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13/10/2019 - IVA

Corrispettivi, nuovi obblighi solo dal 1° gennaio 2020 per i distributori automatici a “chiavetta” News

Sono esclusi dagli obblighi di memorizzazione e di invio telematico dei corrispettivi i distributori automatici forniti in comodato d'uso, che erogano prodotti attraverso chiavette o abbonamenti acquistati presso la reception della struttura che li ospita: lo ha affermato l'Agenzia delle Entrate con la Risposta all'istanza di interpello 11 ottobre 2019, n. 413 .

Per il Fisco, infatti, detti apparecchi non possono essere considerati vending machine, in quanto non incassano direttamente il denaro occorrente per l'acquisto del prodotto (mancano infatti le “periferiche di pagamento”).

Tale interpretazione è in linea con la Risoluzione 5 aprile 2017, n. 44/E , che escludeva dall'obbligo di cui all'art. 2, comma 2 , del D.Lgs. 127/2015, i distributori meccanici “privi di una scheda elettronica che controlla l'erogazione - diretta o indiretta - e memorizza le somme incassate”.

A decorrere dal 1° gennaio 2020, ai fini della certificazione dei corrispettivi per le operazioni di cui all'art. 22 del D.P.R. 633/1972 sarà obbligatoria la trasmissione telematica ex art. 2, comma 1 , del D.Lgs. 127/2015, in sostituzione:

  1. della registrazione di cui all'art. 24 del decreto Iva;
  2. degli obblighi di certificazione fiscale di cui all'art. 12, comma 1 , della Legge 30 dicembre 1991, n. 413, e al D.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696 .

Si ricorda che per effetto del Provvedimento direttoriale 30 giugno 2016 :

  1. per “vending machine” si intende un apparecchio automatizzato che eroga prodotti e servizi su richiesta dell'utente, previo pagamento di un corrispettivo;
  2. la vending machine è costituita da una o più “periferiche di pagamento” che controllano uno o più apparecchi erogatori. Le periferiche di pagamento controllano l'erogazione di beni e servizi di una vending machine mediante un “sistema master”, che registra ogni somma incassata dalle periferiche di pagamento;
  3. è considerata periferica di pagamento anche la cosiddetta “torre di ricarica”, apparecchio mediante il quale, previo pagamento di una determinata somma, è possibile generare un credito, utilizzabile mediante una “chiavetta” o altro apparecchio mobile, per l'erogazione di beni e servizi da vending machine.

Alla luce del richiamato disposto normativo, l'Agenzia delle Entrate ha precisato che si può definire vending machine qualsiasi apparecchio che eroga beni e servizi - direttamente (ad esempio, cibi e bevande) o indirettamente (ad esempio, gettoni da inserire in altri apparecchi per farli funzionare o ricarica di chiavette, card) - ed è costituito almeno dalle seguenti componenti hardware, tra loro collegate:

  1. uno o più sistemi di pagamento;
  2. un sistema elettronico (“sistema master”) costituito da una o più schede dotate di processore, capace di memorizzare ed elaborare dati al fine di erogare il bene o servizio selezionato;
  3. un erogatore di beni e servizi, cioè l'insieme dei meccanismi che consentono l'erogazione del bene o servizio selezionato.

10/10/2019 - VERSAMENTI

Va recuperato a tassazione il credito Inps maturato dal contribuente rientrante nel regime forfetario News

Il contribuente rientrante nel regime forfettario, che nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta 2017 ha maturato un credito Inps (utilizzato in compensazione con l'F24 nel 2018) è tenuto - ai soli fini della determinazione del reddito da assoggettare ad imposta sostitutiva secondo il citato regime forfetario - a rettificare il contributo previdenziale dedotto nel periodo d'imposta precedente e a recuperarlo a tassazione nel periodo d'imposta successivo, indicandolo al rigo LM35 del quadro LM.

È quanto chiarito dall'Agenzia delle Entrate con la Risposta all'istanza di interpello 9 ottobre 2019, n. 400 .

