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26/11/2019 - IRPEF

Gli ultimi chiarimenti delle Entrate sul regime degli “impatriati” News

Con tre distinte Risposte ad altrettante istanze di interpello l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’ambito applicativo del regime speciale per i lavoratori impatriati, di cui all’art. 16 del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147. Com’è noto, tale norma prevede che i redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 50%. L’agevolazione consiste, quindi, in una riduzione della base imponibile dei redditi predetti che, pertanto, concorrono alla formazione del reddito complessivo del contribuente nella misura del 50%.

Con i tre citati documenti di prassi, in particolare, l’Agenzia ha affermato quanto segue:

  1. qualora, pur coincidendo l’inizio del nuovo rapporto contrattuale in Italia con la scadenza naturale del distacco all’estero, il rientro del contribuente in Italia con una qualifica diversa (nel caso di specie, quadro) fa sì che non si ponga in continuità con la precedente posizione lavorativa (impiegato). In tal modo, infatti, il lavoratore assume un ruolo aziendale differente rispetto a quello originario in ragione delle maggiori competenze ed esperienze professionali maturate all’estero. Di conseguenza, nell’ipotesi descritta spetta il regime fiscale in commento (Risposta 25 novembre 2019, n. 492 );
  2. qualora sia possibile dimostrare la residenza estera per gli anni d’imposta 2018 e 2019 sulla base delle convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni e in presenza di tutti gli altri requisiti richiesti dalla normativa, il lavoratore potrà usufruire del regime agevolato in commento a decorrere dal 2020. Di conseguenza, i redditi dal medesimo percepiti in Italia nell’anno d’imposta 2019, non potranno godere dell’agevolazione in esame in quanto soggetto non residente. Diversamente, i redditi prodotti prevalentemente in Italia per il periodo d’imposta 2020, in presenza delle condizioni previste, potranno invece fruire del regime agevolato (Risposta 25 novembre 2019, n. 495 );
  3. per i soggetti che non risultano iscritti all’Aire (o che vi risultano iscritti per un periodo inferiore a quello richiesto dal primo comma del richiamato art. 16 del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147), il periodo di residenza all’estero può essere provato sulla base delle convenzioni contro le doppie imposizioni (Risposta 25 novembre 2019, n. 497 ).

In materia si ricorda inoltre che:

  1. il decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34 , convertito con modifiche dalla Legge 28 giugno 2019, n. 58 ) ha introdotto importanti modifiche alla disciplina sugli “impatriati” (art. 16 , D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147) e al regime sul “rientro dei cervelli” (art. 44 , D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modifiche dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122 ). In particolare:
    1. passa dal 50 al 70% la riduzione dell’imponibile per i soggetti che trasferiscono la residenza in Italia dal 2020;
    2. si semplificano le condizioni richieste per accedere al regime fiscale di vantaggio;
    3. si estendono le agevolazioni anche ai lavoratori che avviano un’attività d’impresa a partire dal periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2020;
    4. in presenza di determinate condizioni, si introducono ulteriori agevolazioni fiscali per ulteriori cinque periodi d’imposta;
    5. regole ad hoc sono previste per i docenti e ricercatori che trasferiscono la residenza in Italia dal 2020, nonché per i ricercatori universitari;
  2. con la Risposta all’istanza di interpello 18 luglio 2019, n. 272 , l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito che:
    1. le modifiche apportate al regime degli “impatriati” dall’art. 5 del richiamato D.L. 30 aprile 2019, n. 34, si applicano “a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto” e quindi per i soggetti che acquisiscono la residenza fiscale in Italia a partire dal periodo d’imposta 2020;
    2. per effetto dell’art. 16, comma 3 , del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147, il contribuente fruisce dell’agevolazione dal periodo d’imposta in cui acquisisce la residenza fiscale e per i quattro periodi d’imposta successivi; tuttavia, è stata prevista l’estensione a ulteriori periodi d’imposta in cui il soggetto, a determinate condizioni, può continuare a godere dell’agevolazione in esame.

25/11/2019 - DECRETO FISCALE

Certificazioni Uniche, allo studio la proroga al 16 marzo News

Differimento dal 15 al 30 aprile del termine per la messa a disposizione della dichiarazione precompilata; differimento dal 7 al 16 marzo del termine per la trasmissione delle Certificazioni Uniche da parte dei sostituti d’imposta; slittamento al 15 dicembre del termine fissato per l’invio al Ministero dell’Economia e delle Finanze delle scelte dei contribuenti relative al 2 per mille: sono alcune delle proposte contenute negli emendamenti dei relatori al decreto fiscale di accompagnamento alla Manovra di fine anno (D.L. 26 ottobre 2019, n. 124 ), attualmente all’esame della Commissione Finanze della Camera.

