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31/05/2019 - IVA

Fatturazione elettronica, dalle Entrate chiarimenti sulle note di variazione News

Nell’ambito della disciplina dettata per la fatturazione elettronica, il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 30 aprile 2018, n. 89757 (modificato da ultimo dal Provvedimento n. 107524/2019 ) ha disposto che:

  1. da un lato, le regole tecniche previste per le fatture elettroniche “sono valide anche per le note emesse in seguito alle variazioni di cui all’art. 26 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (così dette note di credito o di debito)” (paragrafo 6.1);
  2. dall’altro, che “Le richieste del cessionario/committente al cedente/prestatore di variazioni di cui all’art. 26 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, non sono gestite dal SdI” (paragrafo 6.2).

Da tale disposto normativo, l’Agenzia delle Entrate (Risposta all’istanza di interpello 30 maggio 2019, n. 172 ) ha tratto la conseguenza che nelle operazioni tra soggetti passivi d’imposta o tra questi ultimi e i consumatori, lo SdI (Sistema di Interscambio) esclude qualsiasi “richiesta” - da intendersi come documento o nota - non espressamente prevista da una disposizione normativa: a tal fine si può fare l’esempio delle note di debito “anomale” del cessionario/committente, emesse in sostituzione delle note di variazione in diminuzione del cedente/prestatore, o di contestazioni sul contenuto dei documenti già trasmessi).

Per l’Agenzia, tuttavia, non vi ravvisano ostacoli a che le “note di debito” dei cessionari/committenti (analogiche o elettroniche extra SdI) vengano utilizzate ai fini delle imposte dirette per rettificare, esclusivamente sul piano finanziario, il documento originario, semprechè ciò avvenga in presenza di idonea documentazione e, quindi, che le citate note “si collochino in un completo e coerente quadro probatorio”.

Come suggerito dalle Entrate con la FAQ n. 27 del 27 novembre 2018, per la corretta esposizione della variazione di sola Iva, in caso di invio tramite SdI di una fattura con erronea indicazione della stessa, può essere utilizzata la "Fattura Semplificata" che permette l'inserimento dell'imposta senza valorizzare imponibile ed aliquota.

30/05/2019 - IVA, ADEMPIMENTI

Adesione al servizio di consultazione delle fatture elettroniche, rilascio previsto per il 31 maggio News

Secondo quanto disposto con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 107524 del 29 aprile 2019 , dovrebbe essere disponibile da domani, 31 maggio 2019, la funzionalità di adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici, prevista dal Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate 21 dicembre 2018, n. 524526 .

L'adesione potrà essere effettuata fino al 2 settembre 2019.

A tal fine si prevede che per il periodo previsto per effettuare l’adesione stessa (dal 31 maggio al 2 settembre 2019), l’Agenzia delle Entrate procederà alla temporanea memorizzazione dei file delle fatture elettroniche e le renderà disponibili in consultazione al cedente/prestatore, al cessionario/committente e agli intermediari da questi ultimi delegati.

È stato in tal senso modificato il Provvedimento direttoriale 30 aprile 2018, n. 89757 .

Si ricorda che - per effetto di quanto dispone il richiamato Provvedimento - ai fini della memorizzazione del file xml della fattura da parte dell’Agenzia delle Entrate, è sufficiente che l’adesione sia stata effettuata da una delle due parti del rapporto economico (cedente/prestatore o cessionario/committente), fermo restando che saranno resi disponibili in consultazione i file xml delle fatture elettroniche esclusivamente a chi abbia effettuato l'adesione al servizio.

Il documento dispone inoltre quanto segue:

  1. i file delle fatture elettroniche memorizzati sono comunque cancellati entro 30 giorni dal termine del periodo di consultazione (31 dicembre del secondo anno successivo a quello di ricezione da parte del Sistema di Interscambio – SdI);
  2. in assenza dell’adesione al servizio, l’Agenzia memorizzerà e rendera consultabile e scaricabile il file xml della fattura elettronica solo fino all’avvenuto recapito della stessa; una volta consegnata la fattura, saranno conservati esclusivamente i dati fiscalmente rilevanti di cui all’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972 (esclusi quelli di cui al comma 2 , lettera g), nonché i dati necessari a garantire il processo di fatturazione elettronica attraverso il SdI, compreso il codice hash che caratterizza univocamente il documento.

29/05/2019 - PROFESSIONISTI

Accordo Entrate-Cndcec per la condivisione dei dati degli iscritti e delle procure dei clienti News

L'Agenzia delle Entrate potrà acquisire in maniera veloce e sicura le informazioni sugli iscritti all’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (albo e sezione di appartenenza, provincia e stato iscrizione) e quelle relative alle procure conferite dai clienti per rappresentanza o assistenza; tali dati, quindi, non dovranno quindi più essere esibite su carta ad ogni accesso presso gli uffici.

È quanto prevede un accordo sottoscritto ieri dal direttore dall’Agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore e dal presidente del Cndcec, Massimo Miani.

In particolare, le comunicazioni relative alle domande di iscrizione, variazione e cancellazione nell'albo, che devono essere trasmesse in via telematica all'Anagrafe tributaria, potranno essere acquisite dall'Agenzia delle Entrate anche tramite il nuovo servizio, reso disponibile dal Cndcec.

Potranno inoltre essere inviati direttamente online - utilizzando il form allegato alla convenzione - i documenti relativi alle procura conferita dal contribuente al professionista iscritto all’albo (e di quelle relative ai dipendenti e ai collaboratori del medesimo professionista autorizzato) per lo svolgimento delle attività di rappresentanza o assistenza del proprio cliente presso gli uffici dell’Agenzia, eliminando la necessità di esibizione della procura in formato cartaceo ad ogni accesso.