Si ricorda che il regime agevolato in esame - disciplinato dall'art. 1, commi 54 e seguenti, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) e modificato dall'art. 1, commi da 9 11 e da 17 a 22 , della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019) - è precluso anche alle seguenti tipologie di contribuenti:

  1. persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva o di regimi forfetari;
  2. soggetti non residenti, a eccezione di quelli residenti in uno Stato UE o aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono in Italia redditi che costituiscono almeno il 75 per cento del reddito complessivamente prodotto;
  3. soggetti che, in via esclusiva o prevalente, effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’art. 10, comma 1 , n. 8), del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, o di mezzi di trasporto nuovi di cui all’art. 53, comma 1 , del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito con modifiche dalla Legge 29 ottobre 1993, n. 427 ;
  4. esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano - contemporaneamente all’esercizio dell’attività - a società di persone, ad associazioni o imprese familiari di cui all’art. 5 del Tuir, oppure che controllano (anche indirettamente) srl o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche riconducibili (seppur indirettamente) a quelle svolte dalle partite Iva destinatarie del nuovo regime forfettario.

09/10/2019 - VERSAMENTI

Pagamento cartelle, addio al bollettino RAV News

Ai fini del pagamento delle cartelle, il bollettino RAV sarà gradualmente sostituito dal nuovo modulo di pagamento “pagoPA”: lo ha reso noto Agenzia delle Entrate-Riscossione attraverso un comunicato stampa diffuso ieri.

Il documento sottolinea al riguardo che “L’adozione del modulo di pagamento pagoPA rappresenta un ulteriore passo in avanti nell’ambito del percorso di innovazione intrapreso da Agenzia delle Entrate-Riscossione per offrire servizi sempre più accessibili, tempestivi e facili da utilizzare”.

Il nuovo servizio, in particolare, permette di trovare rapidamente le informazioni di cui il contribuente ha bisogno, di aggiornare l'importo dovuto alla data del versamento e include il QR code per pagare facilmente anche attraverso lo smartphone.

Come con il bollettino Rav, si può pagare online oppure presso Poste, banche, tabaccherie e tutti gli altri canali aderenti al nodo pagoPa, portando con sé il modulo di pagamento inserito in cartella.

Si precisa peraltro che i bollettini RAV collegati a comunicazioni già inviate (ad esempio per la “rottamazione-ter” delle cartelle) potranno continuare ad essere utilizzati per il pagamento. Lo stesso vale per quelle comunicazioni che verranno ancora inviate con i Rav fino alla conclusione della fase di passaggio a pagoPA.

Nel dettaglio, il nuovo modulo di pagamento pagoPA contiene due sezioni da utilizzare alternativamente in base al canale di pagamento scelto:

  1. sezione per “Banche e altri canali”, con un QR code e un codice CBILL;
  2. sezione per i pagamenti presso “Poste Italiane” caratterizzato dal riquadro Data Matrix.

Il codice modulo di pagamento di 18 cifre consente il collegamento alla cartella o all’atto ricevuto.

Il modulo è stampato in modalità fronte/retro per essere utilizzato sia per il pagamento in unica soluzione sia per il versamento in più rate in base allo specifico documento a cui sarà allegato (cartella, rateizzazione).

I contribuenti potranno continuare ad utilizzare i canali di pagamento fisici e telematici attualmente abilitati (sito, app, banche, poste, tabaccai, ricevitorie, bancomat, sportelli), versando l’importo dovuto con carta di credito o di debito, addebito in conto corrente o con le altre modalità previste. Inoltre:

  1. per il pagamento presso gli sportelli fisici - posta, banca o agli sportelli dell’Agenzia di Riscossione - si consegnerà il modulo pagoPA all’operatore, che utilizzerà la sezione con i dati riferiti al canale di pagamento scelto;
  2. per il pagamento tramite i servizi telematici - come il portale dell’Ente di Riscossione o l’home banking - si dovrà inserire il “Codice modulo di pagamento” di 18 cifre e l’importo da pagare riportati nel modulo pagoPA;
  3. per il pagamento con smartphone e tablet tramite app dovrà essere inquadrato il QR Code o il Data Matrix (i codici sono rappresentati sul modulo da un codice a barre quadrato) e il sistema identificherà subito il versamento da effettuare.

