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09/04/2019 - ADEMPIMENTI

Regole antiriciclaggio dalla Banca d'Italia, entro il 1° giugno la policy aziendale News

È stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale il provvedimento 26 marzo 2019 della Banca d'Italia contenente nuove norme in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l'utilizzo degli intermediari a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

Il provvedimento, in particolare:

  1. attua il D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 , come modificato dal D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90 , di recepimento della cosiddetta “quarta direttiva antiriciclaggio”;
  2. fornisce indicazioni in merito a requisiti, procedure, sistemi di controllo e funzioni del punto di contatto centrale, conformemente a quanto indicato dal Regolamento delegato della Commissione europea 7 maggio 2018, n. 1108/2018;
  3. recepisce gli orientamenti congiunti delle Autorità di vigilanza europee adottati il 22 settembre 2017, che tra l'altro definiscono le misure che i prestatori di servizi di pagamento adottano per individuare dati informativi mancanti o incompleti relativi all'ordinante o al beneficiario.

I destinatari sono tenuti ad adeguarsi alle nuove norme entro il 1° giugno 2019. A partire dal 1° gennaio 2020 si applicheranno:

  1. l'obbligo per gli organi aziendali di definire e approvare una policy motivata che indichi le scelte del destinatario in materia di assetti organizzativi, procedure e controlli interni, adeguata verifica e conservazione dei dati;
  2. l'obbligo, per le capogruppo, di istituire una base informativa comune;
  3. l'obbligo di condurre un esercizio di autovalutazione dei rischi di riciclaggio.

Entro il 30 aprile 2020 dovranno essere trasmessi alla Banca d'Italia i risultati dell'esercizio di autovalutazione relativo al 2019.

08/04/2019 - AGEVOLAZIONI

Con la rottamazione del vecchio veicolo contributi fino a 6mila euro News

Per l'acquisto (anche in leasing) e l'immatricolazione in Italia di un veicolo agevolabile di categoria M1, sono riconosciuti i seguenti contributi:

ACQUISTO

CON ROTTAMAZIONE (1)

SENZA ROTTAMAZIONE

Veicolo agevolabile che produce emissioni di CO2 non superiori a 20 g/km

6.000 euro

4.000 euro

Veicolo agevolabile che produce emissioni di CO2 superiori a 20 g/km e non superiori a 70 g/km

2.500 euro

1.500 euro

(1) Qualora, contestualmente all'acquisto, si consegni per la rottamazione un veicolo immatricolato in Italia della medesima categoria omologato alle classi Euro 1, 2, 3 e 4.

Per l'acquisto (anche in leasing) e l'immatricolazione in Italia di un veicolo agevolabile a due ruote, qualora contestualmente si consegni per la rottamazione un veicolo immatricolato in Italia delle medesime categorie omologato alle classi Euro 0, 1, 2, è riconosciuto un contributo statale pari al 30 per cento del prezzo d'acquisto del veicolo (Iva esclusa) fino a un massimo di 3.000 euro.

E' quanto prevede il D.M. 20 marzo 2019 , emanato dal Ministero dello Sviluppo economico in attuazione dell'art. 1, commi 1031-1039 e 1057-1062 , della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019).

Il riconoscimento dei contributi di cui sopra è peraltro subordinato alla sussistenza delle seguenti condizioni:

  1. alla data di acquisto del nuovo veicolo, il veicolo consegnato per la rottamazione dev'essere intestato da almeno 12 mesi allo stesso soggetto intestatario del nuovo  veicolo (per l'acquisto di un veicolo di categoria M1, il “vecchio” veicolo può risultare intestato anche ad un familiare convivente alla stessa data). In caso di leasing del veicolo nuovo, il veicolo consegnato per la rottamazione dev'essere intestato, da almeno 12 mesi, al soggetto utilizzatore del suddetto veicolo (o a un familiare convivente in caso di acquisto di un veicolo di categoria M1);
  2. nell'atto di acquisto si deve dichiarare che il veicolo consegnato è destinato alla rottamazione e va indicata la misura dello sconto praticato;
  3. nell'atto di acquisto dev'essere indicata la misura dello sconto praticato.

