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02/04/2019 - SANATORIE

Escluse dalla definizione agevolata le controversie relative a cartelle e avvisi di liquidazione News

Le controversie relative a cartelle di pagamento, avvisi di liquidazione e ruoli sono escluse dall'ambito applicativo della definizione agevolata delle liti pendenti, di cui agli articoli 6 e 7, commi 2 , lettera b), e 3 , del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modifiche dalla Legge 17 dicembre 2018, n. 136 : lo ha precisato l'Agenzia delle Entrate con la Circolare 1° aprile 2019, n. 6/E .

Si ricorda che la sanatoria in esame si applica alle controversie tributarie:

  1. nelle quali sia parte l’Agenzia delle Entrate. A tal fine rilevano le sole ipotesi in cui l’Agenzia delle Entrate sia stata evocata in giudizio o, comunque, sia intervenuta;
  2. abbiano ad oggetto atti impositivi, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in cassazione e anche a seguito di rinvio;
  3. in cui il ricorso in primo grado sia stato notificato alla controparte entro il 24 ottobre 2018 e per le quali alla data di presentazione della domanda il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva.

Sono definibili anche le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria ma instaurate erroneamente innanzi al giudice ordinario o a quello amministrativo; non lo sono invece le liti in materie diverse da quella tributaria, erroneamente instaurate innanzi alle Commissioni tributarie.

Sono invece escluse le controversie:

  1. relative ad atti privi di natura impositiva;
  2. concernenti, anche solo in parte, le risorse proprie tradizionali Ue, l’Iva riscossa all'importazione e le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;
  3. nelle quali è parte unicamente l’agente della riscossione, ancorché inerenti ai tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate e ad atti aventi comunque natura impositiva.

Sono invece definibili le liti relative ad atti dotati di natura impositiva che vedono come parte in giudizio, assieme alla stessa Agenzia, anche l’agente della riscossione.

La circolare chiarisce inoltre che possono avvalersi della definizione agevolata anche gli enti territoriali (Regioni, Province e Comuni), i quali entro il 31 marzo 2019 potevano stabilire l’applicazione delle disposizioni in commento alle controversie in cui essi sono parti.

01/04/2019 - DECRETO SEMPLIFICAZIONI

Lavori in corso su nuovo calendario fiscale e semplificazioni News

Proseguono i lavori per il riordino delle scadenze fiscali e la semplificazione degli adempimenti previsti nella proposta di legge n. AC 1074, titolata “Disposizioni per la semplificazione fiscale, il sostegno delle attività economiche e delle famiglie e il contrasto dell'evasione fiscale”, con la presentazione di nuovi emendamenti alla Commissione Finanze della Camera dei deputati.

Concluso il voto sugli emendamenti, il provvedimento sarà sottoposto al primo voto dell'Aula.

Tra le principali novità contenute negli emendamenti al provvedimento:

Esterometro trimestrale

Trasmissione dei dati delle fatture ricevute ed emesse verso l’estero con cadenza trimestrale e non più mensile.

Comunicazione dati liquidazioni Iva

I dati del quarto trimestre verranno inseriti nella dichiarazione Iva, da presentare all’Agenzia Entrate entro il 28 febbraio dell’anno successivo, evitando l’invio della relativa comunicazione.

Dichiarazioni dei redditi – Termine di presentazione

Termine di presentazione delle dichiarazioni fissato entro l’undicesimo mese dalla chiusura del periodo d’imposta (30 novembre per i soggetti solari).

Delega cumulativa degli adempimenti

Previsione, per gli intermediari abilitati, di adempiere agli obblighi connessi alla delega per la presentazione delle dichiarazioni in maniera cumulativa e non per singolo adempimento.

Isa - Semplificazione

Non saranno chiesti i dati contenuti negli altri modelli di dichiarazioni dei redditi.

L’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione nell’area riservata del proprio sito i dati già in suo possesso per la compilazione.

