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17/02/2020 - IMPOSTE DIRETTE

“Bonus facciate” anche per l'inquilino dell'immobile concesso in locazione News

Per poter usufruire del “bonus facciate” - cioè della detrazione riconosciuta per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti - il contribuente deve possedere o detenere l’immobile oggetto dell’intervento in base ad un titolo idoneo, al momento:

  1. di avvio dei lavori, oppure
  2. del sostenimento delle spese, se antecedente all’avvio dei lavori.

In particolare, il contribuente deve:

  1. possedere l’immobile in qualità di proprietario, nudo proprietario o di titolare di altri diritti reali di godimento;
  2. detenere l’immobile in base a un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato;
  3. essere in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.

È uno dei chiarimenti contenuti nella Circolare 14 febbraio 2020, n. 2/E , con la quale l'Agenzia delle Entrate ha specificato con precisione l'ambito applicativo, sotto i profili soggettivo ed oggettivo, dell'incentivo in esame, introdotto dall’art. 1 , commi da 219 a 224 della legge 27 dicembre 2019 n. 160 (Legge di bilancio 2020).

Sono comunque esclusi dalla detrazione gli interventi:

  1. effettuati sulle facciate interne dell’edificio;
  2. effettuati sulle superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico;
  3. di sostituzione di vetrate, infissi, grate, portoni e cancelli.

La citata circolare conferma inoltre che qualora i lavori di rifacimento della facciata, che non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguardino interventi influenti dal punto di vista termico o interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, gli interventi devono soddisfare i requisiti di cui al D.M. 26 giugno 2015 , e, con riguardo ai valori di trasmittanza termica, i requisiti di cui alla tabella 2 dell’allegato B al D.M. 11 marzo 2008 .

Per poter usufruire della detrazione in esame, gli edifici devono essere ubicati nelle zone A o B, ai sensi del richiamato D.M. aprile 1968, n. 1444, o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

Disponibile sul sito dell'Agenzia anche una guida con tutte le informazioni necessarie sul "Bonus facciate".

14/02/2020 - CRISI D'IMPRESA

Nomina dei revisori nelle Srl possibile fino all’approvazione del bilancio al 2019 News

Le Srl e le società cooperative tenute alla nomina degli organi di controllo, ai sensi dell'art. 379 del D.Lgs. n. 14/2019, potranno provvedervi entro la data di approvazione dei bilanci relativi all’esercizio 2019, stabilita ai sensi dell’art. 2364, secondo comma , c.c. Con un emendamento al decreto Milleproroghe (D.L. n. 162/2019 ), approvato mercoledì dalle Commissioni Bilancio della Camera, torna quindi in essere la proposta di prorogare il termine originario del 16 dicembre 2019, entro il quale tali società, se già costituite al 16 marzo 2019, avrebbero dovuto nominare sindaci o revisori ed eventualmente adeguare atti costitutivi e statuti.

Di fatto, le società avranno tra i quattro e i sei mesi in più per adempiere all’obbligo di nomina, potendo scegliere la data di approvazione del bilancio di esercizio 2019 entro il termine di 120 giorni o di 180 giorni previsto dall'art. 2364, secondo comma , c.c.

Con tale modifica, inoltre, i due esercizi da prendere in considerazione per la verifica del superamento dei limiti di cui all’art. 2477 c.c., come modificato dall’art. 379 del Ccii, risultano essere il 2018 e il 2019, con la conseguenza che il primo bilancio da sottoporre a revisione è quello relativo all’esercizio che chiuderà il 31 dicembre 2020. Infatti, l’ultimo periodo del comma 3 del predetto art. 379 dispone che, ai fini della prima applicazione delle disposizioni di cui all'art. 2477 c.c., commi secondo e terzo, “si ha riguardo ai due esercizi antecedenti la scadenza indicata nel primo periodo”, scadenza - il 31 dicembre 2019 - che sarebbe ora oggetto di riapertura.

Se la proposta emendativa dovesse trovare conferma definitiva nella conversione in legge del decreto Milleproroghe, si potrebbe tuttavia profilare il problema evidenziato la settimana scorsa dal Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, che in risposta ad un'interrogazione parlamentare in merito ad una possibile proroga aveva dichiarato che un eventuale differimento dei termini, configurabile come una riapertura dei termini stessi e non una proroga, avrebbe comportato un’evidente iniquità sotto il profilo concorrenziale tra imprese che hanno rispettato il termine di adempimento e quelle che lo hanno disatteso.