08/10/2019 - ADEMPIMENTI

Tra i corrispettivi da inviare alle Entrate anche gli importi relativi ai tickets restaurant News

Tra i corrispettivi che devono essere trasmessi in via telematica all'Agenzia delle Entrate sono compresi anche gli importi dei tickets restaurant, anche se devono essere fatturati alla società emittente: lo ha precisato l'Agenzia con la Risposta all'istanza di interpello 7 ottobre 2019, n. 394 .

Nell'occasione, è stato confermato che è solo con il pagamento del controvalore dei tickets da parte della società emittente o con l'emissione della fattura - se antecedente il pagamento - che si realizza, ai sensi dell'art. 6 del D.P.R. n. 633/1972, l'esigibilità dell'Iva e, ai fini delle imposte sul reddito, la rilevanza del ricavo. Tale principio - precisa la risposta delle Entrate - sarà tenuto presente in caso di disallineamento tra i dati trasmessi telematicamente e l'imposta liquidata periodicamente.

Per quanto riguarda invece la vendita dei biglietti e degli abbonamenti degli autobus, è stato precisato che l’esercente non è tenuto a emettere il “documento commerciale” all’atto della cessione dei titoli di trasporto, in quanto il suo corrispettivo del rivenditore è costituito dall’aggio, da documentare con separata fattura nei confronti del gestore del servizio.

Pertanto per tali importi i registratori di cassa non prevedono un apposito sistema di memorizzazione.

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. ai sensi dell'art. 2, comma 1 , del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127, a decorrere dal 1° gennaio 2020 i soggetti che effettuano le operazioni di cui all'art. 22 del decreto Iva saranno tenuti a memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente all'Agenzia delle Entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri;
  2. la norma dispone inoltre che i citati adempimenti sostituiscono gli obblighi di registrazione di cui all'art. 24, primo comma , del medesimo D.P.R. n. 633/1972;
  3. nei confronti dei soggetti con un volume d'affari superiore a 400mila euro, le regole in esame sono entrate in vigore lo scorso 1° luglio;
  4. con il Provvedimento direttoriale 28 ottobre 2016, n. 182017  (modificato dal Provvedimento 18 aprile 2019, n. 99297 ), sono state definite le informazioni da trasmettere, le regole tecniche, gli strumenti tecnologici nonché i termini per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri.

07/10/2019 - IVA, ADEMPIMENTI

Consultazione delle proprie fatture elettroniche emesse e ricevute: fino al 31 ottobre è possibile aderire al nuovo servizio News

L’Agenzia delle Entrate ricorda che sarà disponibile fino al prossimo 31 ottobre - sul portale “Fatture e corrispettivi” - la funzionalità di adesione al servizio di consultazione delle fatture elettroniche.

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. tale termine è stato fissato dall’Agenzia delle Entrate con il Provvedimento 30 maggio 2019, n. 164664 ;
  2. tale possibilità è estesa ai consumatori finali: a tal fine, l’adesione al servizio dev’essere sottoscritta all’interno dell’area riservata di Fisconline;
  3. in caso di mancata adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici entro il 31 ottobre, l’operatore non potrà più consultare le sue fatture elettroniche (emesse e ricevute) e l’Agenzia procederà alla cancellazione dei file xml memorizzati entro il 30 dicembre 2019, ovvero entro 60 giorni;
  4. in caso di adesione al servizio di consultazione, invece, viene stabilito che i file xml saranno consultabili fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quella di ricezione della fattura elettronica da parte del Sistema di Interscambio e saranno poi cancellati entro i 60 giorni successivi al termine del periodo di consultazione (in luogo dei 30 giorni inizialmente previsti);
  5. è possibile recedere dal servizio;
  6. attraverso un’apposita FAQ (n. 125), l’Agenzia delle Entrate ha precisato che “la mancata adesione al servizio di ‘Consultazione’ non rappresenterà di per sé un elemento di valutazione nell’ambito dell’attività di analisi del rischio condotta dall’Agenzia delle Entrate”.