Irap – Revisione parametri di esclusione

Rivisti i paramenti per l’esclusione dall’Irap. Viene esclusa l’autonoma organizzazione per i lavoratori autonomi con volume d'affari fino a 150 mila euro, semprechè le spese per personale dipendente, consulenze e beni strumentali non superino il limite del 75% dei compensi percepiti.

Tale agevolazione non trova applicazione per coloro che comunque hanno un dipendente a tempo pieno o, alternativamente, due dipendenti a tempo parziale.

Obbligo di invito al contraddittorio

Invito al contraddittorio obbligatorio, con la sola esclusione degli accertamenti parziali e degli avvisi di rettifica parziale, per tutti gli atti di accertamento non preceduti da un processo verbale di chiusura delle operazioni redatto dagli organi di controllo e consegnato al contribuente.

Cessione o affitto d'azienza - Autenticazione e deposito estesi a commercialisti e avvocati

Estesa a commercialisti e avvocati la competenza all'autenticazione della sottoscrizione e al deposito dell'atto relativo alla cessione e affitto d'azienda.

A tal fine è stato modificato l'art. 2556 del codice civile.

29/03/2019 - DICHIARAZIONI

Visto infedele sul 730, Cndcec: “Eliminate le imposte a carico dei commercialisti” News

L’art. 7-bis del D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, introdotto in sede di conversione, prevede un'attenuazione delle sanzioni previste in materia di infedele asseverazione o visto di conformità in caso di presentazione della dichiarazione precompilata attraverso Caf o professionisti.

La norma, infatti, sostituisce la lettera a) dell'art. 39, comma 1 , del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, in materia di dichiarazione dei redditi, disponendo che i responsabili dei Caf e i professionisti che rilasciano un visto infedele relativamente a una dichiarazione dei redditi di possessori di redditi di lavoro dipendente e assimilati presentata con le modalità previste dalla disciplina per l'assistenza fiscale, non sono tenuti al pagamento di una somma pari all'importo dell'imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente in caso di controllo formale delle dichiarazione.

Essi sono invece tenuti al solo pagamento di una somma pari al 30 per cento della maggiore imposta riscontrata, semprechè il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente; tale somma potrà comunque essere ridotta attraverso il ravvedimento operoso nel caso in cui il professionista, prima della formale contestazione dell’infedeltà del visto da parte dell’Agenzia delle Entrate, trasmetta a quest’ultima una comunicazione dei dati relativi alla rettifica della dichiarazione.

È inoltre previsto che alle sanzioni in materia di visto di conformità infedele non si applichi la maggiorazione di cui all’art. 7, comma 3 , del D.Lgs. n. 472/1997, secondo cui la sanzione è aumentata fino alla metà nei confronti di chi, nei tre anni precedenti, sia incorso in altra violazione della stessa indole non definita attraverso gli ordinari istituti deflativi del contenzioso.

Si ricorda che l'attuale versione del primo comma dell'art. 39 del D.Lgs. n. 241/1997 prevede che ai soggetti che rilasciano il visto di conformità o l'asseverazione infedele si applica la sanzione amministrativa da 258 a 2.582 euro.

Salvo il caso di presentazione di dichiarazione rettificativa, se il visto infedele si riferisce alla dichiarazione dei redditi di possessori di redditi di lavoro dipendente e assimilati - presentata con le modalità di cui all'art. 13 , del D.M. 31 maggio 1999, n. 164 - Caf e professionisti sono tenuti nei confronti dello Stato o del diverso ente impositore al pagamento di una somma pari all'importo dell'imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente ai sensi dell'art. 36-ter del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (controllo formale delle dichiarazione), semprechè il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente.

In merito a tale novità, con un comunicato stampa diffuso ieri il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha espresso il proprio apprezzamento per il superamento di una norma di cui era stata denunciata l'incostituzionalità.