13/02/2020 - DECRETO FISCALE, APPALTI

Ritenute sugli appalti, emanata l'attesa circolare sui nuovi obblighi News

È stata emanata il 12 febbraio 2020 dall'Agenzia delle Entrate la circolare n. 1/E contenente gli attesi chiarimenti in merito alle nuove regole introdotte in materia di ritenute dal decreto fiscale di accompagnamento alla Manovra di fine anno. L'art. 17-bis del D.Lgs. n. 241/1997 – introdotto dall’art. 4, comma 1 , del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modifiche dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157 – ha infatti previsto nuovi obblighi in capo a committenti, appaltatori e subappaltatori, al fine di contrastare l’omesso versamento delle ritenute.

In particolare:

  1. i soggetti di cui all'art. 23, comma 1 , del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, residenti in Italia, che affidano il compimento di una o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore a 200mila euro a un'impresa tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali (comunque denominati) caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente con l'utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest'ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma, sono tenuti a chiedere all'impresa appaltatrice o affidataria e alle imprese subappaltatrici - obbligate a rilasciarle - copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute di cui agli artt. 23 e 24 del citato D.P.R. n. 600/1973, all’art. 50, comma 4 , del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, e all’art. 1, comma 5 , del D.Lgs. 28 settembre 1998, n. 360, trattenute dall'impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici ai lavoratori direttamente impiegati nell'esecuzione dell'opera o del servizio;
  2. al fine di consentire al committente il riscontro dell'ammontare complessivo degli importi versati dalle imprese, entro i 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento di cui all'art. 18, comma 1 , del D.Lgs. n. 241/1997, l'impresa appaltatrice o affidataria e le imprese subappaltatrici trasmettono al committente e, per le imprese subappaltatrici, anche all'impresa appaltatrice le deleghe di cui sopra e un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell'esecuzione di opere o servizi affidati dal committente, con il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell'opera o del servizio affidato, l'ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione e il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti di tale lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente;
  3. tali obblighi non si applicano se le imprese appaltatrici o affidatarie o subappaltatrici consegnano al committente un'apposita certificazione che attesta la sussistenza dei requisiti indicati.

Ora, con la Circolare 12 febbraio 2020, n. 1/E , l'Agenzia precisa l'ambito soggettivo ed oggettivo delle nuove norme, i relativi adempimenti e gli aspetti sanzionatori.

Sotto quest'ultimo profilo, si segnala che in caso di inottemperanza agli obblighi previsti il committente è tenuto al versamento di una somma pari alla sanzione irrogata all’impresa appaltatrice o affidataria o subappaltatrice per la non corretta determinazione ed esecuzione delle ritenute, nonché per il tardivo versamento delle stesse, senza possibilità di compensazione. Tale norma si applica esclusivamente nelle ipotesi in cui l’impresa appaltatrice o affidataria o subappaltatrice abbia commesso le suddette violazioni, compresa la violazione del divieto di compensazione, e le siano state irrogate le correlate sanzioni.

12/02/2020 - MANOVRA 2020

Forfetari, dopo il Mef anche l'Agenzia delle Entrate conferma: già in vigore le novità della legge di Bilancio 2020 News

Dopo il Ministero dell'Economia e delle Finanze, anche l'Agenzia delle Entrate conferma, con la Risoluzione n. 7/E dell'11 febbraio 2020 , l'immediata applicabilità dei “paletti” introdotti dalla legge di Bilancio 2020 (Legge 27 dicembre 2019, n. 160 ) all'accesso al regime forfetario.

Con la risposta a due interrogazioni alla Camera (la n. 5-03471 e n. 5-03472), nella seduta dello scorso 5 febbraio, la decorrenza delle nuove norme era stata già ufficializzata dal sottosegretario Alessio Villarosa. Nella risposta era stata altresì annunciata la predisposizione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di documenti di prassi volti a fornire chiarimenti interpretativi in merito alle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2020.