La Convenzione, che rientra nell’ambito del Protocollo quadro stipulato il 3 maggio 2017, sarà valida per 3 anni e potrà essere rinnovata.

Le informazioni, spiega il comunicato delle Entrate, saranno trattate secondo i principi di liceità, necessità, correttezza, pertinenza e non eccedenza, esclusivamente per i fini dell’intesa e nel rispetto di quanto previsto dalle norme in materia di protezione dei dati personali.

28/05/2019 - PROFESSIONISTI

Assegni familiari, commercialisti abilitati ad inviare le domande News

“Gli iscritti agli Albi dei dottori commercialisti ed esperti contabili sono abilitati alla trasmissione all’INPS dei documenti relativi alla richiesta di assegni per il nucleo familiare (ANF) dei lavoratori amministrati”: lo ha reso noto il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili a seguito di un'apposita comunicazione ricevuta dal medesimo istituto previdenziale.

Al riguardo, si ricorda che:

  1. a decorrere dal 1° aprile 2019 le domande di assegno per il nucleo familiare dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo devono essere presentate direttamente all’Istituto di previdenza, esclusivamente in modalità telematica;
  2. con la Circolare 22 marzo 2019, n. 45 , l'Inps aveva precisato che la trasmissione di tali istanze potesse essere effettuato (esclusivamente in via telematica) dal lavoratore attraverso uno dei seguenti canali: web, tramite il servizio on-line dedicato, accessibile dal sito www.inps.it, se in possesso di PIN dispositivo, di una identità SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2 o CNS (Carta Nazionale dei Servizi), o dai Patronati e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, anche se non in possesso di PIN;
  3. con il Messaggio 5 aprile 2019, n. 1430 , l’Inps aveva chiarito che l’ente di patronato rappresenta l’unico intermediario abilitato all’inoltro della domanda di ANF per conto dei lavoratori, precludendo tale possibilità a commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro;
  4. nei giorni scorsi, tuttavia, l’Inps ha affermato che - ancorchè l'ordinamento attribuisca ai Patronati l'assistenza e la tutela dei lavoratori in materia assistenziale e previdenziale - nella specifica materia degli assegni familiari le prestazioni vengono corrisposte a cura del datore di lavoro.

Di conseguenza, l’Inps ritiene possibile ipotizzare la trasmissione all'Istituto delle domande dei lavoratori dipendenti da parte dei datori di lavoro o dei propri intermediari abilitati, tra cui anche i commercialisti.

27/05/2019 - SCADENZE

Versamenti, probabile la proroga al 22 luglio News

Sarebbe pronto il testo del decreto contenente lo slittamento dal 1° al 20 luglio - e quindi al 22, in quanto il 20 cadrà di sabato - del termine entro il quale le partite Iva dovranno effettuare i versamenti fiscali: in alternativa, semprechè il provvedimento venga emanato, sarà possibile effettuare detti pagamenti entro il 21 agosto, con la maggiorazione dello 0,40 per cento.

La misura era stata chiesta anche nelle ultime ore dai rappresentanti dei professionisti, preoccupati dai ritardi che stanno caratterizzando la messa a punto degli Isa. Una proroga ancora più ampia dei temini di versamento, al 30 settembre 2019, è stata chiesta dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, con una nota e due lettere inviate ai vertici del Ministero delle Finanze e dell'Agenzia delle Entrate, insieme alla richiesta di differimento al 31 ottobre 2019 del termine per effettuare l’adesione al nuovo servizio di “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici” e la conferma della possibilità di invio tramite Pec dei moduli di conferimento delle deleghe per l’utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica.

In aggiunta è arrivata la nota indirizzata al Garante del contribuente dall'Associazione italiana dottori commercialisti (AIDC) e dall’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (UNGDCEC) ai fini della disapplicazione degli Isa relativamente all'anno di imposta 2018.

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. ai sensi dell’art. 9-bis , comma 11, del D.L. n. 50/2017, è riconosciuto uno specifico regime premiale a favore dei contribuenti nei cui confronti si applicano gli ISA. In particolare, sono previsti i seguenti benefici:
    a. esonero dall’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione annuale per la compensazione di crediti per un importo non superiore a:
    - 50mila euro annui relativamente all’Iva;
    - 20mila euro annui relativamente alle imposte dirette e all’Irap;
    b. esonero dall’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione annuale o dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva per un importo non superiore a 50mila euro annui;
    c.inapplicabilità della disciplina sulle società non operative (di cui all'art. 30 , Legge 23 dicembre 1994, n. 724);
    d. esclusione dell'accertamento induttivo;
    e. anticipazione di almeno un anno, con graduazione in funzione del livello di affidabilità, dei termini di decadenza per gli accertamenti fiscali;
    f. esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo (di cui all’art. 38 , D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600), a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda di 2/3 il reddito dichiarato;
  2. in attuazione del richiamato art. 9-bis , commi 12 e 17, del D.L. n. 50/2017, con il Provvedimento direttoriale 10 maggio 2019, n. 12620 0, l'Agenzia delle Entrate ha dettato le regole per l'applicazione dei nuovi Indici sintetici di affidabilità, disciplinando - per il periodo d’imposta 2018 - le condizioni in presenza delle quali sono applicabili i benefici riconosciuti dal medesimo articolo.

Sono stati definiti, in particolare, i diversi punteggi in base ai quali è possibile accedere alle agevolazioni previste dalla legge. Il provvedimento in esame ha altresì definito le procedure cui devono attenersi i soggetti incaricati alla trasmissione telematica ai fini dell’acquisizione massiva dei dati.