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26/04/2019 - IVA, ADEMPIMENTI

Fattura elettronica, in ambito extra Ue la prova dell’esportazione è fornita dal documento informatico News

Il contribuente che effettua cessioni all'importazione non è tenuto ad emettere fattura elettronica, né ad effettuare la trasmissione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere, poiché le cessioni sono documentate con bollette doganali: lo ha confermato l'Agenzia delle Entrate con la risposta all'istanza di interpello 24 aprile 2019, n. 130 .

Nel documento si sottolinea peraltro che nella situazione descritta, il contribuente ha comunque la facoltà di emettere fattura elettronica nei confronti di un soggetto non residente, ai sensi del Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate 30 aprile 2018, n. 89757 , cioè tramite il Sistema di Interscambio (SdI), secondo le modalità previste per le fatture emesse nei confronti dei soggetti residenti, inserendo un codice destinatario convenzionale.

In merito all’obbligo di presentare la fattura in dogana, inoltre, si ricorda che, per effetto dell'entrata in vigore del Regolamento comunitario 18 dicembre 2006, n. 1875 , in ambito extra Ue la prova dell’esportazione è fornita, in sostituzione del visto sul documento cartaceo, dal documento informatico rilasciato dalla dogana con la procedura Documento di Accompagnamento all’Esportazione (Dae), che fornisce un codice Movement Reference Number (Mrn).

Il Dae viene rilasciato dalla dogana di esportazione allo spedizioniere o direttamente all’esportatore e accompagna la merce dalla dogana di esportazione fino alla dogana di uscita.

Pertanto non è più necessario che la dogana di uscita apponga materialmente sulla fattura il visto uscire, in quanto il medesimo è sostituito dal messaggio elettronico della dogana di uscita.

26/04/2019 - SANATORIE

“Saldo e stralcio”, domande entro martedì 30 aprile News

Scadrà alla fine del mese il termine di presentazione delle domande di accesso al “saldo e stralcio” delle cartelle, misura prevista dall'art. 1, commi da 184 a 199 , della legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145).

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. sono ammessi alla sanatoria in esame i debiti risultanti dai singoli carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali nonchè dai controlli di cui agli articoli 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 e 54-bis del D.P.R. n. 633/1972, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni;
  2. nella misura sono ricompresi anche i debiti derivanti dall’omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’Inps, ferme restando le altre condizioni previste dalla norma;
  3. alla misura possono accedere esclusivamente le persone fisiche che versano in una “grave e comprovata situazione di difficoltà economica”;
  4. sussiste una “grave e comprovata situazione di difficoltà economica” qualora l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) del nucleo familiare non sia superiore a 20mila euro. Versano inoltre in tale situazione i soggetti nei cui confronti sia stata aperta la procedura di liquidazione di cui all’art. 14-ter della Legge 27 gennaio 2012, n. 3;
  5. sono esclusi dalla sanatoria i debiti di cui all’art. 4 del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modifiche dalla Legge 17 dicembre 2018, n. 136 ;
  6. la domanda può essere presentata direttamente online dal contribuente. Questi i passaggi richiesti:
    1. accedere alla home page del portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it;
    2. entrare nella pagina dedicata al “Saldo e stralcio”;
    3. cliccare sul collegamento “Presenta la domanda online con il servizio web 'Faidate'”;
    4. compilare direttamente sullo schermo il modulo di adesione (modello SA-ST).

23/04/2019 - IMPOSTE DIRETTE

Ecobonus, stabilite le modalità di cessione anche per gli interventi su singole unità immobiliari News

L’art. 14, commi 2-ter e 2-sexies , del D.L. 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modifiche dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 , come da ultimo modificato dall’art. 1, comma 3  , lettera a), n. 5) e n. 9), della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018), ha esteso la possibilità di cedere il credito corrispondente a tutte le detrazioni disciplinate dall’art. 14  del medesimo D.L. n. 63/2013, compresa quella spettante per le spese sostenute per interventi effettuati sulle singole unità immobiliari.

Ora, in attuazione di tale norma è intervenuto il Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate 18 aprile 2019, n. 100372/2019 , che ha contestualmente approvato il Modello per la comunicazione della cessione del credito.

Quest'ultimo, in particolare, ha:

  1. stabilito le modalità di cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2019, per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati su singole unità immobiliari;
  2. disciplinato la cessione del credito relativo alla detrazione spettante per le spese sostenute dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2021 per gli interventi di riqualificazione energetica realizzati sulle parti comuni di edifici, diversi da quelli di cui all'art. 14, comma 2-quater , del D.L. n. 63/2013 nonché per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica, limitatamente alle zone sismiche 1, 2 e 3.

Per quanto riguarda in particolare, gli interventi effettuati sulle singole unità immobiliari, si prevede che:

  1. i soggetti che nell’anno precedente a quello di sostenimento delle spese sono possessori di redditi esclusi da Irpef, possono cedere il credito corrispondente alla detrazione a favore dei fornitori che hanno effettuato gli interventi oppure di altri soggetti privati, compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari;
  2. tutti gli altri soggetti beneficiari della detrazione diversi dai “no tax area”, possono cedere tale credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o di altri soggetti privati.

