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20/06/2019 - DICHIARAZIONI, VERIFICHE FISCALI

Approvati i criteri da utilizzare nel controllo dei 730/2019 con esito a rimborso News

Emanato il provvedimento direttoriale n. 207079/2019 con il quale l'Agenzia delle Entrate ha approvato i criteri per individuare gli elementi di incoerenza ai fini dei controlli dei 730/2019 con esito a rimborso.

Si tratta in particolare dei seguenti criteri:

  1. scostamento per “importi significativi” dei dati indicati nei modelli di versamento, nelle certificazioni uniche e nelle dichiarazioni dell’anno precedente;
  2. presenza di altri elementi di “significativa incoerenza” rispetto ai dati inviati da enti esterni o a quelli esposti nelle certificazioni uniche;
  3. presenza di situazioni di rischio individuate in base alle irregolarità verificatesi negli anni precedenti.

Si ricorda che ai sensi dell'art. 5, comma 3-bis , del D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175, introdotto dall’art. 1, comma 949 , della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016), in caso di presentazione della dichiarazione direttamente o tramite il sostituto d'imposta che presta l’assistenza fiscale, con modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata che incidono sulla determinazione del reddito o dell'imposta e che presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri pubblicati con apposito provvedimento, ovvero determinano un rimborso di importo superiore a 4mila euro, l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli preventivi, in via automatizzata o mediante verifica della documentazione giustificativa, entro quattro mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, oppure dalla data della trasmissione, se questa è successiva a tale termine.

Il rimborso che risulta spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle entrate non oltre il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione (o dalla data di invio, se questo è successivo a tale termine).

Con il medesimo provvedimento, inoltre, viene precisato che la verifica preventiva debba avvenire con modalità di cooperazione con l’Inps: le Entrate, quindi, applicano quanto disposto dal Provvedimento 12 marzo 2019 , secondo cui l’Inps riceve direttamente dai Caf e dai professionisti abilitati i risultati contabili (modelli 730-4) relativi alle dichiarazioni presentate dai contribuenti.

19/06/2019 - DECRETO "CRESCITA"

Al 31 dicembre le dichiarazioni Imu e Tasi News

Passerà dal 30 giugno al 31 dicembre il termine per la presentazione delle dichiarazioni relative all'Imu e alla Tasi: lo prevede un emendamento al decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34 ), approvato dalle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera.

Sono stati infatti modificati:

  1. l'art. 13, comma 12-ter , primo periodo, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modifiche dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214 ;
  2. l'art. 1, comma 684 , della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di Stabilità 2014).

Il provvedimento deve ora passare all'esame dell'Aula di Montecitorio, per poi essere votato dal Senato.

Per effetto di un altro emendamento, inoltre, sarà integralmente deducibile da Ires e Irpef l'Imu dovuta sui beni strumentali delle imprese a partire dall'anno d'imposta 2023: viene dunque nuovamente modificato l'art. 14, comma 1 , del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23. Si ricorda che la misura era già stata elevata al 40 per cento dall'art. 1, comma 12 , della legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145) e, successivamente, ulteriormente aumentata dal decreto "Crescita" nella versione originaria nelle seguenti misure:

  • al 50 per cento per il 2019;
  • al 60 per cento per il biennio 2020-2021;
  • al 70 per cento dal 2022.

Tra le novità più rilevanti per la semplificazione degli adempimenti - già votati dalla Camera lo scorso maggio in sede di esame della proposta di legge sulle semplificazioni fiscali e ora confluiti nel decreto "Crescita" - si segnalano le seguenti:

NOVITÀ SEMPLIFICAZIONI FISCALI

FATTURA ELETTRONICA

Emissione della fattura elettronica entro 12 giorni (invece degli attuali 10) dall'effettuazione dell'operazione.

COMUNICAZIONI PERIODICHE IVA

Possibilità per i contribuenti interessati di presentare entro il 28 febbraio la dichiarazione annuale Iva (in luogo del 30 aprile): in tale ipotesi, i contribuenti sono esonerati dall’obbligo di presentazione della comunicazione periodica Iva relativa al quarto trimestre (la cui scadenza è fissata al 28 febbraio). Restano fermi gli ordinari termini di versamento dell’Iva dovuta in base alle dichiarazioni periodiche.

CORRISPETTIVI TELEMATICI

Prevista una moratoria sulle sanzioni (per i primi 6 mesi) per i soggetti obbligati, a partire dal 1° luglio 2019, all'invio telematico dei corrispettivi, semprechè la trasmissione dei dati venga effettuata entro un mese dall’operazione e che tale ritardo non incida sulla liquidazione Iva di periodo.

