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16/07/2020 - NUOVE LEGGI

Il decreto “Rilancio” è legge, votata dal Senato l'approvazione definitiva News

Il D.L. 19 maggio 2020 n. 34 (decreto “Rilancio) conclude l’iter parlamentare e diventa legge con l’approvazione definitiva del Senato che, nella seduta del 16 luglio 2020, ha votato la fiducia al Governo con 159 voti favorevoli e 121 contrari sul testo del provvedimento licenziato dalla Camera lo scorso 9 luglio. Per l’entrata in vigore delle disposizioni si attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Numerose le novità inserite in sede di conversione, di cui si ricordano alcune tra le più rilevanti:

  • l'estensione della detrazione del 110% sulle spese di efficientamento energetico, di cui all'art. 119 del D.L. n. 34/2020, anche alle seconde case, comprese le villette a schiera, ma con esclusione delle abitazioni signorili, ville o castelli e palazzi di eminente pregio artistico e storico, appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A. Il superbonus può essere usufruito solo per gli interventi effettuati su un massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni, senza limitazioni, per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell'edificio. Tra i soggetti beneficiari vengono inoltre ricompresi le Onlus, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale, nonché le associazioni e società sportive dilettantistiche limitatamente ai lavori sugli immobili adibiti a spogliatoi degli atleti. Sono stati inoltre rivisti i limiti di spesa degli interventi finalizzati al risparmio energetico che vengono rimodulati in massimali diversi, invece del precedente tetto unico di spesa di 60 mila euro ad unità immobiliare, a seconda della tipologia di intervento e al numero di unità immobiliari che compongono l’edificio;

  • l'ampliamento dei soggetti beneficiari del credito d'imposta locazioni, previsto dall'art. 28  del D.L. n. 34/2020, sul canone mensile di locazione, di leasing o di concessione di immobili adibiti ad uso non abitativo, destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all'esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. In sede di conversione in legge del decreto è stato infatti disposto che il credito d’imposta viene riconosciuto:
    • anche in assenza del requisito del calo del fatturato, ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, nonché ai soggetti che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di Comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza da Covid-19;
    • alle imprese esercenti attività di commercio al dettaglio, con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, nelle misure del 20 per cento e del 10 per cento (invece che del 60 e del 30 per cento); 
    • alle strutture alberghiere e agrituristiche, ed ora anche alle agenzie di viaggio e turismo e ai tour operator, indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente;
    • in caso di locazione, il conduttore può cedere il credito d’imposta al locatore, previa sua accettazione, in luogo del pagamento della corrispondente parte del canone.

  • lo stanziamento di ulteriori 30 milioni a favore del credito d’imposta per la mancata partecipazione a fiere, riconosciuto dall’art. 49 del decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34 , convertito con modifiche dalla Legge 28 giugno 2019, n. 58 ), per le spese sostenute dalle imprese per la partecipazione a fiere e manifestazioni commerciali all’estero che siano state disdette in ragione dell’emergenza Covid-19. Tali somme aggiuntive sono destinate alle imprese diverse dalle piccole e medie imprese e agli operatori del settore fieristico, con riferimento al ristoro dei danni prodotti dall’annullamento o dalla mancata partecipazione a fiere e manifestazioni commerciali in Italia;

  • la concessione di contributi a fondo perduto, nel limite di spesa complessivo di 5 milioni di euro per l’anno 2020, a favore dell’industria del tessile, della moda e degli accessori a livello nazionale, con particolare riguardo alle start-up che investono nel design e nella creazione. Viene inoltre previsto il riconoscimento di un credito d'imposta alle imprese del settore tessile, della moda, della produzione calzaturiera e della pelletteria e degli accessori, al fine di contenere gli effetti negativi sulle rimanenze finali di magazzino. Il contributo spetta nella misura del 30 per cento del valore delle rimanenze finali di magazzino di cui all’art. 92, comma 1 , del Tuir, eccedente la media del medesimo valore registrato nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso alla data di entrata in vigore del D.P.C.M. 9 marzo 2020 ;

  • il rinvio del termine per la nomina degli organi di controllo o del revisore nelle Srl e nelle società cooperative costituite al 16 marzo 2019; in particolare, si prevede lo spostamento della scadenza all'approvazione dei bilanci relativi all'esercizio 2021 (è stato infatti modificato l'art. 379, comma 3 , del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza – D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 ).