28/03/2019 - ADEMPIMENTI

Esterometro anche per le operazioni effettuate con soggetti non Iva News

Il cosiddetto “esterometro” riguarda tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato: ne rimangono escluse soltanto le operazioni:

  1. per le quali è stata emessa una bolletta doganale;
  2. per le quali è stata emessa o ricevuta una fattura elettronica.

Ne deriva che al fine di verificare se si rientra o meno nell'ambito applicativo di tale adempimento, rileva esclusivamente la circostanza che la controparte non sia stabilita in Italia, a prescindere dalla sua natura e dal fatto che la transazione sia o meno rilevante nel territorio nazionale: lo ha precisato l'Agenzia delle Entrate con la risposta all'istanza di interpello 27 marzo 2019, n. 85 .

Nell'occasione, in particolare, è stato sottolineato che - a differenza dell’obbligo di presentazione dei modelli Intrastat (di cui all’art. 50, comma 6 , del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito con modifiche dalla Legge 29 ottobre 1993, n. 427 ) l' “esterometro” (disciplinato dall'art. 1, comma 3-bis , del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127) riguarda tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, senza ulteriori limitazioni.

Ai fini, infatti, dell’adempimento in esame:

  1. è rilevante solo la circostanza che il soggetto non sia stabilito in Italia, indipendentemente dalla natura dello stesso;
  2. non è significativo il fatto che l’operazione sia o meno rilevante, ai fini IVA, nel territorio nazionale.

In materia si tenga presente che:

  1. sono tenuti a comunicare i dati delle fatture transfrontaliere emesse e ricevute, delle note di variazione e delle bollette doganali, gli operatori Iva obbligati all'emissione della fatturazione elettronica;
  2. sono esclusi dall'obbligo i soggetti in regime forfetario e quelli nel regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile.

Il termine per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute dall’estero relativa al mese di gennaio, febbraio e marzo 2019 scadrà il 30 aprile 2019.

27/03/2019 - IRPEF

5xmille 2017, online gli elenchi degli enti ammessi ed esclusi News

Sono stati pubblicati ieri gli elenchi degli enti ammessi e di quelli esclusi dal 5 per mille relativo al 2017.

Si ricorda che la materia è stata profondamente modificata ad opera del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 111 .

Le finalità alle quali il contribuente può destinare il cinque per mille della propria Irpef sono:

  1. sostegno di uno dei seguenti enti (semprechè siano iscritti nell’apposito Registro unico nazionale, istituito dall'art. 4, comma 1 , lettera m), della Legge n. 106/2016):
    • organizzazioni di volontariato;
    • associazioni di promozione sociale;
    • enti filantropici;
    • imprese sociali;
    • cooperative sociali;
    • reti associative;
    • società di mutuo soccorso;
    • fondazioni;
    • ogni altro ente costituito in forma di associazione (riconosciuta o non riconosciuta) per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche, di utilità sociale, mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma volontaria e di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi;
  2. finanziamento della ricerca scientifica e dell'università;
  3. finanziamento della ricerca sanitaria;
  4. sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente;
  5. sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche, riconosciute dal Coni ai fini sportivi, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale;
  6. finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici (di cui all'art. 23, comma 46 , del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modifiche dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111 ).

La norma pone in capo agli enti beneficiari i seguenti obblighi:

  1. redigere un apposito rendiconto, entro un anno dalla ricezione delle somme;
  2. inviare detto rendiconto all’Amministrazione erogatrice entro i successivi 30 giorni;
  3. predisporre ed inviare - assieme al rendiconto - una relazione illustrativa, dalla quale “risultino in modo chiaro, trasparente e dettagliato” la destinazione e l'utilizzo delle somme percepite;
  4. pubblicare sul proprio sito - entro 30 giorni dalla scadenza dell’anno (di cui sopra) - gli importi percepiti e il rendiconto, comunicandolo all'Amministrazione erogatrice entro i successivi 7 giorni.