REGISTRI CONTABILI

Tenuta in in formato elettronico, senza trascrizione su supporti cartacei se stampati a seguito di richiesta degli organi di controllo.

CESSIONE DEI CREDITI IVA TRIMESTRALI

Estensione ai crediti d’imposta chiesti a rimborso in sede di dichiarazione trimestrale della disciplina prevista dall’art. 5, comma 4-ter , del D.L. n. 70/1988 in relazione alla cedibilità dei crediti chiesti a rimborso in sede di dichiarazione annuale. La disposizione si applicherà ai crediti chiesti a rimborso a partire dal 2020.

DICHIARAZIONI DEI REDDITI

Differimento dal 30 settembre al 30 novembre per la trasmissione telematica della dichiarazione dei redditi.

DELEGA CUMULATIVA DEGLI ADEMPIMENTI

Delega cumulativa al professionista a trasmettere le dichiarazioni e i dati delle comunicazioni.

ROTTAMAZIONE CARTELLE

Riapertura dei termini della "rottamazione-ter" (art. 3 , D.L. n. 119/2018) e del "saldo e stralcio" (art. 1, commi 184  e ss., legge n. 145/2018). Per entrambe si potrà presentare domanda entro il 31 luglio 2019.

F24

Estensione, a partire dal 2020, del pagamento tramite compensazione alle tasse scolastiche e concessioni governative.

TASI IMMOBILI MERCE

Esenzione Tasi, a partire dal 2022, per le imprese di costruzione relativamente agli immobili destinati alla vendita e non locati.

ISA

Ai fini della compilazione degli Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscale), non dovranno più essere dichiarati dal contribuente i dati già contenuti in altri quadri dei modelli di dichiarazione dei redditi. La nuova disposizione si applicherà dal 2020.

CEDOLARE SECCA

Abrogazione delle sanzioni per mancata comunicazione della proroga dell’applicazione della cedolare secca.

OBBLIGO DI INVITO AL CONTRADDITTORIO

Introduzione dell’obbligo in capo all’Agenzia delle Entrate di notificare un invito a comparire (finalizzato all’avvio del procedimento di definizione dell’accertamento) prima dell’emissione di un avviso di accertamento. 

18/06/2019 - REGIMI AGEVOLATI

Regime forfetario non applicabile quando si ha notizia del superamento del limite reddituale News

Non è applicabile il regime forfetario previsto dall’art. 1, commi 54 e seguenti, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, al soggetto esercente una nuova professione a cui, al momento della dichiarazione di inizio attività, era già noto il superamento della soglia reddituale di 65.000 euro, avendo avuto notizia del dispositivo esecutivo di una sentenza che gli riconosceva un corrispettivo superiore ai limiti di adesione.

Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risposta ad istanza di interpello n. 195 del 17 giugno 2019 , con cui ha ricordato che il soggetto esercente una nuova professione deve dichiarare esplicitamente di presumere il non raggiungimento della soglia di euro 65.000 in relazione al primo periodo d’imposta in cui troverebbe applicazione il regime forfetario (Circolare 4 aprile 2016, n. 10/E ).

Nel caso esaminato, l’Agenzia ritiene che tale presunzione non possa essere manifestata dall’istante al momento della dichiarazione di inizio attività, avendo quest’ultimo avuto notizia, in tempi precedenti, del dispositivo esecutivo della sentenza che gli riconosceva un corrispettivo superiore ai limiti di adesione al regime forfettario.

Di conseguenza, non si ritiene applicabile al caso di specie il regime forfettario ed i compensi percepiti a seguito della sentenza devono essere assoggettati ad IVA.

17/06/2019 - DECRETO "CRESCITA"

ISA: in arrivo la proroga dei versamenti delle imposte al 30 settembre. Soddisfazione del Cndcec News

Presso le Commissioni Bilancio e Finanze della Camera è stato approvato un emendamento al decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34 ) che dispone il differimento dal 1° luglio al 30 settembre 2019 dei termini di versamento delle imposte per i soggetti che applicano gli Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscale).

Gli effetti della norma - qualora venga approvata in via definitiva dal Parlamento - sono importanti in quanto a tale adempimento sono interessate le partite Iva assoggettate alle nuove pagelle fiscali, ai fini del versamento delle imposte derivanti dai modelli Redditi, Iva e Irap. 

Dovrebbero risultare esclusi dalla proroga, invece, i soggetti a cui non si applicano gli Isa e quelli che hanno optato per il regime forfettario.