05/04/2019 - DECRETO CRESCITA

Via libera al Decreto Crescita, taglio Ires sugli utili reinvestiti News

Sopressione della mini-Ires e contestuale introduzione di un'agevolazione Ires finalizzata ad incentivare il reimpiego degli utili in azienda: è quanto prevede una norma del “decreto crescita”, approvato "salvo intese" nella serata di ieri, 4 aprile 2019, dal Consiglio dei Ministri .

In particolare, è prevista una riduzione progressiva dell'aliquota -  dal 22,5 fino al 20 per cento a regime - sugli utili reinvestiti, a prescindere dalla loro destinazione specifica, nelle seguenti misure:

  • 22,5% per l’anno 2019;
  • 21,5% per il 2020;
  • 20,5% per il 2021;
  • 20% dal 2022 a regime.

A tal fine la norma dispone quanto segue:

  1. l'agevolazione è riconosciuta per un importo pari agli utili di esercizio accantonati a riserve, diverse da quelle di utili non disponibili, nei limiti dell'incremento di patrimonio netto;
  2. l'incremento di patrimonio netto è dato dalla differenza tra i seguenti elementi:
    - patrimonio netto risultante dal bilancio di esercizio del periodo d'imposta di riferimento, senza considerare il risultato netto del conto economico dell'esercizio medesimo, al netto degli utili accantonati a riserva agevolati nei periodi d'imposta precedenti;
    - patrimonio netto risultante dal bilancio di esercizio del periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2018, senza considerare il patrimonio netto del conto economico dell'esercizio stesso.

Si ricorda che la mini-Ires era stata introdotta dall'art. 1, commi da 28 a 34 , della legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145).

Tra le misure più attese anche la deducibilità dell’Imu pagata sugli immobili strumentali dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo - che sale dal 40 al 50% nel 2019 e all’60% dal 2020  - e la reintroduzione del superammortamento nella misura del 130 per cento per gli investimenti in beni strumentali nuovi (con esclusione dei veicoli) effettuati a decorrere dal 1° aprile 2019 al 31 dicembre 2019, ovvero entro il 30 giugno 2020, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione. La maggiorazione, peraltro, potrà essere utilizzata soltanto per la quota di investimenti di importo non superiore a 2,5 milioni di euro. 

Il decreto-legge in commento prevede inoltre la possibilità di accedere al Patent Box mediante la determinazione diretta del beneficio. La norma dispone inoltre che in caso di rettifica del reddito escluso da imposizione, la sanzione per infedele dichiarazione non si applichi qualora – nel corso della verifica – il contribuente consegni al Fisco la documentazione idonea a consentire il riscontro della corretta determinazione della quota di reddito escluso. 

Seguirà un provvedimento attuativo dell'Agenzia delle Entrate.

04/04/2019 - RISCOSSIONE, SCADENZE

“Saldo e stralcio”, domande entro il 30 aprile News

Scadrà alla fine del mese di aprile il termine di presentazione delle domande di accesso al “saldo e stralcio” delle cartelle, misura prevista dall'art. 1, commi da 184 a 199 , della legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145).