16/07/2020 - ADEMPIMENTI

Esclusa la nota di variazione per “correggere” l'aliquota Iva applicata in misura ordinaria a più prestazioni News

Con la Risposta all’istanza di interpello 14 luglio 2020, n. 216 , l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla possibilità di effettuare una nota di variazione in presenza di un acconto riferito a più prestazioni soggette di per sé ad aliquote Iva differenti.

Nel caso in cui non sia possibile ripartire tra le diverse prestazioni gli importi incassati a titolo di acconto, e pertanto sia stata applicata l’aliquota Iva ordinaria, per l’Agenzia non è stato commesso alcun errore. Comunque, anche qualora fosse stato commesso un errore, quest’ultimo avrebbe potuto essere corretto entro il termine di un anno, oltre il quale non è più possibile effettuare una nota di variazione.

Si ricorda che:

  1. ai sensi dell’art. 26, comma 2 , del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, può essere emessa nota di variazione anche in caso di “mancato pagamento in tutto o in parte a causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive individuali rimaste infruttuose”. Il diritto alla variazione è pertanto subordinato alla “infruttuosità” delle procedure esecutive individuali o concorsuali, e non al mero avvio delle stesse (Risposta all’istanza di interpello 7 febbraio 2020, n. 33 );
  2. i termini per poter esercitare la detrazione dell’Iva (previa emissione della nota di variazione) decorrono dalla data del provvedimento con il quale il giudice dell’esecuzione approva il piano di riparto da cui risulta l’infruttuosità della procedura (Risposta 30 gennaio 2020, n. 17 ). In particolare:
    1. ai sensi dell’art. 19 del decreto Iva, come modificato dall’art. 2, comma 1 , del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modifiche dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96 , il diritto alla detrazione dell’Iva relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto e alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo;
    2. con la Circolare 17 gennaio 2018, n. 1/E , fu affermato che, per quanto concerne le note di variazione in diminuzione, la nuova disciplina, contenuta nel D.L. 24 aprile 2017, n. 50 , si applica alle note di variazione emesse dal 1° gennaio 2017, sempreché i relativi presupposti si siano verificati a decorrere dalla medesima data.

15/07/2020 - EMERGENZA CORONAVIRUS, "FASE 2"

Prorogate le misure anti-Covid fino al 31 luglio. In Gazzetta Ufficiale il nuovo D.P.C.M. News

È stato pubblicato nella notte in Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto del Presidente del Consiglio che proroga fino al 31 luglio 2020 le misure per il contenimento del virus Covid-19, disposte con il D.P.C.M. 11 giugno 2020 in scadenza ieri.

Tra le principali misure prorogate al 31 luglio, elencate dal ministro della Salute Roberto Speranza nell'intervento di ieri in Senato:

  • l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi;
  • l’obbligo di rispettare i protocolli di sicurezza definiti per la riapertura dei luoghi di lavoro;
  • il divieto di assembramenti;
  • le sanzioni penali per chi viola l'obbligo di quarantena;
  • il divieto di ingresso o la quarantena per chi arriva da Paesi extra UE e controlli più stringenti su porti e aeroporti.

Con il D.P.C.M. 14 luglio 2020 vengono altresì prorogate e aggiornate le "Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative della Conferenza delle Regioni e delle province autonome" e per il contenimento della diffusione del Covid-19 in materia di trasporto pubblico. Resteranno quindi in vigore, almeno fino a fine mese, gli obblighi previsti per le attività economiche e produttive, tra cui:

  • il divieto di assembramento, la disinfezione dei locali, il posizionamento di gel disinfettanti all'ingresso dei negozi;
  • per le attività di ristorazione, il distanziamento dei tavoli ad almeno un metro di distanza e la mascherina per i camerieri;
  • per quanto riguarda le spiagge e gli stabilimenti balneari, l'obbligo di mantenere il distanziamento tra gli ombrelloni e il divieto di praticare in spiaggia attività ludico-sportive che possano dar luogo ad assembramenti;
  • per i cinema e gli spettacoli dal vivo restano confermati i limiti di 200 spettatori al chiuso e 1.000, all'aperto, derogabili tuttavia dalle normative regionali.

Per quanto riguarda, in particolare, gli obblighi stabiliti per la riapertura di congressi e grandi eventi fieristici, sono confermate le regole relative a:

  • rilevazione della temperatura corporea all’ingresso;
  • distanza di sicurezza dai relatori e mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli ospiti;
  • obbligo di mascherine per tutti gli uditori e il personale addetto all'assistenza, per tutta la durata delle attività, e frequente igiene delle mani con soluzioni igienizzanti.

