in cui almeno la metà degli associati o dei soci è costituita da soggetti indicati all’art. 3, comma 3 , lettere a) e b), del D.P.R. 322/1998;
  2. le società commerciali di servizi contabili le cui azioni o quote siano possedute per più della metà del capitale sociale da soggetti di cui alla norma citata al punto precedente;
  3. i soggetti “che esercitano abitualmente l’attività di consulenza fiscale”;
  4. le società tra professionisti (Stp) di cui all’art. 10 della Legge 12 novembre 2011, n. 183;
  5. le “associazioni tra avvocati” e le “società tra avvocati” di cui agli articoli 4 e 4-bis della Legge 31 dicembre 2012, n. 247.

13/04/2021 - DECRETO "SOSTEGNI", AGEVOLAZIONI

Contributi a fondo perduto: istituiti i codici tributo News

Con la Risoluzione 12 aprile 2021, n. 24/E , l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per l'utilizzo in compensazione del contributo a fondo perduto previsto dall'art. 1 del decreto “Sostegni” (D.L. 22 marzo 2021, n. 41 ), nonché per la restituzione spontanea del contributo non spettante.

Si tratta in particolare dei seguenti codici:

CODICI TRIBUTO

DENOMINAZIONE

UTILIZZO

MODELLO

6941

“Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni – credito d’imposta da utilizzare in compensazione - art. 1 DL n. 41 del 2021”

Utilizzo in compensazione del contributo a fondo perduto (1) (2) (3)

F24

8128

“Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni – Restituzione spontanea - CAPITALE – art. 1 DL n. 41 del 2021”

Restituzione spontanea del contributo non spettante (4)

 

Versamento dei relativi interessi e sanzioni

F24 Versamenti con elementi identificativi (F24 ELIDE)

8129

“Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni – Restituzione spontanea – INTERESSI – art. 1 DL n. 41 del 2021”

8130

“Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni –Restituzione spontanea – SANZIONE – art. 1 DL n. 41 del 2021”

(1) Qualora il contribuente abbia scelto tale modalità di fruizione.
(2) L’ammontare del contributo utilizzabile in compensazione può essere consultato nella sezione “Cassetto fiscale”, accessibile dall’area riservata del dell’Agenzia delle entrate, al link “Crediti IVA / Agevolazioni utilizzabili”.
(3) Se l’ammontare del contributo utilizzato in compensazione, anche tenendo conto di precedenti fruizioni, risulta superiore all’importo riconosciuto, il modello F24 è scartato.
(4) Erogato mediante accredito su conto corrente o utilizzato in compensazione.

Si ricorda che è possibile presentare la domanda fino al prossimo 28 maggio, mediante il desktop telematico o trasmettendo on-line, tramite il servizio web presente sul portale Fatture e Corrispettivi, l’apposito modello disponibile sul sito dell’Agenzia.

È possibile utilizzare le credenziali Spid, Cie o Cns o quelle rilasciate dall’Agenzia delle Entrate; è possibile anche l’invio tramite gli intermediari delegati per il Cassetto fiscale o per il servizio di consultazione delle fatture elettroniche o specificatamente incaricati per la richiesta di contributo.

12/04/2021 - AGEVOLAZIONI

Incentivi all'autoimprenditorialità: domande dal 19 maggio News

Con la Circolare 8 aprile 2021, n. 117378 , il Ministero dello Sviluppo economico ha fornito chiarimenti in merito ai termini e alle modalità di presentazione delle domande di accesso agli incentivi previsti per la creazione di micro e piccole imprese competitive, a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile, ai sensi del D.M. 4 dicembre 2020 , emanato in attuazione dell'art. 29, commi 1 e 2 , del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, e dell’art. 1, comma 90 , lettera d), della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di Bilancio 2020).

In particolare:

AMMISSIBILI ANCHE LE CONSULENZE SPECIALISTICHE

SOGGETTI AMMESSI

Possono accedere ai contributi in esame:

1. le imprese:

  • costituite da non più di 60 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
  • di micro e piccola dimensione, secondo la classificazione contenuta nell’Allegato I al Regolamento GBER;
  • costituite in forma societaria;
  • in cui la compagine societaria sia composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni oppure da donne;

2. le persone fisiche che intendono costituire un’impresa purché, nella configurazione approvata in fase di valutazione, facciano pervenire la documentazione necessaria a comprovare l’avvenuta costituzione dell’impresa e il possesso dei requisiti richiesti per l’accesso alle agevolazioni.

SOGGETTI NON AMMESSI

Non possono accedere ai contributi in esame:

  • le imprese controllate - ai sensi dell’art. 2359 c.c. - da soci controllanti imprese che abbiano cessato, nei 12 mesi precedenti la data di presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni, un’attività analoga a quella cui si riferisce la domanda di agevolazione;
  • le iniziative riconducibili ai settori della produzione primaria dei prodotti agricoli di cui all’allegato I del TFUE, carboniero relativamente agli aiuti per agevolare la chiusura di miniere di carbone non competitive, di cui alla decisione 2010/787/UE del Consiglio;
  • le attività connesse all’esportazione verso Paesi terzi o Stati membri.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammesse, per un importo non superiore a 1.500.000,00 euro (al netto di Iva) le spese relative all’acquisto di beni materiali e immateriali e servizi necessari alle finalità del programma, sostenute dall’impresa successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione o dalla data di costituzione della società nel caso in cui la domanda di agevolazione sia presentata da persone fisiche.