Nella risoluzione in commento, tuttavia, nessun chiarimento è stato fornito in merito alla sanzionabilità o meno di eventuali comportamenti difformi dalla norma finora seguiti .

Si veda in particolare il seguente prospetto:

NOVITÀ INTRODOTTA dalla LEGGE di BILANCIO 2020

POSIZIONE ASSUNTA dall'AGENZIA delle ENTRATE (1) (2)

REQUISITI di ACCESSO

I contribuenti persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni possono accedere al regime forfetario se, al contempo, nell'anno precedente hanno conseguito ricavi oppure percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65mila euro e se hanno sostenuto spese per il personale e per lavoro accessorio superiori a 20mila euro.

Il limite delle spese dev'essere verificato con riferimento all’anno precedente all’applicazione del regime forfetario; di conseguenza, i contribuenti che nel 2019 hanno superato i suddetti limiti non potranno accedere al regime forfetario nel 2020.

CAUSE di ESCLUSIONE

Viene prevista quale causa di esclusione dall'applicazione del regime forfetario l'ipotesi in cui, nel periodo d'imposta precedente, il soggetto abbia percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati di importo lordo superiore a 30mila euro.

Tale causa di esclusione opera già dal periodo d’imposta 2020 se i contribuenti nel periodo d’imposta 2019 conseguono redditi di lavoro dipendente e/o assimilati in misura superiore a 30mila euro(3).

(1) Con la Risoluzione in commento 11 febbraio 2020, n. 7/E , l'Agenzia ha inoltre escluso che tale conclusione contrasti con lo Statuto del contribuente.
(2)  Si ricorda che lo scorso 5 febbraio, nel corso di un question time alla Camera, anche il Ministero dell'Economia e delle Finanze aveva ufficializzato che le modifiche al regime forfetario apportate dalla legge di Bilancio 2020 sono già in vigore.
(3) Tale interpretazione trova conferma nella Circolare 4 aprile 2016, n. 10/E , emanata con riferimento alla stessa clausola inserita dalla Legge 28 dicembre 2015 n. 208 (legge di Stabilità 2016).

11/02/2020 - IVA

Corrispettivi, ritardo non punibile nel primo semestre di applicazione dell'obbligo News

Con riferimento ai nuovi obblighi di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri, qualora l’unica omissione riscontrabile sia la mancata trasmissione dei dati relativi ad operazioni effettuate nel primo semestre di vigenza dell’obbligo di cui all’art. 2, comma 1 , del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127 (1° luglio-31 dicembre 2019), tale violazione può essere regolarizzata, senza che siano dovute sanzioni amministrative, effettuando l’adempimento omesso, cioè procedendo alla trasmissione dei dati entro il termine del 30 aprile 2020 previsto per la presentazione della dichiarazione Iva relativa al periodo d’imposta 2019.

La nuova moratoria interessa i contribuenti obbligati ai corrispettivi telematici a partire dal 1° luglio 2019, cioè gli operatori con volume d'affari dichiarato per il 2018 superiore a 400mila euro, e riguarda la sola violazione della mancata trasmissione dei dati. La loro documentazione, memorizzazione e liquidazione delle imposte dovute devono invece essere state correttamente effettuate.

È quanto precisato dall'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 10 febbraio 2020, n. 6 , alla luce dei chiarimenti contenuti nella Circolare n. 15/E/2019 e di quanto disposto dall’art. 10 della Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente) in tema di errori del contribuente.

L'Agenzia ha inoltre affermato che le sanzioni indicate nell’art. 2, comma 6 , del D.Lgs. 127/2015 vadano applicate solo in caso di trasmissione telematica dei corrispettivi riferita al secondo semestre del 2019 successiva al 30 aprile 2020 oppure omessa dopo tale data.

Si ricorda che ai sensi dell'art. 2, comma 6-ter , del richiamato D.Lgs. 127/2015, nel primo semestre di vigenza dell’obbligo di cui al comma 1 (memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi), decorrente dal 1° luglio 2019 per i soggetti con volume di affari superiore a 400mila euro e dal 1° gennaio 2020 per gli altri soggetti, le sanzioni previste dal sesto comma non si applicano in caso di trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell’Iva.