 

19/04/2019 - IRPEF

Non fa perdere la detrazione l'omesso o tardivo invio all'Enea dei dati relativi agli interventi edilizi News

L'art. 16, comma 2-bis , del D.L. 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modifiche dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90 – introdotto dall'art. 1, comma 3, lettera b), n. 4), della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di Bilancio 2018), impone - a decorrere dal 1° gennaio 2018 – l'invio all’Enea dei dati relativi a taluni interventi di recupero del patrimonio edilizio con riferimento ai quali spetta la detrazione, ai sensi dell’art. 16-bis del Tuir.

Al riguardo, con la Risoluzione 18 aprile 2019, n. 46/E l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che la mancata o tardiva trasmissione di tali informazioni non comporta la perdita del diritto alle detrazioni.

Tale conclusione appare in linea con la posizione assunta dal Ministero dello Sviluppo economico: con la Nota n. 3797/2019, infatti, era stato affermato che la trasmissione all’Enea delle informazioni concernenti gli interventi edilizi che comportano risparmio energetico - prevista dal citato comma 2-bis dell’art. 16 del D.L. n. 63/2013 – ancorchè obbligatoria per il contribuente, non determina, qualora non effettuata, la perdita del diritto alla detrazione.

Tale conclusione si fonda sulle seguenti circostanze:

  1. non è prevista alcuna sanzione nel caso non si provveda a tale adempimento;
  2. gli adempimenti obbligatori al fine di poter usufruire dell’agevolazione in esame sono stabiliti dal D.M. 18 febbraio 1998, n. 41 , il cui art. 4 contiene l'elenco tassativo dei casi di diniego della detrazione, tra i quali non è compresa la mancata o tardiva trasmissione;
  3. la perdita del diritto alla detrazione in caso di omessa o tardiva trasmissione, non è prevista neppure dal richiamato art. 16 del D.L. n. 63/2013.

Si ricorda infine che per consentire l'invio, è stato predisposto un sito web dedicato (https://detrazionifiscali.enea.it) mediante il quale effettuare, entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo, la trasmissione delle relative informazioni; poiché il sito è stato reso disponibile dal 21 novembre 2018, per gli interventi la cui data di fine lavori (o di collaudo) è compresa tra il 1° gennaio 2018 e il 21 novembre 2018, il termine dei 90 giorni decorre da tale ultima data. Successivamente, è stata disposta la proroga al 1° aprile 2019 dei termini previsti per la trasmissione dei dati per il 2018.

Per gli interventi ultimati dal 1° gennaio 2019 all’11 marzo 2019, invece, la comunicazione deve essere effettuata entro il 10 giugno 2019 (in quanto il 9 giugno cade di domenica). Per i lavori ultimati dal 12 marzo in poi la comunicazione deve avvenire entro 90 giorni dalla data di ultimazione lavori.

18/04/2019 - FATTURA ELETTRONICA, ADEMPIMENTI

Fattura elettronica, dal 31 maggio addio alle deleghe conferite tramite pec News

È stato emanato il Provvedimento direttoriale n. 96618 che - nell'ambito della disciplina relativa alla fatturazione elettronica - dispone, a decorrere dal 31 maggio 2019, la soppressione della procedura di invio delle deleghe mediante posta elettronica certificata.

Tale modalità era prevista dal punto 4.8 del Provvedimento direttoriale 5 novembre 2018, n. 291241 , il quale - successivamente modificato dal Provvedimento 21 dicembre 2018 - aveva definito nuove modalità per il conferimento/revoca delle deleghe per l’utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica.

In particolare, considerata la vasta platea dei soggetti coinvolti nel processo di fatturazione elettronica, è stato realizzato un servizio che consente agli intermediari di inviare, sia con modalità “massiva” che “puntuale”, una comunicazione telematica contenente i dati essenziali delle deleghe loro conferite, ai fini dell’attivazione automatica delle deleghe stesse, previa verifica di alcuni elementi.

Era stata inoltre prevista - in via transitoria - la possibilità, per i soggetti che possono autenticare la sottoscrizione della delega ai sensi dell’art. 63 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, di trasmettere tramite pec un file contenente gli elementi essenziali delle deleghe conferite, nonché la copia delle deleghe cartacee, che gli stessi sono tenuti ad acquisire preventivamente e conservare, in originale, al fine di consentire gli opportuni controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Attraverso un comunicato stampa del 20 dicembre 2018 , l'Agenzia delle Entrate aveva sottolineato che al fine di attivare le deleghe ricevute dai contribuenti, “la strada più veloce per gli intermediari è utilizzare le procedure web rese disponibili” dalla stessa Amministrazione fiscale.

In particolare, l'intermediario può utilizzare sia il servizio web “puntuale”, sia il servizio “massivo”, che consente di trasmettere con un unico file le richieste di attivazione di tutte le deleghe ricevute.

In questi casi l’attivazione è automatica e avviene entro due giorni dalla richiesta, senza necessità di recarsi presso gli uffici dell’Agenzia o di inviare pec.