La revisione del calendario fiscale riguarderà anche il modello 730, il cui termine di presentazione viene posticipato dal 23 luglio al 30 settembre di ogni anno, e le relative operazioni di conguaglio fiscale. Con riguardo a queste ultime l'emendamento in esame introduce un termine mobile in sostituzione di quello fisso attualmente previsto (con la retribuzione di luglio). Il conguaglio dovrà essere effettuato sulla prima retribuzione utile e comunque sulla retribuzione di competenza del mese successivo a quello in cui il sostituto ha ricevuto il prospetto di liquidazione.

Viene inoltre ampliata la possibilità di utilizzare il modello 730 e l'assistenza fiscale anche da parte delle persone fisiche che non hanno percepito redditi di lavoro dipendente o redditi di pensione, ma risultano titolari di redditi fondiari e di lavoro autonomo occasionale.

Il disegno di legge di conversione dovrebbe approdare in Aula la prossima settimana. Tra le principali novità introdotte dal provvedimento si segnala l’art. 3 , ai sensi del quale:

  1. vengono introdotti i seguenti requisiti necessari al fine di poter utilizzare in compensazione - con il modello F24 - i crediti relativi a imposte dirette e sostitutive:
    • obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione dalla quale emerge il credito, per importi del credito superiori a 5mila euro annui;
    • obbligo di presentare l’F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, anche per i soggetti non titolari di partita Iva. Quest’ultimo requisito si applica anche alle compensazioni di crediti effettuate dai sostituti d’imposta per il recupero delle eccedenze di versamento delle ritenute e dei rimborsi/bonus erogati ai dipendenti (come ad esempio i rimborsi da modello 730 e bonus 80 euro);
  2. nel periodo d’imposta 2020 - primo anno di applicazione delle nuove regole - i crediti d’imposta in esame (relativi al periodo d’imposta chiuso al 31 dicembre dell’anno precedente), salvi i crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta, potranno essere utilizzati in compensazione non già a partire dal 1° gennaio, bensì dopo la presentazione della relativa dichiarazione e dunque a partire dal mese di maggio;
  3. per rafforzare le misure di contrasto alle indebite compensazioni, viene introdotta una specifica disciplina sanzionatoria applicabile alle compensazione di crediti non utilizzabili;
  4. in caso di mancata esecuzione delle deleghe di pagamento per effetto dell’attività di controllo di cui all’art. 49-ter del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modifiche dalla Legge 4 agosto 2006, n. 248 , si applica la sanzione di euro 1.000 per ciascuna delega non eseguita.

Le predette disposizioni si applicano alle deleghe di pagamento presentate a partire dal mese di marzo 2020.

22/11/2019 - DICHIARAZIONI

Dal 2020 l’Inps riceverà tramite l’Agenzia delle Entrate il risultato dei modelli 730-4 News

A decorrere dal 2020, l’Inps riceverà tramite l’Agenzia delle Entrate il risultato finale dei  modelli 730 (mod. 730-4) trasmesso dai Caf e dai professionisti abilitati, con le stesse modalità già utilizzate per tutti i sostituti d’imposta: a tal fine è stato modificato il Provvedimento direttoriale 12 marzo 2019, n. 58168 , ad opera del Provvedimento 21 novembre 2019, n. 890659 .

Si ricorda che:

  1. con il richiamato Provvedimento 12 marzo 2019, n. 58168 , era stato approvato - con le relative istruzioni e specifiche tecniche - il modello di “Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai modelli 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle entrate”;
  2. detto modello dev’essere utilizzato dai sostituti d’imposta per:
    1. indicare la sede telematica dove ricevere dall’Agenzia delle Entrate - ai sensi dell’art. 16, comma 4-bis , del D.M. 31 maggio 1999, n. 164 - il flusso contenente i risultati finali delle dichiarazioni 730 (modello 730-4) presentate nello stesso anno cui si riferisce la comunicazione;
    2. comunicare la variazione dei dati già forniti;
  3. l’adempimento in esame può essere effettuato anche tramite un intermediario ex art. 3, comma 3 , del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322;
  4. in tal caso, quest’ultimo è tenuto a:
    1. informare - utilizzando l’apposita scheda - il sostituto d’imposta sulla necessità di effettuare una variazione;
    2. comunicare l’avvenuta cessazione del rapporto di delega.