La proposta ha ricevuto immediatamente il plauso del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili: il presidente, Massimo Miani, ha infatti sottolineato “la sensibilità per le difficoltà manifestate dalla professione dimostrata in questo frangente da esponenti governativi e parlamentari, nonché dal Mef e dai vertici dell’Agenzia delle Entrate”.

La proroga - ha aggiunto Miani - "concede una boccata d’ossigeno ai nostri colleghi ed è tanto più apprezzabile perché, una volta tanto, arriva non all’ultimo minuto ma con congruo anticipo".

Più freddo il commento di ADC e ANC. Con un comunicato stampa congiunto le due sigle indicano come "sia opportuno prevedere per l’anno d’imposta 2018 la disapplicazione degli indici ISA". Per i Presidenti di ADC e ANC, infatti, "la sospensione dell’applicazione per il 2018 sarebbe la sola misura in grado di arginare pienamente i disagi fino ad oggi determinati dalle inefficienze dell’Amministrazione Finanziaria".

Nei giorni scorsi il Ministro Tria aveva firmato il decreto che dispone la proroga al 22 luglio del citato termine del 1° luglio (con la possibilità di effettuare il versamento entro il 21 agosto con la maggiorazione dello 0,40 per cento), che dovrebbe ritenersi a questo punto superato.

In merito agli Isa si ricorda quanto segue:

  1. ai sensi dell’art. 9-bis, comma 11 , del D.L. n. 50/2017, è riconosciuto uno specifico regime premiale a favore dei contribuenti nei cui confronti si applicano gli ISA. In particolare, sono previsti i seguenti benefici:
    1. esonero dall’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione annuale per la compensazione di crediti per un importo non superiore a:
      • 50mila euro annui relativamente all’Iva;
      • 20mila euro annui relativamente alle imposte dirette e all’Irap;
    2. esonero dall’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione annuale o dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva per un importo non superiore a 50mila euro annui;
    3. inapplicabilità della disciplina sulle società non operative (di cui all'art. 30 , Legge 23 dicembre 1994, n. 724);
    4. esclusione dell'accertamento induttivo;
    5. anticipazione di almeno un anno, con graduazione in funzione del livello di affidabilità, dei termini di decadenza per gli accertamenti fiscali;
    6. esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo (di cui all’art. 38 , D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600), a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda di 2/3 il reddito dichiarato;
  2. in attuazione del richiamato art. 9-bis, commi 12 e 17 , del D.L. n. 50/2017, con il Provvedimento direttoriale 10 maggio 2019, n. 126200 , l'Agenzia delle Entrate ha dettato le regole per l'applicazione dei nuovi Indici sintetici di affidabilità, disciplinando - per il periodo d’imposta 2018 - le condizioni in presenza delle quali sono applicabili i benefici riconosciuti dal medesimo articolo.

17/06/2019 - DECRETO "CRESCITA"

Slitta di un anno la “nuova” mini-Ires News

Per effetto delle ultime modifiche apportate dalle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera al disegno di legge C. 1807, di conversione del Decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34 ), slitta di un anno la riduzione dell'aliquota Ires sugli utili reimpiegati in azienda: la nuova versione della norma dispone in particolare che il regime in esame si applichi a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022.

L'aliquota sarà ridotta:

  • di 4 punti percentuali, a regime;
  • per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 e per i tre successivi, rispettivamente, di 1,5 punti percentuali, di 2,5 punti percentuali e di 3,5 punti percentuali.

A tal fine la norma precisa quanto segue:

  1. l'agevolazione è riconosciuta per un importo pari agli utili di esercizio accantonati a riserve, diverse da quelle di utili non disponibili, nei limiti dell'incremento di patrimonio netto;
  2. l'incremento di patrimonio netto è dato dalla differenza tra i seguenti elementi:
    - patrimonio netto risultante dal bilancio di esercizio del periodo d'imposta di riferimento, senza considerare il risultato netto del conto economico dell'esercizio medesimo, al netto degli utili accantonati a riserva agevolati nei periodi d'imposta precedenti;
    - patrimonio netto risultante dal bilancio di esercizio del periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2018, senza considerare il patrimonio netto del conto economico dell'esercizio stesso.

Si ricorda che contestualmente è stata soppressa la mini-Ires, introdotta dall'art. 1, commi da 28 a 34 , della legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145 ).

Confermata inoltre la reintroduzione del superammortamento nella misura del 130 per cento per gli investimenti effettuati a decorrere dal 1° aprile 2019, con consegna del bene entro il 30 giugno 2020. La maggiorazione, peraltro, potrà essere utilizzata soltanto per investimenti in beni materiali strumentali nuovi (esclusi i veicoli e altri mezzi di trasporto), per la quota di investimento di importo non superiore a 2,5 milioni di euro.