14/07/2020 - COMMERCIALISTI

Cndcec, Miani: “Necessario rinviare al 30 settembre le scadenze dei versamenti” News

“Essendo ormai imminente la scadenza del prossimo 20 luglio si rinnova formalmente e come urgente priorità di tutti gli oltre 118 mila iscritti al nostro Ordine professionale la richiesta di proroga al 30 settembre del termine per i versamenti relativi alle dichiarazioni dei redditi e dell’IRAP 2020”: è un passaggio della lettera inviata ieri dal presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Massimo Miani, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri.

I motivi per i quali il Cndcec torna a ribadire con forza, dopo i precedenti appelli delle scorse settimane, la necessità di rinviare i versamenti al 30 settembre - si legge nella nota stampa - è che gli studi professionali sono oberati di lavoro ed i contribuenti a corto di liquidità "in una fase che resta economicamente eccezionalmente complessa". Per Miani, inoltre, si tratta di una proroga che “è necessario disporre o quanto meno annunciare ufficialmente con il massimo anticipo possibile rispetto alla data del 20 luglio, risolvendosi altrimenti in un ingiustificato 'premio' ad esclusivo vantaggio dei contribuenti meno rispettosi delle scadenze”.

Si ricorda in proposito che un ordine del giorno approvato prima del voto finale con cui la Camera ha dato il via libera al decreto “Rilancio” (D.L. n. 34/2020 ), presentato dal vicepresidente della commissione Finanze Alberto Gusmeroli, ha previsto l'impegno dell’esecutivo ad adottare ogni iniziativa normativa che preveda la cancellazione, fino alla data del 30 settembre 2020, di eventuali sanzioni e interessi comminati per ritardati pagamenti di saldi 2019 e acconti 2020 Irpef e Ires, in considerazione dell’eccezionalità economica e congiunturale dei mesi post crisi pandemica.

L’atteso rinvio dei versamenti, dopo la mini-proroga al prossimo 20 luglio per i versamenti di giugno concessa con il D.P.C.M. 27 giugno 2020 , potrebbe essere recepita nel decreto “Semplificazioni” approvato “salvo intese" lo scorso 7 luglio.

 

13/07/2020 - DECRETO "RILANCIO", AGEVOLAZIONI

Tax credit sanificazione e adeguamento ambienti di lavoro, dal 20 luglio la comunicazione alle Entrate News

Pronto il modello e le istruzioni per poter fruire del credito d'imposta per l'adeguamento degli ambienti di lavoro, previsto dall'art. 120 del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34). La comunicazione delle spese ammissibili potrà essere effettuata in via telematica all'Agenzia delle Entrate dal 20 luglio 2020 al 30 novembre 2021.

Con riferimento al credito d'imposta riconosciuto per la sanificazione e l'acquisto di dispositivi di protezione (art. 125 del medesimo decreto), tale comunicazione potrà invece essere effettuata dal 20 luglio 2020 al 7 settembre 2020.

In particolare, in entrambi i casi i soggetti in possesso dei requisiti previsti per accedere al credito d’imposta comunicano all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle spese ammissibili sostenute fino al mese precedente alla data di sottoscrizione della comunicazione e l’importo che prevedono di sostenere successivamente, fino al 31 dicembre 2020.

A tal fine va utilizzato l'apposito modello approvato con il Provvedimento 10 luglio 2020, n. 259854/2020 . Contestualmente – con la Circolare 10 luglio 2020, n. 20/E – sono stati forniti importanti chiarimenti in merito agli incentivi fiscali in commento.

Alle medesime misure possono accedere:

  1. le persone fisiche e le associazioni di cui all’art. 5, comma 3 , lettera c), del Tuir che esercitano arti e professioni, producendo reddito di lavoro autonomo (ex art. 53 del Tuir);
  2. gli imprenditori individuali, le società in nome collettivo e le società in accomandita semplice che producono reddito d’impresa, a prescindere dal regime contabile adottato;
  3. i soggetti Ires di cui all’art. 73, comma 1 , lettere a) e b), del Tuir;
  4. le stabili organizzazioni di soggetti non residenti (ex art. 73, comma 1 , lettera d), del Tuir);
  5. i contribuenti forfettari ex art. 1, commi 54 e seguenti, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di Stabilità 2015);
  6. i soggetti rientranti nel regime di vantaggio ex art. 27, commi 1 e 2 , del D.L. 6 luglio 2011, n. 98;
  7. gli imprenditori e le imprese agricole, sia che determinino il reddito su base catastale, sia che producano reddito d’impresa;
  8. gli enti del Terzo Settore.