21/11/2019 - MANOVRA 2020

Tributi locali non pagati: in arrivo il pignoramento dei conti correnti? News

Secondo alcune indiscrezioni circolate nelle ultime ore, un emendamento presentato al disegno di legge di Bilancio prevederebbe la possibilità per gli enti locali di pignorare i conti correnti dei contribuenti non in regola con il pagamento dei tributi locali, come Imu e tassa sui rifiuti.

La nuova procedura accelerata è contenuta in una norma della Manovra in discussione in Parlamento, per la quale Comuni e Province potranno riscuotere le imposte locali e le entrate patrimoniali non pagate utilizzando le stesse regole dell'Agenzia per la riscossione nazionale. La novità principale è l'emissione di un unico atto, in sostituzione dell’atto di accertamento e della successiva emissione della cartella esattoriale, che diventa subito esecutivo.

La norma non include al momento le multe stradali.

La notizia è stata peraltro smentita dal premier Giuseppe Conte, che interrogato sulla questione, ha dichiarato: "I cittadini non si devono preoccupare, non mi risulta nulla di simile". 

Si ricorda che il richiamato disegno di legge prevede - attraverso la modifica dell’art. 3 del decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 28 giugno 2019, n. 58 ) - che, per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018, l’Imu relativa agli immobili strumentali sia deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito da lavoro autonomo nella misura del 50%.

Al riguardo, si ricorda che:

  1. attualmente il citato art. 3 del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, prevede l’incremento della deducibilità dell’Imu dovuta sui beni strumentali, dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo. In particolare, attraverso la modifica dell’art. 14, comma 1 , del D.Lgs. 4 marzo 2011, n. 23, si prevedono le seguenti percentuali di deducibilità:
    • 50% per il periodo d’imposta 2019;
    • 60% dal 2020;
    • 70% dal 2022;
    • 100% dal 2023;
  2. tale percentuale era già stata aumentata al 40% dall’art. 1, comma 12 , della legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145);
  3. il Documento programmatico di bilancio prevede un incremento progressivo della quota di deducibilità dal reddito d’impresa e dal reddito professionale dell’Imu dovuta sui beni strumentali, che diventerà totalmente deducibile a decorrere dal 2023.

20/11/2019 - ACCERTAMENTO, RISCOSSIONE

“Presunzione di conoscenza” degli atti notificati dal Fisco per posta News

A decorrere dal 15 maggio 1998 - data di entrata in vigore dell’art. 20 della Legge 8 maggio 1998, n. 146 (che ha modificato l’art. 14 della Legge 20 novembre 1982, n. 890) - gli uffici finanziari possono procedere alla notificazione a mezzo posta e in modo diretto degli avvisi e degli atti che per legge devono essere notificati al contribuente. Di conseguenza, nei casi in cui l’amministrazione fiscale si sia avvalsa di tale facoltà di notificazione semplificata, per la giurisprudenza di legittimità si producono i seguenti effetti:

  1. alla spedizione dell’atto si applicano le norme concernenti il servizio postale ordinario e non quelle della richiamata Legge 20 novembre 1982, n. 890 (in quanto queste ultime si riferiscono esclusivamente alla notifica effettuata dall’ufficiale giudiziario, ai sensi dell’art. 149 del codice di procedura civile);
  2. non dev’essere redatta alcuna relata di notifica o annotazione specifica sull’avviso di ricevimento in ordine alla persona cui è stato consegnato il plico;
  3. l’atto pervenuto all’indirizzo del destinatario deve ritenersi ritualmente consegnato a quest’ultimo, stante la presunzione di conoscenza di cui all’art. 1335 del codice civile, superabile solo se il medesimo dia prova di essersi trovato senza sua colpa nell’impossibilità di prenderne cognizione (Cass. 4 luglio 2014, n. 15315 e 15 luglio 2016, n. 14501 ), senza che si renda necessario l’invio della raccomandata al destinatario (Cass. 4 aprile 2018, n. 8293 );
  4. ai fini della validità della notifica, è sufficiente che il plico sia consegnato al domicilio del destinatario e che il relativo avviso di ricevimento sia sottoscritto dalla persona rinvenuta dall’ufficiale postale, non essendo necessario che da esso risulti anche la qualità del consegnatario o la sua relazione con il destinatario (Cass. 9 agosto 2017, n. 19795 ).

Tali principi sono stati ora confermati dalla quinta sezione tributaria della Corte di Cassazione con la sentenza 10 settembre 2019, n. 29642 , depositata lo scorso 14 novembre.