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. sono ammessi alla sanatoria in esame i debiti risultanti dai singoli carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali nonchè dai controlli di cui agli articoli 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 e 54-bis del D.P.R. n. 633/1972, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni;
  2. sono ricompresi anche i debiti derivanti dall’omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’Inps, ferme restando le altre condizioni previste dalla norma;
  3. alla misura possono accedere esclusivamente le persone fisiche che versano in una “grave e comprovata situazione di difficoltà economica”;
  4. sussiste una “grave e comprovata situazione di difficoltà economica” qualora l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) del nucleo familiare non sia superiore a 20mila euro. Versano inoltre in tale situazione i soggetti nei cui confronti sia stata aperta la procedura di liquidazione di cui all’art. 14-ter della Legge 27 gennaio 2012, n. 3;
  5. sono esclusi dalla sanatoria i debiti di cui all’art. 4 del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modifiche dalla Legge 17 dicembre 2018, n. 136 ;
  6. la domanda può essere presentata direttamente online dal contribuente. Questi i passaggi richiesti:
    1. accedere alla home page del portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it;
    2. entrare nella pagina dedicata al “Saldo e stralcio”;
    3. cliccare sul collegamento “Presenta la domanda online con il servizio web 'Faidate'”;
    4. compilare direttamente sullo schermo il modulo di adesione (modello SA-ST).

03/04/2019 - IVA

Gli adempimenti richiesti per le cessioni a privati consumatori extraUe News

Ai sensi dell'art. 38-quater del D.P.R. n. 633/1972, i privati consumatori, domiciliati o residenti al di fuori dell’Unione europea, possono acquistare in Italia beni per uso personale o familiare, destinati ad essere esportati nei propri bagagli personali, per un importo superiore a 154,94 euro (Iva inclusa), senza dover corrispondere la relativa imposta o, in caso di pagamento dell’imposta, con diritto al successivo rimborso.

La norma, in particolare, prevede due modalità operative alternative di applicazione dell’Iva:

Le DUE POSSIBILITÀ

REGIME di NON IMPONIBILITÀ (emissione della fattura senza Iva) – comma 1

In tal caso:

  • l’agevolazione viene concessa direttamente dal cedente nazionale, il quale provvede ad emettere fattura senza applicazione dell’Iva scorporandola direttamente dal prezzo di vendita al pubblico ed indicando sulla fattura gli estremi del passaporto (o di altro documento equipollente) del cessionario;
  • un esemplare della fattura consegnata al cessionario estero deve ritornare, vistato dall’Ufficio doganale di uscita dalla Ue, al cedente nazionale entro il quarto mese successivo all’effettuazione dell’operazione;
  • il trasporto dei beni fuori dall’Unione europea deve avvenire, nel bagaglio personale del cessionario, entro il terzo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione;
  • se i beni non sono esportati o il cedente non riceve l’esemplare della fattura vistato dalla dogana, deve procedere, entro il mese successivo, a regolarizzare l’operazione;
  • la regolarizzazione consiste nell’emissione di un’apposita nota di variazione ai sensi dell’art. 26 del D.P.R. n. 633/1972.

APPLICAZIONE dell’IVA con SUCCESSIVO RIMBORSO della STESSA - comma 2

In tal caso:

  • il cedente nazionale addebita in rivalsa l’Iva al momento dell’acquisto, per poi procedere con la restituzione del tributo al viaggiatore extra-Ue nel momento in cui questi dimostri l’uscita dei beni dal territorio comunitario entro il terzo mese successivo e restituisca l’esemplare vistato della fattura;
  • il cedente nazionale ha diritto di recuperare l’Iva mediante l'emissione di una nota di variazione in diminuzione, ai sensi dell’art. 26 del DPR n. 633/1972, e l'annotazione della corrispondente variazione nel registro di cui all’art. 25 del medesimo decreto.

Nell’ambito della procedura tramite rimborso si possono inserire dei soggetti intermediari denominati società di “tax refund”: tali società anticipano l’Iva al viaggiatore.

Dal 1°settembre 2018, l’emissione delle fatture relative alle cessioni in esame dev'essere effettuata dal cedente in modalità elettronica (art. 4-bis, comma 1 , del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, modificato dall’art. 1, comma 1088 , della legge 27 dicembre 2017, n. 205 – Legge di Bilancio 2018), tramite il sistema OTELLO 2.0 (Online tax refund at exit: light lane optimization).