Tali spese riguardano:

  • opere murarie ed assimilate, comprese quelle riferibili ad opere di ristrutturazione dell’unità produttiva oggetto di intervento;
  • macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica, compresi quelli necessari per l’erogazione di servizi con la formula della sharing economy, purché strettamente necessari all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata, dimensionati alla effettiva produzione ed identificabili singolarmente;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa, compresi quelli connessi alle tecnologie e alle applicazioni emergenti di intelligenza artificiale, blockchain e internet of things;
  • acquisto di brevetti o acquisizione di relative licenze d’uso;
  • consulenze specialistiche;
  • oneri notarili connessi alla stipula del contratto di finanziamento ed eventualmente oneri connessi alla costituzione della società.

TERMINI

Le domande potranno essere presentate a partire dal 19 maggio 2021.

09/04/2021 - IMPRESE, PROFESSIONISTI

Agenzia delle Entrate: “Decreto Sostegni, partiti i contributi a fondo perduto” News

“Sono partiti gli ordinativi di pagamento delle prime 600mila istanze presentate sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate per un importo complessivo di 1.907.992.796 euro a favore delle imprese destinatarie dei sostegni che hanno presentato la domanda entro la mezzanotte del 5 aprile 2021”: lo ha reso noto ieri l’Agenzia delle Entrate attraverso un comunicato stampa.

Nel documento si sottolinea inoltre che “I contribuenti coinvolti vedranno accreditarsi le somme direttamente sul conto corrente indicato nella domanda oppure potranno usare l’importo riconosciuto in compensazione”.

Si ricorda che è possibile presentare la domanda fino al prossimo 28 maggio, mediante il desktop telematico o trasmettendo on-line, tramite il servizio web presente sul portale Fatture e Corrispettivi, l’apposito modello disponibile sul sito dell’Agenzia. È possibile utilizzare le credenziali Spid, Cie o Cns o quelle rilasciate dall’Agenzia delle Entrate; è possibile anche l’invio tramite gli intermediari delegati per il Cassetto fiscale o per il servizio di consultazione delle fatture elettroniche o specificatamente incaricati per la richiesta di contributo.

Per quanto attiene all’ambito applicativo della misura, la norma precisa quanto segue:

  1. sono ammessi alla misura in esame i titolari di partita Iva, residenti o stabiliti in Italia, che:
    • svolgono attività di impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 10 milioni nel secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore del decreto, oppure
    • producono reddito agrario ex art. 32 del Tuir;
  2. il contributo non spetta invece:
    • ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 23 marzo 2021;
    • ai soggetti che hanno attivato la partita Iva dopo la medesima data;
    • agli enti pubblici di cui all’art. 74 del Tuir;
    • agli intermediari finanziari e alle società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del Tuir;
  3. al contributo sono ammessi anche gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo Settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali;
  4. il contributo spetta qualora l’ammontare medio mensile di fatturato/corrispettivi del 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile di fatturato/corrispettivi del 2019. A tal fine, rileva la data di effettuazione delle operazioni.

08/04/2021 - FISCO UE

E-commerce, al via le semplificazioni per gli scambi fino a 150 euro News

Nell’ambito della disciplina relativa al commercio elettronico, fino all’entrata in vigore del “pacchetto Iva” i soggetti che introducono in Italia merci non unionali, relative a spedizioni di “valore trascurabile” destinate a privati, originate da transazioni commerciali derivanti da vendite a distanza di beni mediante l’uso di una interfaccia elettronica (quale un mercato virtuale - marketplace, una piattaforma, un portale internet o mezzi analoghi), potranno accedere a procedure dichiarative a dati ridotti a seguito di un’apposita autorizzazione: lo ha precisato l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con la Determinazione direttoriale 6 aprile 2021, n. 100615/RU .

Al riguardo si precisa quanto segue:

  1. ai fini della determinazione del “valore trascurabile” rilevano due differenti soglie (22 e 150 euro);
  2. i soggetti autorizzati, successivamente ai previsti controlli di sicurezza, potranno effettuare le formalità dichiarative in procedura ordinaria presso luogo approvato, indicando, al campo 33 del DAU, il codice convenzionale 9990 9909 00 anziché lo specifico codice di nomenclatura combinata identificativo della merce introdotta;
  3. sono comunque escluse dal regime semplificato in esame le spedizioni che contengono i prodotti alcolici, i profumi e l’acqua da toeletta, i tabacchi e i prodotti del tabacco;
  4. i soggetti autorizzati sono iscritti in un apposito elenco, istituito presso la Direzione Dogane e denominato “e-commerce P4I” (platform for import), in sezioni distinte in base alla categoria di soggetto autorizzato (Corrieri Espresso - Altri operatori economici) e con l’indicazione della soglia di riferimento (22 o 150 euro);
  5. ai fini del rilascio dell’autorizzazione prodromica all’iscrizione all’Elenco nella sezione di interesse il soggetto presenta istanza entro e non oltre 15 giorni dalla pubblicazione della presente Determinazione presso l’Ufficio delle dogane competente sul luogo di tenuta delle scritture contabili principali ai fini doganali;
  6. successivamente al rilascio dell’autorizzazione sono previsti monitoraggi periodici, con cadenza almeno mensile, anche presso il soggetto autorizzato;
  7. la Determinazione Direttoriale in esame - che sostituisce la Determinazione 6 ottobre 2020, n. 344910/RU - cesserà di avere effetto a decorrere dalla data di entrata in vigore del richiamato “pacchetto Iva”.